La domanda di cripto-attività cresce del 103% in due anni, trainata dai giovani. Deloitte: tra opportunità della blockchain e nuovi paletti regolatori con MiCA, il settore entra in una fase di maturazione. Ma restano elevati i rischi per gli investitori
In Italia il possesso di cripto-attività è più che raddoppiato negli ultimi due anni, arrivando a coinvolgere circa 1,4 milioni tra persone fisiche e giuridiche e un controvalore complessivo in portafoglio di circa 2 miliardi di euro. È quanto evidenziato da una recente analisi degli esperti di Deloitte, che hanno sottolineato come il valore medio per cliente si attesti ormai sui 1.400 euro e la base investitori sia formata per il 64% di under 40. Un trend che evidenzia il ruolo sempre crescente esercitato dai giovani ma, proprio per questo, solleva anche interrogativi sui rischi connessi a questi asset.
Secondo Paolo Gianturco e Maria Fazio, intervenuti direttamente sulla piattaforma che ospita i commenti a firma degli esperti Deloitte, la crescita della domanda si inserisce in un contesto che vede la trasformazione strutturale dei mercati finanziari. Gli asset digitali, rappresentazioni di valore su blockchain, stanno infatti modificando il modo di interagire con denaro e investimenti. La focalizzazione esclusiva su Bitcoin e sulle criptovalute più note, hanno però avvertito Gianturco e Fazio, rischia di offuscare le potenzialità più ampie della tecnologia: dalla tokenizzazione degli strumenti finanziari a nuovi modelli di infrastruttura di mercato.
Offerta in transizione: da VASP a CASP
Scendendo nel dettaglio dell’analisi operata dai due ricercatori, a mostrare segnali di dinamismo sul mercato italiano è però anche il versante dell’offerta. “Gli operatori VASP iscritti all’OAM sono cresciuti del 58% tra il primo trimestre 2023 e fine 2024”, hanno detto, “arrivando a 166 soggetti”. Non solo: con l’entrata in vigore della MiCA dal primo trimestre 2025, è in corso una transizione verso i Crypto Asset Service Provider (CASP) regolamentati. E se al momento non risultano ancora CASP nazionali autorizzati, gli esperti hanno osservato come ci siano comunque 57 player europei che sono già abilitati a operare nel nostro Paese in regime di passaporto. La Germania guida per numero, vantandone 13, mentre subito dietro si collocano Olanda (11) e Francia (9). I dati di Bankitalia aggiornati a ottobre 2025 segnalano 41 istanze di interlocuzione e 10 pre-filing, con una domanda concentrata su servizi di scambio cripto-fiat, custodia, scambio cripto-cripto, esecuzione ordini e trasferimento.
I rischi per gli investitori: volatilità, liquidità e cyber
Deloitte non ha però mancato di richiamare l’attenzione sui principali profili di rischio. La volatilità resta quello più evidente, è stato il commento dei due esperti, con oscillazioni di prezzo rapide e ampie. La liquidità può rappresentare un ulteriore punto critico, soprattutto per asset di un certo tipo: non solo quelli a minore capitalizzazione o con possibili difficoltà di smobilizzo ma anche quelli ai quali si associano ampi price gap e disfunzioni delle piattaforme di scambio nei momenti di stress. All’elenco si aggiungono poi i rischi informatici: “Attacchi a exchange e wallet possono infatti tradursi in perdite dirette per gli investitori in caso di violazioni dei sistemi di sicurezza”, è emerso dall’intervento di Gianturco e Fazio.
Fisco: differenze tra crypto dirette ed ETP
Sul piano fiscale, invece, il quadro appare oggi più definito sia per gli investitori sia per gli intermediari ma presenta comunque significative differenze da un caso all’altro. Sul versante dei privati, gli esperti di Deloitte hanno evidenziato come l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze sia pari al 33% per l’acquisto diretto di criptovalute mentre scenda al 26% nel caso degli EPT o di altri prodotti finanziari con sottostante cripto. Per gli operatori finanziari che fungono da sostituti d’imposta, le complessità sono invece ben più rilevanti: calcolo e versamento del tributo, gestione delle minusvalenze con verifica dei costi di acquisto, presentazione del Modello 770, applicazione dell’imposta di bollo del 2 per mille annuo sulle cripto-attività detenute per conto dei clienti. Tutti obblighi ai quali, hanno precisato Gianturco e Fazio, dal 2026 si aggiungeranno gli obblighi di scambio automatico di informazioni fiscali previsti dalla DAC8.
Il messaggio finale di Deloitte alle aziende appare quindi netto: con la maggiore chiarezza normativa, il momento per valutare l’integrazione degli asset digitali nei modelli di business non può essere rimandato. Farlo esporrebbe al rischio di perdere competitività in un contesto in cui la finanza si sta ridefinendo lungo direttrici sempre più digitali, decentralizzate e trasparenti. La crescita della base investitori e l’evoluzione del quadro regolatorio indicano però che il mercato delle cripto-attività in Italia sta entrando in una fase di maturazione, in cui opportunità e rischi richiedono un approccio più consapevole e strutturato.
L’occupazione americana supera nettamente le previsioni e la disoccupazione scende al 4,1%. Per gli asset manager, il report rafforza le aspettative di ritocco verso l’alto al costo del denaro. Ma la vera variabile resta l’inflazione
Dopo il giovedì nero di Wall Street, i timori di una bolla sono aumentati. Secondo gli asset manager la politica è stata solo il detonatore: pesano valutazioni, costi degli investimenti e posizioni affollate. Gli imperativi? Diversificare e ridurre la concentrazione sul tech
Per il consigliere economico di Allianz, intervistato dal Corriere della Sera, il rialzo delle Borse dopo la vittoria democratica riflette le attese di un freno agli attacchi alla Fed e alle tensioni commerciali. “Ma Washington non smetterà di dover fare i conti la corsa dei prezzi”. Intesa con Teheran più vicina
Bailey avverte: non sarà l’ultima stretta, l’inflazione potrebbe toccare il 5% nel 2027. Per gli asset manager l’Mpc interverrà ancora, ma le aspettative dei mercati sono troppo pessimistiche
Secondo un sondaggio di Alfi ed Efama, il 97% ricorre strumenti generativi e il 60% ha già introdotto gli agenti, Ma solo il 20% ha raggiunto una fase di implementazione avanzata. A fare da ostacolo qualità dei dati, competenze e difficoltà nel misurare il ritorno degli investimenti
Secondo i gestori, per i mercati il quadro non cambia radicalmente, ma la vittoria dei democratici avrà delle ripercussioni. Soprattutto sul tech, ma anche su Treasury, dollaro, difesa, sanità e rinnovabili
Rifinanziamenti, vincoli regolamentari delle banche e maggiore richiesta di soluzioni su misura aprono spazi ai player alternativi. Una crescita che, per il country head della società, può aumentare la liquidità e ridurre i costi del mercato
Secondo il multi-asset credit strategist Karoui, il rialzo dei rendimenti ha restituito ai bond un ruolo centrale nei portafogli multi-asset. Ma il costo del capitale mette sotto pressione i debitori più fragili, il finanziamento a leva dell’intelligenza artificiale e il mercato immobiliare. Ecco cinque aree da osservare
Capital Group: distribuiti 546 miliardi di dollari (+7,5%). Settore finanziario in testa. In Italia +1% da inizio anno, con una crescita sottostante del 9,2% al netto di un significativo taglio. L’anno dovrebbe chiudere a 2.240 miliardi, +6,8%
Il sentiment index di CFA-Radiocor resta negativo a -47,1 punti. Gli operatori prevedono un peggioramento dell’economia italiana, ma ridimensionano le attese sui prezzi e sulla stretta monetaria. Ancora prudenti i mercati azionari, mentre cambia la prospettiva sul biglietto verde
Secondo gli asset manager, per i mercati contano più utili e inflazione delle urne. Ma l’impatto si farà comunque sentire, soprattutto su tech, sanità, dollaro e rendimenti
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio