I gestori aspettano le proiezioni macro dello staff di Francoforte e scommettono su riduzioni da 25 punti base a cadenza trimestrale. Lagarde? Si mostrerà cauta, nessuna indicazione sul futuro
La decisione è scontata, il percorso successivo decisamente meno. Per questo, giovedì, i radar dei mercati saranno ancora una volta pronti a carpire anche il più piccolo indizio sul futuro. Il meeting di settembre della Banca centrale europea non dovrebbe infatti riservare sorprese, tanto che gli investitori sono praticamente unanimi nel prevedere un taglio dei tassidi 25 punti base. Il secondo, dopo quello annunciato a giugno, ampiamente anticipato dai policymaker di Francoforte durante l’estate e supportato dai dati che certificano una crescita al lumicino ma anche un’inflazione in ritirata.
Altro tema importante delle riunione imminente sarà poi l’intervento sugli spread, con l’obiettivo di garantire un migliore allineamento dei tassi di mercato alla politica monetaria. Cambierà infatti il differenziale fra il tasso sui depositi overnight rispetto a quello sulle operazioni principali di rifinanziamento, il cosiddetto MRO. Dal 18 settembre questa grandezza scenderà da 50 a 15 punti base. La novità riguarderà anche il tasso marginale, che calerà dello 0,35% proprio per mantenere la distanza di 25 punti base rispetto all’MRO,
Occhi sul dopo
Christine Lagarde, presidente della BCE
Intanto, su come si muoverà da qui a fine anno la BCE resta grande incertezza. D’altra parte la presidente Christine Lagarde continua a mostrarsi cauta, preoccupata più da un’inflazione nel settore dei servizi dura a rallentare che da un’economia allo stremo. Per questo, oltre alle sue parole, saranno attentamente analizzate le proiezioni macroeconomiche trimestrali dell’Eurotower. L’attesa è per una lieve riduzione delle stime di crescita, alla luce degli ultimi dati Eurostat e dello stato comatoso dell’economia tedesca (che vale il 29% del PIL dell’Area). Lo staff BCE dovrebbe inoltre confermare la fiducia del board in un ritorno dei prezzi al target del 2% nella seconda metà del 2025, mentre dalla presidente ci si aspetta che apra la strada a ulteriori riduzioni del costo del denaro.
I gestori si aspettano tagli a cadenza trimestrale
A questo proposito, David Chappell fa notare come l’Eurotower sia stata di cautela e abbia perseguito l’obiettivo di smorzare le attese del mercato per due riduzioni consecutive dei tassi a settembre e ottobre. “L’attuale percorso di normalizzazione prevede un ritmo di tagli ogni due riunioni”, spiega il senior fixed income portfolio manager di Columbia Threadneedle Investments. Precisando però che l’entità della prima sforbiciata della Federal Reserve, prevista per il 18 settembre, influirà certamente sulla discussione in programma il mese prossimo durante il meeting della BCE. E questo “a prescindere dal messaggio che accompagnerà la decisione di questa settimana”, precisa.
Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments
Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments, ricorda come l’inflazione headline sia diminuita in agosto al 2,2% mentre quella core si sia attestata al 2,8%. Numeri che, insieme alle aspettative dei consumatori ostinatamente sopra al 2%, indicano quanto la stabilità dei prezzi sia ancora lontana. A fronte di questo, l’esperto fa però notare come i dati più recenti sui salari suggeriscano una raffreddamento nel settore dei servizi e come una minore attività riduca la pressione ciclica sui prezzi. Elementi a cui si aggiungono le parole del capo economista dell’Eurotower, Philip Lane, secondo cui ci sono stati ‘buoni progressi’ nella lotta al carovita nonostante ‘il ritorno all’obiettivo non è ancora sicuro’. “Prevediamo che la BCE esprima maggiore fiducia nella riduzione dell’inflazione giovedì”, afferma quindi Wolburg, “ci aspettiamo un altro taglio di 25 punti base e che vengano segnalate ulteriori riduzioni trimestrali per il prossimo futuro”.
Anche secondo Ulrike Kastens, economista europea di DWS, Lagarde porterà il tasso di deposito al 3,5% nella riunione di giovedì e si mostrerà fiduciosa. “I recenti cali dell’inflazione hanno rispecchiato soprattutto la discesa dei prezzi dell’energia, analizza l’esperta, “mentre l’aumento dei servizi ha accelerato dal 4% di luglio al 4,2% di agosto”. E ad aumentare, stando alla sua analisi, sono stati soprattutto i pacchetti vacanza e i pernottamenti. “Finita stagione estiva e dei giochi olimpici, è probabile che questi prezzi si attenuino un po’ ma rimangono alcune pressioni di fondo dovute agli aumenti salariali”, precisa l’esperta. Tuttavia, Kastens aggiunge che la tendenza al ribasso dei beni di consumo è proseguita e l’indebolimento della domanda interna eserciterà ulteriori pressioni in tal senso. “Anche se la BCE continuerà a monitorare una serie di indicatori”, conclude, “ci sono buone ragioni per ritenere che l’obiettivo del 2% possa essere raggiunto in un futuro non troppo lontano”.
Konstantin Veit, portfolio manager European Rates di Pimco
Sulla stessa lunghezza d’onda Konstantin Veit, portfolio manager di Pimco, secondo cui difficilmente il Consiglio direttivo fornirà molte indicazioni che vadano oltre settembre e preferirà ribadire una strategia data dependent. “Le nuove proiezioni macroeconomiche probabilmente saranno caratterizzate da pochi cambiamenti e continueranno a indicare un’inflazione vicina all’obiettivo nel 2025 e nel 2026”, spiega. Sottolineando come l’attuale valutazione del mercato sia sostanzialmente in linea con la previsione di base degli analisti Pimco, che vedono riduzioni trimestrali dei tassi. Per Veit, Lagarde non ha infatti fretta di tagliare il costo del denaro ma non vuole neppure tenerlo troppo alto per troppo tempo. “Le decisioni saranno ancora prese riunione per riunione e i dati dei prossimi mesi determineranno la velocità alla quale la BCE continuerà a rimuovere ulteriori restrizioni”, afferma. Concludendoche l’attesa è quindi per riduzioni in occasione dei meeting caratterizzati dalle proiezioni dello staff dell’Eurosistema e, dunque, per un terzo taglio a dicembre.
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per Lula la strada del ballottaggio è in salita. Real e asset verdeoro festeggiano. Per gli investitori al centro c’è la sostenibilità dei conti pubblici, ma secondo gli asset manager un’inversione di tendenza è difficile chiunque vinca
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Secondo le stime di Bain & Company, il mercato AI potrebbe raggiungere quota 6mila miliardi l’anno entro il 2031. Ma i prodotti esistenti possono generare fino a 1.800 miliardi. Per sostenere gli investimenti servono quindi nuove fonti di valore. Le aree più promettenti
A settembre i prezzi hanno accelerato ancora al 3,8%, mentre il dato core si è fermato al 2,5%. Per i gestori, il quadro è troppo complesso e Lagarde interverrà ancora, ma non subito
Per il fondatore di Bridgewater Associates, l’intelligenza artificiale può produrre guadagni di produttività senza precedenti. Ma rischia anche di alimentare eccessi finanziari e concentrare ulteriormente la ricchezza. Un’ambivalenza che pone un nuovo interrogativo: come distribuirne i benefici
Il sell-off generalizzato sui bond colpisce anche i titoli italiani. Per gli asset manager, non c’è nessun allarme sulle prospettive fiscali del Paese, ma resta il nodo del costo del debito. Le scadenze da privilegiare
La società vede nel boom delle emissioni degli hyperscaler un possibile cambio di paradigma per il reddito fisso: mentre le aziende tech finanziano investimenti destinati a generare ricavi, i governi affrontano fabbisogni crescenti legati soprattutto alla spesa corrente
Ad agosto l’indice più osservato dal Fomc si è attestato al 3,4%, contro il 3,7% atteso. Bene anche il Pil del secondo trimestre e il mercato del lavoro. Calano le scommesse di un ritocco ad ottobre, ma per i gestori una stretta entro fine anno è quasi certa
Il nuovo report di BCG mostra che nei primi otto mesi il valore del mercato a livello mondiale è aumentato del 15%. Il nostro Paese si ferma a 39,9 miliardi di dollari. TLC, banche e sanità i settori più attivi. Private equity protagonista
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio