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Da un report Morningstar emerge che i team emerging markets di Pimco, Barings e T. Rowe Price hanno evitato o significativamente sottopesato le emissioni corporate della società almeno dalla metà del 2020
Il caso del gruppo immobiliare cinese Evergrande continua a preoccupare il mercato, ma ancor più le autorità cinesi.
Ieri la notizia che la Banca centrale cinese (Pboc) e la China Banking Regulatory Commission hanno convocato una riunione con 24 banche per richiedere la cooperazione con i governi locali sul mantenimento di uno “sviluppo stabile e sano” nel mercato immobiliare, proteggendo gli acquirenti di case.
Evergrande, shock per banche e gestori?
Mentre Evergrande è a un passo da quella che potrebbe diventare la più grande ristrutturazione del debito in Cina, i suoi effetti si fanno sentire sui mercati globali anche perché le obbligazioni erano detenute anche nei portafogli di diversi fondi comuni.
Il Manager Team di Morningstar ha pubblicato un’analisi dal titolo “Evergrande’s Bulls and Bears: Fund Managers React to a Looming Default”, che ha individuato i gestori con la maggiore esposizione alle obbligazioni emesse da Evergrande, ma anche quelli che sono stati in grado di anticipare la crisi del colosso immobiliare e ridurre o uscire dall’investimento.
Evergrande, chi ha schivato il colpo
In sintesi, la società di rating ha individuato alcuni gestori in grado di anticipare il collasso del gruppo immobiliare.
In particolare, tra i gestori di fondi che investono sui mercati emergenti e che sono valutati con un Analyst Rating di Morningstar, in molti avevano espresso perplessità su Evergrande già da un po’ di tempo.
“I team emerging markets di Pimco, Barings e T. Rowe Price hanno evitato o hanno significativamente sottopesato le emissioni corporate della società nei loro portafogli almeno dalla metà del 2020, quando il governo cinese aveva annunciato limiti di indebitamento più severi per le società con un elevato grado di leva finanziaria”, spiega la nota di Morningstar.
Sul fronte opposto si sono collocati atri gestori di fondi che hanno visto Evergrande in una luce più positiva negli ultimi mesi. I nomi sono quelli circolati nei giorni scorsi sulle principali piattaforme, da Ashmore a Bluebay, fino ai colossi BlackRock e UBS che hanno puntato sul debito di Evergrande, sebbene le motivazioni e le tempistiche degli investimenti di ciascuno siano state diverse.
Nubi all’orizzonte per i corporate bond cinesi
Il rischio maggior che vede Morningstar nell’immediato futuro è che la grande incertezza attorno al futuro di Evergrande finirà per ripercuotersi sul mercato obbligazionario cinese in dollari. “È probabile, dunque, che i fondi che avevano grosse esposizioni sul debito corporate cinese soffriranno nel breve termine”, concludono gli analisti.
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