L’analisi svolta da Fida sulle performance dell’asset class Usa mostra una dinamica favorevole per gli azionari mid e small cap value. Ma sul lungo periodo cambia tutto. Ecco quali fattori considerare
Fra i listini azionari delle principali aree economiche globali quelli degli Stati Uniti sono fra i più rappresentati nei portafogli della clientela retail italiana. Sebbene le recenti vicissitudini di geopolitica e finanza internazionale abbiano riportato indietro di un anno gli indicatori della volatilità sull’azionario Usa, ciò non sembra scalfire l’appeal del mercato a stelle e strisce che nel 2021 ha continuato a mietere risultati positivi.
“L’azionario Usa dimostra di essere l’asset class più performante negli ultimi dieci anni”, spiega Monica Zerbinati, analista finanziario di Fida. Se invece si guarda all’asset class con un orizzonte più breve si possono fare dei distinguo per segmento dimensionale e soprattutto stile di gestione: “Nel 2021 sono le mid e small cap value a sovraperformare, ma sono correlate anche a maggiore volatilità e rischio. Sul lungo periodo invece risultano preferibili le large e mid, che inoltre presentano l’offerta più numerosa di prodotti (243 classi)”, analizza Zerbinati.
Azionario Usa, la top ten dei prodotti nel 2021
La top ten 2021 dei fondi azionari Usa da inizio anno è equamente distribuita tra large e small cap.
Ma il tema dominante fra le prime posizioni rimane quello del Value, che beneficia della rotazione settoriale vista a cavallo fra la fine del 2020 e inizio 2021. Fra gli asset manager non c’è uniformità d’opinione se questo cambio di rotta nelle preferenze sia destinato a durare o meno.
Joe Little, global chief strategist di Hsbc Asset Management
Joe Little, global chief strategist di Hsbc Asset Management, nell’outlook di metà anno presentato lo scorso luglio ha spiegato che “man mano che l’economia prosegue con la traiettoria di espansione, gli investitori devono prepararsi all’arrivo della transizione ciclica, una fase caratterizzata da rendimenti degli investimenti più bassi e da un cambio di regime politico che preannuncia i rischi della ‘mission economy’, che richiede un riposizionamento strategico al di fuori dall’obbligazionario globale”.
Anche in termini di segmenti di mercato l’approccio degli asset manager rimane più tattico che strategico, legato alla contingenza e in attesa di capire meglio come si evolverà lo scenario macroeconomico globale. “Restiamo sovrappesati sulle small cap Usa – scrive BlackRock in un commento settimanale dal titolo “Putting the yield spike in perspective” – Crediamo che questo segmento del mercato azionario possa beneficiare del rimbalzo ciclico in atto nell’attività economica domestica degli Stati Uniti”.
La classifica degli indici Fida elaborata per FocusRisparmio rispecchia la dinamica dei mercati nell’ultimo anno: rotazione settoriale che nell’ultimo anno ha favorito i titoli Value contro i megatrend del Growth – e più in ristrettamente dei titoli tecnologici – che invece ha dominato nel resto del decennio passato.
Non passa inosservata la performance degli investimenti tematici Esg sull’azionario Usa. “L’investimento socialmente responsabile offre un profilo di rendimento corretto per il rischio tra i più apprezzabili – spiega l’analista di Fida – Anche se nel breve periodo non raggiunge i rendimenti delle altre categorie, i risultati sono comunque più che apprezzabili in termini assoluti”.
Inoltre, sostiene Zerbinati, la categoria Esg presenta “su dieci anni una buona decorrelazione con le altre, e questo ne giustifica ulteriormente la presenza in portafoglio, anche accanto all’investimento azionario più tradizionale”, conclude.
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