Decarbonizzazione, il grande investimento dei prossimi decenni
Secondo Mario Noera, docente di Finanza all’Università Bocconi, la sfida sarà accompagnare il cambiamento con strumenti finanziari più efficaci e investitori più consapevoli
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La Sustainable Finance Disclosure Regulation compie un anno. Molto è cambiato, ma ancora di più è destinato a cambiare. In particolare, nel campo degli investitori istituzionali, come sottolinea Francesca Ciceri, head of institutional clients di Amundi Sgr.
“Già avevamo esempi importanti in Italia di fondi pensione e casse di previdenza che incorporavano i principi di sostenibilità nel proprio mandato gestorio”, spiega Ciceri. “Quello che è cambiato con Sfdr”, puntualizza, “è che c’è stata una precisazione di natura regolamentare e dunque impositiva sul modo in cui fare sostenibilità. La rendicontazione, le politiche attive, e quindi il voting, e la necessità di certificare che i propri asset non facessero greenwashing sono i tre elementi che hanno imposto al mondo della previdenza una maggiore attenzione. La risposta è stata ovviamente diversa a seconda di come sono strutturati gli investitori istituzionali”.
Principalmente dal modello di gestione. I fondi pensione negoziali lavorano con una delega complessiva esterna, mentre le casse di previdenza in gestione diretta. I fondi pensione preesistenti, infine, rappresentano un ibrido con parte del patrimonio in delega e una parte gestita autonomamente. La delega a terzi prevede che non solo venga fatto un ragionamento sui principi di sostenibilità, con creazione di una policy Esg, ma che si proceda a raccordare l’azione dei gestori a cui sono affidate le risorse. Una cassa di previdenza può costituire la propria politica Esg e definire in modo più diretto su quali temi concentrarsi maggiormente.
Il primo ruolo di un asset manager nel rapporto con un investitore istituzionale è quello di supporto nella definizione di politiche Esg. Un ruolo estremamente sentito da Amundi, tanto da essere stato inserito nell’ottobre 2018 nel piano triennale “Ambition 2021”, che non solo riaffermava l’incorporazione dei principi Esg in tutte le nostre politiche di investimento, ma poneva l’obiettivo di aiutare i market participant a sviluppare tali politiche.
Il primo passo ha a che fare con il concetto di trasparenza e con la capacità di comunicazione. Dobbiamo cioè essere in grado di fornire al mercato evidenze organizzate in modo chiaro su politiche di gestione, metodologie e universo di dati utilizzati per investire in modo sostenibile. L’elaborazione di un rating Esg proprietario, ad esempio, è il risultato di un impianto molto strutturato che parte da dati di mercato forniti da molti provider differenti ed arriva ad una valutazione sintetica. Questo processo deve essere spiegato per fare cultura della sostenibilità e per lavorare al fianco di un investitore in una dinamica pienamente collaborativa.
La reazione del mercato su questo punto è stata quella che mi aspettavo. Una prevalente classificazione articolo 6, con incorporazione cioè di principi di sostenibilità delle politiche di investimento senza, per ora, definire obiettivi specifici. Questa è la fase in cui gli investitori istituzionali devono fare una puntuale valutazione di quali siano le conseguenze di una classificazione articolo 8 o articolo 9 per il proprio portafoglio. Da un’analisi Mefop risulta che i comparti dei fondi negoziali classificati come articolo 8 siano oggi solo il 16,3%. I restanti sono tutti articolo 6. Questa non è di per sé una cattiva notizia, poiché significa che il percorso è iniziato e che è tenuto nella giusta considerazione e approcciato con la necessaria cautela dagli investitori istituzionali.
Gli investitori istituzionali dovranno dotarsi internamente di una metodologia o quantomeno di una comprensione piena delle connessioni tra valutazione finanziaria e valutazione Esg. Abbiamo bisogno quindi di formazione, di investimenti, sia in termini di capitale finanziario che di capitale umano, di sensibilizzazione dei board e delle prime linee del management e, infine, di Key Performance Indicators, obiettivi concreti da raggiungere un passo alla volta. Agire sul tema della sostenibilità presuppone prima di tutto una grande operazione di consapevolezza ed una forte presa di posizione, non solo in relazione all’ambito finanziario. Ci vorranno tempo e, soprattutto, esempi virtuosi.
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