Per gli analisti, il FOMC ha rafforzato la sua credibilità. E la comunicazione chiara è piaciuta ai mercati. Un po’ di volatilità non è esclusa visto il tono restrittivo, ma poi sia l’equity sia l’obbligazionario si stabilizzeranno
Come atteso dai mercati, la Federal Reserve ha alzato i tassi per la prima volta da oltre tre anni nel tentativo di contrastare un’inflazione persistentemente superiore all’obiettivo. La mossa ha certamente rafforzato la credibilità dell’istituto centrale guidato da Kevin Warsh e della sua determinazione a combattere il carovita, ma l’incertezza sulla tempistica e sul ritmo del ciclo restrittivo annunciato dal ‘dot plot’ rischia ora di acuire la volatilità sui mercati azionari e obbligazionari nelle prossime settimane. Per la maggior parte dei gestori, tuttavia, non c’è da allarmarsi: le prospettive per equity e bond restano positive.
“Sembra che Warsh e gli altri componenti del Comitato considerino la decisione di aumentare i tassi solo un passo moderato verso condizioni finanziarie più restrittive, il che lascia intendere che probabilmente seguiranno altri ritocchi”, commenta Robert Sockin, chief U.S. economist di PGIM, secondo cui la conferenza stampa, durata appena una trentina di minuti, è stata appropriata. “Il messaggio era chiaro, e la decisione, l’esito del voto e il ‘dot plot’ da falco parlano da soli”, osserva. Per questo, l’esperto conferma il suo scenario di base di tre strette in totale quest’anno, pur ammettendo che le previsioni sui tempi potrebbero alla fine rivelarsi troppo aggressive. “La riunione di ieri però ci dice che non servirà molto per spingere la Fed a tre rialzi, e forse anche di più se alla fine fosse necessario”, precisa.
Rafforzata la credibilità della Fed
Colin Graham, Co-Head of Sustainable Multi-Asset Solutions di Robeco
Colin Graham, head of multi asset strategies di Robeco, punta l’attenzione sulla reazione dei mercati, a suo avviso coerente con il mantenimento della credibilità da parte della Fed. “Il rafforzamento del dollaro, il calo dell’oro e rendimenti a lungo termine relativamente stabili suggeriscono che, per il momento, gli investitori stanno concedendo ai policymaker il beneficio del dubbio”, afferma. Inoltre, secondo l’esperto una curva dei rendimenti più piatta indica che per i mercati Warsh e colleghi possono continuare a inasprire la politica monetaria senza provocare un significativo deterioramento delle aspettative di crescita né un disancoraggio della parte lunga della curva dei rendimenti. “Domani è un altro giorno: non sfidare la Fed e non disfarti dei Treasury”, raccomanda quindi Graham.
Andrzej Skiba, head of U.S. Fixed Income di Rbc BlueBay
Anche per Andrzej Skiba, head of U.S. Fixed Income di RBC BlueBay, il presidente è apparso più credibile nella sua comunicazione, trasmettendo un messaggio coerente anche grazie al voto unanime del FOMC. “Gli asset rischiosi non hanno accolto favorevolmente la decisione”, sottolinea, aggiungendo che le aspettative di un numero limitato di rialzi nei prossimi mesi sono venute meno di fronte alla determinazione dell’istituto nella lotta all’inflazione. Tuttavia, secondo Skiba, dopo il primo aggiustamento, la comunicazione chiara del presidente potrebbe contribuire a sostenere ulteriormente i prezzi dei Treasury sulle scadenze più lunghe della curva. “Con il mercato che sta già scontando quattro rialzi entro la fine del 2027, rispetto ai due indicati dai dot plot, gran parte dell’aggiustamento in senso hawkish è già stato scontato sulla parte breve”, analizza.
Mercati obbligazionari verso una stabilizzazione
Eric Winograd, senior VP e US economist di AllianceBernstein
Sempre sul fronte obbligazionario, secondo Eric Winograd, senior U.S. investment analyst di AllianceBernstein, la decisione di mercoledì rappresenta un passaggio importante affinché i mercati possano stabilizzarsi. “Le aspettative di inflazione rimangono stabili, suggerendo che il mercato non è preoccupato né per la credibilità della Fed nella lotta al carovita né per la sua indipendenza”, spiega. Questo elemento, insieme al miglioramento della comunicazione di Warsh, a suo giudizio dovrebbe ridurre la necessità per il mercato dei bond di incorporare nei rendimenti un premio per il rischio aggiuntivo. Quanto al ciclo di inasprimento, anche se tutto dipenderà dai dati dei prossimi mesi, Winograd vede un’ulteriore mossa a dicembre, ma ritiene che entro l’inizio del prossimo anno l’inflazione di fondo avrà rallentato a sufficienza da consentire al Comitato di mantenere lo status quo.
In risposta alla fermezza del FOMC e alla chiarezza del suo messaggio, per Roger Rüegg, head of Multi Asset Solutions di Swisscanto/Zkb, nel breve termine i mercati azionari potrebbero continuare a mostrare una certa volatilità. Tuttavia, assicura, “nel medio periodo ci aspettiamo che l’attenzione degli investitori torni progressivamente a concentrarsi sulla dinamica positiva degli utili societari”. Quanto al biglietto verde, che ha continuato a rafforzarsi nei confronti delle principali valute e che da inizio 2026 ha guadagnato circa il 2%, Rüegg continua a ritenerlo “strutturalmente poco interessante”. Anche alla luce del graduale processo di de-dollarizzazione e delle pressioni sui conti pubblici americani. “In un’ottica di medio periodo, riteniamo quindi che il profilo rischio/rendimento della divisa USA offra un potenziale limitato”, conclude.
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