Uno strumento per consentire agli investitori più sofisticati di ridurre i costi legati al turnover di portafoglio, supportando in maniera tattica un’allocazione strategica
Fidelity International ha da poco compiuto il suo primo passo nel mercato italiano degli Etf con il collocamento di 12 prodotti sul mercato di Borsa Italiana. Ne parliamo con Rosario Sarcone, responsabile dei canali wholesale e institutional Italia della società, in questa intervista.
Avete emesso una gamma che copre le principali asset class e aree geografiche: ci sono dei motivi particolari alla base delle scelte effettuate?
Rosario Sarcone, responsabile dei canali wholesale e institutional Italia di Fidelity International
L’accostamento tra Etf e investimento passivo è un retaggio che deriva da come si è sviluppata l’industria in origine, all’inizio degli anni ’90, ma non ha nulla a che vedere con le potenzialità tangibili che gli Etf vantano oggi. Oggi è possibile combinare il meglio della gestione attiva e dell’analisi fondamentale con l’efficienza e la trasparenza tipica del veicolo per fornire soluzioni di investimento innovative ed efficienti. Ed è esattamente quello che abbiamo voluto fare costruendo la nostra gamma di Etf. In Fidelity, infatti, la gestione attiva è parte del nostro Dna e il nostro principale punto di forza è la ricerca proprietaria, che può contare su un una delle più ampie piattaforme di analisti di ricerca a livello globale, con una copertura capillare di tutte le principali asset class e aree geografiche. Per questo la scelta di mettere il valore che ne deriva a servizio della costruzione di una gamma di Etf “core” è stata naturale.
In che modo gli investitori private potrebbero integrare questi prodotti nell’allocation di portafoglio? Quali sono gli obiettivi che questo tipo di clientela può perseguire con questi prodotti?
L’enorme crescita che ha accompagnato l’industria degli Etf negli ultimi due decenni è stata trainata in primis dalla ricerca da parte degli investitori istituzionali di strumenti efficienti e a basso costo per prendere esposizione al beta di mercato. L’attuale contesto di tassi di interesse ai minimi storici ha spinto tuttavia l’intera base di investitori a interrogarsi su come abbassare i costi di gestione per preservare i rendimenti netti dei portafogli. I nostri ETF Quality Income su Stati Uniti, Europa, Mercati Emergenti e Globale possono supportare efficacemente questo obiettivo, fornendo un dividendo superiore a quello degli indici tradizionali dell’area geografica di riferimento e l’apporto della ricerca fondamentale di Fidelity per evitare le cosiddette “value traps”. Per coloro, invece, che sono alla ricerca di soluzioni che investono in titoli di qualità e orientati a elevati standard di sostenibilità, la nostra gamma di ETF Sustainable attivi – sia azionari che obbligazionari – ha l’obiettivo di fornire un’esposizione core ai rispettivi mercati di riferimento, generando circa l’1% di alfa all’anno rispetto agli indici tradizionali attraverso la selezione di titoli, basata sui nostri rating fondamentali e di sostenibilità degli analisti di Fidelity. Una soluzione efficace per prendere esposizione alla direzionalità del mercato, senza rinunciare all’alfa derivante dalla selezione bottom up, ovvero l’expertise per cui siamo maggiormente riconosciuti sul mercato.
Qual è a vostro avviso la “giusta allocazione” che gli intermediari potranno proporre?
La costruzione di un portafoglio non può prescindere dal considerare le esigenze specifiche del cliente, ci sono alcune considerazioni utili per gli investitori per determinare il giusto peso di un’allocazione tramite Etf. Questi, ad esempio, possono contribuire a ridurre i costi legati al turnover di portafoglio, supportando in maniera tattica un’allocazione strategica. Per portare un caso pratico, dopo una forte correzione del mercato un investitore potrebbe ritenere opportuno aumentare tatticamente l’esposizione azionaria del portafoglio con un’allocazione strategica molto prudente. Gli Etf sono uno strumento ideale per rispondere a questa esigenza di rapidità d’azione e trasparenza sul sottostante. Tuttavia, con un Etf basato su una strategia prettamente passiva corriamo il rischio di prendere esposizione anche su aziende di scarsa qualità che potrebbero non beneficiare di una successiva fase rialzista del mercato. È proprio qui che entrano in gioco gli Etf attivi di Fidelity, affiancando ad un’esposizione al mercato la qualità della selezione titoli dei nostri analisti.
A questo importante passo nel mercato italiano degli Etf faranno seguito ulteriori step?
In Italia, Fidelity approda ora nel mondo degli Etf, ma l’attività di gestione su strategie passive e sistematiche è presente da molti anni. La gestione di Etf è partita ormai nel 2017 e alcuni degli Etf quotati recentemente su Borsa Italiana vantano già un importante track record e masse superiori ai 300 milioni di euro. Continueremo ad innovare su questo fronte al fine di offrire a tutti i nostri clienti una gamma sempre più ampia che combina le migliori intuizioni dei nostri analisti della ricerca e che riflette l’unicità del nostro approccio di gestione attiva.
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