Miv e fondi alternativi quotati, un mercato su misura degli investitori istituzionali
16 dicembre 2020
di Cinzia Meoni
4 min
I nuovi meccanismi introdotti sul Miv agevolano l’ingresso di nuovi fondi quotati e aumentano l’interesse degli investitori istituzionali
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Patrizia Celia, Head of Large Caps, Investment Vehicles and Market Intelligence Borsa Italiana
I Fondi di investimento alternativi (Fia) quotati sul mercato Miv stanno divenendo una delle asset class più apprezzate dagli investitori istituzionali, anche grazie all’introduzione sul segmento professionale del Miv della modalità di negoziazione ancorata al Nav del fondo stesso.
Attualmente sono 15 i fondi quotati sul Miv con una capitalizzazione aggregata che, a fine novembre, ammontava a 850 milioni di euro. Ma, come attestato da Patrizia Celia, Head of Large Caps, Investment Vehicles and Market Intelligence Borsa Italiana, nel corso della seconda giornata degli Alternative Investment Funds Days (Aifs Days) di Assogestioni-Borsa, sono numerose le realtà che stanno guardando a questo mercato intravvedendone i benefici.
“Con la quotazione su un mercato regolamentato è possibile coinvolgere un numero maggiore di investitori istituzionali e, ovviamente, ciò si può tradurre in un fundraising superiore”, afferma in merito Celia, sottolineando come gli investitori apprezzino la trasparenza del mercato, la visibilità, la possibilità di uscita anticipata rispetto alle scadenze previste da un fondo chiuso e, infine, una negoziabilità del titolo che non vada a deprimere il valore degli asset sottostanti.
Quest’ultimo aspetto in particolare è reso possibile dalla novità, introdotta sul segmento professionale del Miv a giugno della scorso anno, di collegare la quotazione del fondo a una banda di oscillazione massima rispetto al Nav.
“Siamo la prima Borsa al mondo ad avere questa nuova modalità di negoziazione secondo cui il prezzo indicativo per la compravendita dei titoli è rappresentato dal Nav. Abbiamo costruito delle bande di oscillazione che prevedono degli sconti o dei premi massimi per ogni singola strategia di investimento. Per quanto, ad esempio, riguarda i private equity la banda di oscillazione è del 15 per cento” spiega Celia, che cita poi il caso di NB Aurora.
“Da quando è stata introdotta questa modalità di negoziazione la correlazione tra il Nav e i prezzi di mercato su NB Aurora è stata pari o superiore al 90 per cento, uno sconto medio compreso tra il 9 e il 13 per cento. Non solo. In un anno come questo caratterizzato dalla elevata volatilità seguita all’esplosione del Covid19, NB Aurora ha avuto una volatilità del 41% a fronte di una volatilità del 48% per l’indice FTSE Italia Small Cap”.
“Entriamo in aziende familiari come azionisti di minoranza per rafforzarne la governance e sostenerne la crescita anche in vista di ulteriori sviluppi. E per questo occorre poter disporre di uno strumento di investimento che non sia limitato o vincolato nel tempo. Ma, al tempo stesso, dobbiamo garantire una gestione efficiente ai nostri investitori. In questo contesto ritengo che il meccanismo di quotazione ancorata al Nav ci assicuri il raggiungimento di entrambi gli obiettivi”, dice Francesco Sogaro, Managing Director, NB Aurora SICAF.
Sulla stessa linea anche Giovanni Natali, Presidente 4AIM SICAF. “L’esperienza della quotazione è positiva e ci sta anche aiutando su due fronti. Innanzitutto nel rapporto con gli investitori istituzionali visto che il 90% del capitale è rappresentato da fondi pensione e casse previdenziali per cui essere un veicolo vigilato da Banca d’Italia ha un impatto significativo. In secondo luogo la quotazione si sostiene sul fronte del business perché nell’approccio con le singole società possiamo partire dalla nostra stessa esperienza”, ribadisce il manager, per poi anticipare la volontà di voler far partire un nuovo comparto dedicato al crowdfunding.
Investire in piccole e medie imprese, e ancor di più nelle micro, può offrire rendimenti particolarmente interessanti per gli investitori, ma allo stesso tempo richiede competenze peculiari. Lo ricorda Emmanuele Mastagni, Partner, DGPA. “In questo contesto noi ci proponiamo come alternativa proponendo agli investitori di partecipare a una sicav” conclude Mastagni. L’esperto punta alla quotazione entro un anno dello strumento di investimento riconoscente al meccanismo la negoziazione dei fondi alternativi quotati sul Miv al Nav, il vantaggio mitigare l’assenza di liquidità dell’asset class, oltre all’interesse degli istituzionali.
La tavola rotonda ha poi approfondito le nicchie di mercato più promettenti per i fondi alternativi di investimento. Come quello rappresentato dalla convergenza di robotica e informatica, illustrato da Giovanna Dossena, Founding Partner & Chairman AVM Gestioni SGR. “La convergenza dei due ambiti è un momento di grande valore che permette l’abilitazione e il potenziamento di intelligenza artificiale e robotica. Noi, con il fondo Cysero, vorremmo declinare in tutto di nuovo in tutti quei settori che sono prossimi alla persona e quindi riconducibile alla salute, alla sicurezza fisica e sicurezza informatica” spiega Dossena che, per quanto riguarda i potenziali interlocutori, si rivolge in particolare allo “smart capital”.
Gennaro Tesone, Founder & Director Step Fund, si concentra invece sugli investimenti in “start up digitali che abbiano già ottenuto i primi investimenti dai business angel e debbano essere traghettati verso il mondo del venture capital più strutturato per poterle avviare una prima fase di internazionalizzazione”.
Diomidis Dorkofikis, Partner Foresight Group, punta invece sulle infrastrutture regolamentate, in particolare fotovoltaico ed eolico. Dorkofikis ricorda come la società abbia lanciato nel 2018 un fondo dedicato all’Italia per finanziare a lungo termine le infrastrutture energetiche italiane attraverso minibond. “Oggi il fondo presenta una raccolta 75 milioni di capitale, è investito in cinque diversi settori delle rinnovabili e di efficientamento energetico e ha una buona diversificazione del rischio. In questo momento inoltre stiamo completando ulteriori due operazioni che consentiranno una maggiore esposizione anche in nuovi settori” conclude l’esperto.
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