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Per la società di consulenza, l’ampliamento della platea di investitori affluent e retail spingerà i ricavi da asset illiquidi a oltre 105 miliardi: quasi la metà del fatturato totale. A cresce soprattutto i fondi passivi. Intanto tecnologia e distribuzione ridisegnano gli equilibri competitivi del settore
I mercati privati si preparano a diventare il principale motore di crescita del risparmio gestito europeo. La conferma arriva dall’ultimo report sul settore di PwC, secondo cui i ricavi generati da fondi alternativi saliranno entro il 2030 da 59,7 a 105,2 miliardi di dollari e arriverà a rappresentare quasi la metà del fatturato complessivo dell’industria. Una dinamica che riflette l’apertura crescente di questa asset class ai segmenti affluent-retail e che sta spingendo gli investimenti degli operatori nelle proprie piattaforme.
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Ricavi in crescita del 76% in sei anni
Le previsioni della società di consulenza indicano che i ricavi derivanti dai mercati privati cresceranno del 76% nei prossimi cinque anni, replicando il ritmo già registrato nei sei precedenti. Un’espansione che dovrebbe contribuire a portare il giro d’affari complessivo dell’asset management europeo oltre i 230 miliardi di dollari entro la fine del decennio. La crescita sarà sensibilmente superiore a quella attesa per le strategie tradizionali. I fondi attivi, che nel 2024 sono valsi 97,7 miliardi, dovrebbero infatti subire un incremento limitato al 16% e toccare quota 113,5 miliardi. Più sostenuto invece il percorso degli strumenti passivi, i cui ricavi sono attesi raddoppiare fino a 12 miliardi pur continuando a rappresentare una quota contenuta del totale.
L’apertura al retail sostiene la domanda
Alla base dello sviluppo dei private markets c’è soprattutto l’ampliamento della platea degli investitori. Secondo PwC, entro il 2030 i segmenti affluent e high net worth rappresenteranno infatti oltre due terzi degli asset complessivi dell’industria. E il trend potrebbe essere ulteriormente favorito dalle iniziative europee volte a incentivare il risparmio investito e convogliare maggiori capitali del grande pubblico verso l’economia reale. Steven Libby, Asset & Wealth Management leader di PwC, sottolinea come proprio questa fascia di clientela stia mostrando un crescente interesse verso asset tradizionalmente riservati agli investitori istituzionali. Una trasformazione che apre nuove opportunità di sviluppo per le società di gestione, sempre più impegnate a integrare le competenze di wealth management con l’offerta di investimenti alternativi.
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La corsa dei gestori agli asset illiquidi
Non sorprende quindi che molti operatori stiano rafforzando la propria presenza nel comparto. L’ultima operazione in ordine di tempo è quella annunciata da Janus Henderson, che ha raggiunto un accordo per acquisire la società tedesca specializzata in private markets Rantum Capital. L’importanza strategica del segmento emerge anche da una survey condotta da PwC nella seconda metà del 2025, nella quale si evidenzia come il 43% delle case di gestione europee ritenga che i mercati privati diventeranno la principale fonte di ricavi entro il 2030. Una convinzione alla cui base vi sono anche le crescenti pressioni sui margini che interessano le altre aree del business, come il dato secondo cui aumenta la compressione delle commissioni sugli ETF tre quarti degli operatori hanno ridotto le fee per mantenere la propria competitività.
Distribuzione e tecnologia al centro della nuova competizione
Anche per questo, il futuro dell’industria sarà sempre meno legato alle sole capacità di gestione e sempre più alle reti e al controllo della relazione con il cliente finale. Tecnologie come l’intelligenza artificiale e la tokenizzazione sono destinate a ridefinire i modelli di vendita, favorendo nuove partnership degli asset manager con i gestori patrimoniali e i distributori. La trasformazione del settore dovrebbe sostenere anche la crescita degli asset in gestione, sui quali le previsioni di PwC indicano un passaggio dai 35.000 miliardi ai 48.500 miliardi entro il 2030. Per la società di consulenza, il modello che ha caratterizzato l’industria nell’ultimo decennio sta quindi progressivamente perdendo centralità: “Se in passato il vantaggio competitivo era determinato principalmente dalla scala nella produzione di prodotti finanziari”, si legge, “la prossima fase di sviluppo premierà soprattutto la capacità di accedere a nuovi investitori e intercettare i flussi di raccolta”. Uno scenario nel quale mercati privati si candidano ancora di più a diventare uno dei principali pilastri.
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