Investimenti, gli italiani preferiscono fondi comuni e prodotti pensionistici agli ETF
Capital.com: il 41% si sente sopraffatto dalle informazioni finanziarie, meno della media Ue. E solo il 9% è “molto fiducioso” nell’investire in azioni
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Le reti di consulenza allungano il passo e chiudono luglio con raccolta netta pari a 5,8 miliardi di euro, in aumento del 28% rispetto a giugno e del 6,4% nel confronto con lo stesso mese del 2025. È quanto emerge dall’ultima relazione di Assoreti, secondo cui il risultato è ascrivibile sia ai 4miliardi di nuovi capitali in capo al risparmio gestito (+57,7% tendenziale) sia al raddoppio tendenziale dei flussi verso l’amministrato: circa 3,8 miliardi contro appena 2 dell’anno precedente. Risultati che portano il bilancio dei primi sette mesi a un totale di 41 miliardi (+19,7%) e spiegano anche il continuo aumento della clientela.
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Nel risparmio gestito, la distribuzione diretta di quote di fondi comuni ha generato una raccolta pari a 1,9 miliardi di euro e in accelerazione del 77,4% sul mese precedente. A trainare il risultato sono ancora una volta i veicoli aperti di diritto estero, con afflussi per 1,5 miliardi, mentre quelli italiani hanno contribuito per 379 milioni. Rispetto a maggio emerge una maggiore propensione verso i comparti flessibili e azionari, 503 milioni il dato dei primi e 409 quelli dei secondi, mentre tutti gli altri seguono a lunga distanza: 300 milioni per gli obbligazionari, 160 milioni per i monetari e 151 per i bilanciati. In accelerazione anche il segmento delle gestioni patrimoniali individuali, che chiude il periodo con un saldo in crescita del 49,4% mese su mese a 709 milioni di euro e il sostanziale equilibrio tra la componente fondi (363 milioni) e quella mobiliare (346 milioni). Ancora più marcato il recupero dei prodotti assicurativi e previdenziali, che raggiungono 1,4 miliardi di euro: a guidare sono le unit linked, con 947 milioni di versamenti netti, seguite sia dai multi-ramo (244 milioni) sia dai piani previdenziali individuali (110 milioni) e dai fondi pensione (106 milioni).
Il risultato dell’amministrato, pur migliore anche rispetto a quello di giugno (+10,9%), conferma la forza della componente obbligazionaria e degli strumenti quotati in questa congiuntura. I titoli di Stato hanno infatti attirato circa 2,3 miliardi di euro, raccolti quasi interamente sul mercato secondario, mentre gli exchange traded products sono stati destinatari di 742 milioni e i certificates hanno registrato investimenti netti per 367 milioni. Considerando il bilancio positivo registrato anche dai bond corporate, la composizione dei flussi mostra quindi un equilibrio ancora articolato tra diverse forme di investimento: dato cui fare da contraltare è il saldo della liquidità, ancora negativo per 2 miliardi di euro nel mese.
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Il dato di luglio consolida così una raccolta che nel 2026 ha assunto dimensioni rilevanti. I 41 miliardi di euro realizzati nei primi sette mesi rappresentano un incremento del 19,7% rispetto ai 34,2 miliardi dello stesso periodo del 2025 e il fatto che 21,3 miliardi di questi siano confluiti nel risparmio gestito conferma il ruolo centrale di questa industria, che arriva a rappresentare poco più della metà delle risorse globalmente raccolte. Ed è proprio la progressiva trasformazione della liquidità in investimenti a rappresentare, secondo Assoreti, uno dei segnali più interessanti della fase attuale. Nel report si legge infatti che “la crescita dei flussi gestiti, l’aumento della clientela e il maggiore ricorso alla consulenza a pagamento indicano un rapporto sempre più strutturato tra risparmiatori e professionisti”. E per le reti la sfida dei prossimi mesi sarà continuare a accompagnare questo passaggio, orientando una liquidità ancora abbondante verso soluzioni coerenti con obiettivi patrimoniali di medio-lungo periodo.

A fine a luglio si attestano a 5,629 milioni le persone che si sono affidate alle reti, 27,6 mila in più rispetto a giugno, a conferma di una domanda crescente di supporto nella gestione del patrimonio. Un’evoluzione che trova riscontro anche nell’espansione del servizio di consulenza a fee specifica, con i servizi fee only e fee on top che hanno raccolto 1,5 miliardi di euro nel periodo e 9,4 miliardi da inizio anno. “I dati di luglio evidenziano che sempre più risparmiatori riconoscono nella consulenza finanziaria il punto di riferimento per la gestione del proprio patrimonio”, ha detto il segretario generale di Assoreti Marco Tofanelli, sottolineando come la crescita del gestito e l’investimento della liquidità in surplus rappresentano segnali coerenti con la ricerca di “soluzioni strutturate e di lungo periodo”.
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