Assoprevidenza, Corbello riconfermato. “Aspi? Fondi pensione possono investire”
23 luglio 2020
di REDAZIONE
3 min
In occasione dell’assemblea elettiva, l’associazione ha approfondito in un webinar come l’ammodernamento del patrimonio immobiliare italiano può avere tra i finanziatori anche i fondi di previdenza complementare
Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza
Il problema di investire in Aspi da parte dei fondi di previdenza complementare “tecnicamente non si pone: i fondi ex lege non prendono «partecipazioni» stabili: operano con mandati di gestione e le azioni di Aspi saranno considerate dai gestori al pari delle altre, secondo le ordinarie valutazioni di convenienza del titolo”.
Lo ha affermato il presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello, confermato nel mandato per il triennio 2020-2023 al termine dell’assemblea dei soci che ha eletto il nuovo Comitato direttivo per il triennio 2020-2023. Vicepresidente vicario è Olivia Masini, vicepresidente Alessandro Zanon.
Corbello ha sottolineato come l’Associazione per la previdenza e assistenza complementari si muova nella convinzione che si debbano immaginare “forme anche alternative di intervento nell’economia da parte dei fondi di previdenza complementare. Al riguardo cercheremo il confronto con Covip (l’autorità di vigilanza sui fondi pensione, ndr) ma il tema delle partecipazioni non è tra questi”.
Allo studio l’acquisto dei crediti fiscali dell’ecobonus
L’assemblea ha approfondito in un webinar come l’ammodernamento del patrimonio immobiliare italiano può avere tra i finanziatori anche i fondi di previdenza complementare. Alcuni fondi sono proprietari di grandi patrimoni immobiliari, altri potrebbero investire in fondi alternativi (Fia) specializzati nella compravendita dei crediti d’imposta derivanti dagli incentivi fiscali.
“Questi investimenti”, ha affermato il presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello nel suo intervento introduttivo, “potrebbero unire il risultato di un rendimento comunque remunerativo con l’eventualità di mettere a disposizione dei propri iscritti un servizio di acquisto crediti a prezzo calmierato, così da agevolare lo stimolo a compiere interventi di riqualificazione abitativa”.
I fondi previdenziali potrebbero dunque “acquistare i crediti dei bonus per la riqualificazione degli immobili degli iscritti”. Questa l’ipotesi avanzata da Corbello, che pensa a “soluzioni win-win interessanti per i fondi pensione, che devono fare interventi economicamente sostenibili”, magari destinando all’operazione una quota dei fondi destinati ai titoli di Stato.
Il presidente dell’associazione per la previdenza complementare ha spiegato che i rendimenti sarebbero di “pochi punti”, confrontabili con quelli dei titoli di Stato e che i crediti sarebbero poi detratti dai flussi di imposta pagati dai fondi, pari a uno-due miliardi di euro.
“Le potenzialità ci sono”, ha detto Corbello riferendosi ai Fia, ma occorre prima la “sedimentazione della normativa, anche secondaria”, e un “confronto con Covip”.
“Non bisogna essere Keynes per capire che, se si muove l’edilizia nel nostro Paese, si muove un indotto molto articolato e si crea un circolo virtuoso per l’economia del paese con risultati abbastanza immediati”, ha concluso Corbello sottolineando l’importanza dell’operazione.
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