ETF e target maturity spingono l’innovazione
Lo studio mostra anche come lo sviluppo prodotto stia seguendo molto da vicino i nuovi orientamenti della domanda. Nel 2025 i nuovi lanci censiti da Alfi hanno raccolto oltre 100 miliardi di euro e si sono concentrati soprattutto su azionario globale, azionario USA e fondi obbligazionari target maturity. Proprio le strategie a scadenza vengono indicate come uno dei trend più interessanti degli ultimi anni. “Sebbene la domanda complessiva si sia ridotta rispetto ai picchi precedenti”, si legge infatti, “le vendite cross-border di questi prodotti hanno continuato a crescere anche nel 2025”. Gli ETF contribuiscono in modo significativo al fenomeno ma rappresentano circa il 40% del totale. Più in generale, il ruolo della gestione passiva continua a rafforzarsi soprattutto nei mercati cross-border, dove gli strumenti a replica vengono percepiti come strumenti sempre più utili per effettuare riallocazioni tattiche rapide in un contesto geopolitico instabile.
Difesa e sicurezza, il nuovo tema caldo
Tra i fenomeni emergenti spicca poi il boom dei fondi legati all’aumento delle spese militari o in settori annessi, con i fondi di categoria che hanno registrato afflussi netti per 12 miliardi di euro nonostante masse ancora relativamente contenute. Secondo Broadridge, il fenomeno è stato trainato soprattutto dagli ETF tematici, con pochi prodotti leader capaci di concentrare gran parte dei flussi. Una crescita che riflette un cambiamento strutturale nel modo in cui gli investitori interpretano i temi della resilienza geopolitica e della sicurezza di lungo periodo.
I fund brand leader agli occhi dei clienti

Miglio band europei e APAC. Fonte: Broadridge Fund Brand 50 2025, basata su più di 1.500 interviste ai fund selector in tutto il mondo
Il peso del brand nella distribuzione globale
L’indagine include anche una classifica dei marchi più apprezzati dai fund selector internazionali. In Europa il ranking è guidato da BlackRock, seguita da un trio che annovera J.P. Morgan Asset Management insieme a Fidelity e Amundi. Nell’area Asia-Pacifico emergono invece una maggiore centralità dei player statunitensi e una crescente attenzione verso operatori forti negli ETF e negli alternativi. Secondo lo studio, l’elemento chiave resta comunque la fiducia: “In un contesto sempre più globale e complesso, gli investitori continuano a fare affidamento su regole chiare, trasparenza e solidità dei controlli”.
Europa e Asia guidano la battaglia dei brand
L’Asia-Pacifico continua comunque a rappresentare uno snodo strategico per l’industria. Dal 2020 l’area ha generato 185 miliardi di euro di flussi netti verso prodotti cross-border, confermandosi la fonte più stabile di domanda internazionale al di fuori dell’Europa. Parallelamente, anche gli altri mercati stanno mostrando un interesse crescente verso le gamme internazionali, con flussi netti record per 60 miliardi di euro nell’ultimo anno. Il report dedica inoltre ampio spazio al tema del posizionamento competitivo dei brand globali, diventato uno dei principali fattori distintivi nella raccolta internazionale. Ogni anno Broadridge intervista oltre 1.300 fund selector per comprendere percezioni e preferenze rispetto alle principali società di gestione. Dall’analisi emerge come la leadership dei marchi sia fortemente concentrata tra Europa e APAC, ma con differenze sostanziali nelle logiche di selezione. Nel Vecchio Continente prevale infatti un mix più articolato di operatori globali e continentali, riflesso di un mercato ancora molto influenzato dalle dinamiche locali e dalle specificità distributive dei singoli Paesi. In Asia-Pacifico i selezionatori tendono invece a premiare soprattutto le grandi società statunitensi, considerate più forti sul fronte della scala globale ma anche nell’innovazione e negli investimenti alternativi.
La geografia del cross-border si allarga
Un altro trend evidenziato dal report riguarda la progressiva evoluzione della geografia del mercato cross-border. Sebbene il Lussemburgo continui a rappresentare il principale domicilio dei fondi internazionali, la crescente centralità degli ETF sta favorendo una distribuzione più ampia degli asset tra diverse giurisdizioni. In questo contesto, i fondi domiciliati negli Stati Uniti e i gruppi sostenuti da capitali americani risultano tra i principali beneficiari dello spostamento dei flussi guidato proprio dall’espansione degli ETF. A dominare il panorama resta ancora BlackRock, che da sola rappresenta il 18% degli asset cross-border. Al di là del colosso statunitense, però, le quote di mercato si frammentano rapidamente tra numerosi operatori, segno di un’industria sempre più competitiva e polarizzata tra grandi piattaforme globali e specialisti di nicchia. Anche sul fronte commerciale emergono dinamiche interessanti: gli investitori europei stanno sostenendo il recente massimo dei flussi cross-border e tutte le aree geografiche, ad eccezione dell’APAC, hanno registrato una crescita delle vendite nel 2025.
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