4 min
Osservatorio Athora-Nomisma: i 35-44enni sono maggiorente soddisfatti delle propria condizione economica. Le lavoratrici sono le più preoccupate per la pensione e scelgono i Pip. Al Nord preferiti i fondi aperti
Quando si tratta di risparmio, investimenti e previdenza, tra gli italiani emergono notevoli differenze non solo generazionali, ma anche geografiche e di genere. Con gli uomini più soddisfatti della loro condizione economica e autonomi nelle scelte di investimento, le donne maggiormente propense a farsi guidare e pessimiste rispetto al futuro post-lavorativo e i giovani particolarmente sensibili ai criteri ESG. È un quadro eterogeneo quello fotografato dalla terza wave di ricerca dell’Osservatorio ‘Look to the Future’ di Athora Italia e Nomisma. Emergono infatti sensibilità e priorità radicalmente diverse, che rimarcano l’importanza di costruire soluzioni sempre più vicine ai bisogni reali di ogni tipo di persona.
📰 Leggi anche “Risparmio, solo un italiano su quattro investe“
Gli uomini guardano al futuro con più fiducia
Secondo la ricerca, gli uomini valutano in maniera più positiva la propria situazione economica (39% vs 31% delle donne), così come la capacità di risparmio del nucleo familiare (25% vs 21%). Guardando alle classi di età, sono i 35-44enni i più soddisfatti della propria condizione economico-finanziaria: il 39% la considera buona o ottima, contro il 23% degli over 55. Inoltre, l’attenzione a preservare il valore del patrimonio è più marcata tra gli uomini (56%) rispetto alle donne (52%), tra gli over 55 (59%) e tra i residenti nel Nord (59%), rispetto al Centro (50%) e al Sud e alle Isole (48%). Al contrario, il desiderio di raggiungere obiettivi di vita rispetto alla gestione del patrimonio è più sentito tra le donne (58% vs 48%) e tra i residenti nel Mezzogiorno (58% vs 50% e 54% di Nord e Centro).
Investimenti: uomini autonomi, le donne preferiscono una guida
Nelle scelte di investimento gli uomini si dimostrano più autonomi (42%) rispetto alle donne (25%). Quando si tratta di affidarsi a un consulente o a un esperto, al Nord ci si orienta di più verso la banca (29%) rispetto al Centro (20%), dove l’utilizzo di assicurazioni e broker (10%) è maggiormente diffuso rispetto al Sud e alle Isole (4%). L’analisi mostra inoltre che la pianificazione strategica del portafoglio viene considerata di più nel Settentrione (10%) rispetto al Mezzogiorno (6%), mentre la sensibilità ai criteri Esg sembra essere legata all’età e si rivela più alta tra i 35-44enni (15%) e più bassa tra i 45-54enni (7%).
📰 Leggi anche “Risparmio, donne più caute. Serve l’educazione finanziaria“
Previdenza, le donne preferiscono i Pip
Quanto alla situazione economica post-lavorativa, i più ottimisti sulla capacità di risparmio sono i 35-44enni: il 20% prevede infatti un miglioramento, rispetto al 18% dei 45-54enni e al 12% degli over 55. Le donne risultano più preoccupate per le spese impreviste (24%) e obbligate (16%) rispetto agli uomini (18% e 10%). E se questi ultimi mostrano maggiore fiducia nel fatto che riceveranno la pensione (23% vs 14%), le donne sono più scettiche sull’adeguatezza dell’assegno a mantenere l’attuale tenore di vita (51% vs 35%). A livello territoriale, il Centro è più orientato a posticipare la fine dell’attività lavorativa per ottenere un assegno più alto (25% vs del Nord e 14% di Sud e Isole). Infine, in merito alla pensione complementare, le donne prediligono un piano individuale pensionistico (45%) rispetto agli uomini (30%), mentre il Settentrione si orienta maggiormente verso un fondo aperto (40%) rispetto al Centro (33%) e al Mezzogiorno (28%).
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.