Lo scenario principale della società guarda a metà anno per un taglio dei tassi e verso il Giappone per opportunità interessanti in portafoglio. Soprattutto sull’azionario
Il 2024 avrà un problema di interesse. È il gioco di parole utilizzato da Joseph Little, global chief Strategist di Hsbc Asset Management,per indicare una previsione sul nuovo anno che ruota tutto attorno alla politica monetaria delle banche centrali. Un fattore che detterà diverse condizioni creditizie e quindi un paradigma dei mercati guidato da variabili inedite.
Fed meglio delle attese. Bce a rimorchio ma in ritardo
Joseph Little, global chief Strategist di Hsbc Asset Management
“Nel 2024 l’inflazione tornerà in prossimità dei livelli obiettivo fissati delle banche centrali”, ha affermato Little, secondo il quale “la Federal Reserve attuerà il suo primo taglio dei tassi nel secondo trimestre dell’anno e continuerà a ridurli più di quanto i mercati si aspettino”. La Banca centrale europea, stando alle previsioni dell’esperto, seguirà invece l’omologa Usa ma con un certo “ritardo rispetto agli altri policy maker globali”. E lo stesso sentiero seguirà anche la Bank of England.
Mondo multipolare
Il nuovo scenario descritto da Little sarà caratterizzato, nello specifico, “da tassi d’interesse intorno al 3% e rendimenti obbligazionari intorno al 4%”. A guidare saranno tre fattori principali: un ordine globale sempre più frammentato, che porterà alla fine dell’iper-globalizzazione; una politica fiscale più attiva, specialmente in relazione a nuove e sempre più pressanti preoccupazioni ambientali, politiche per affrontare il cambiamento climatico e la transizione verso il net zero. Il nuovo scenario disegnato dall’esperto potrebbe quindi essere caratterizzato da una maggiore volatilità dell’offerta, già indebolita dall’inflazione, “che rimarrà strutturalmente più elevata” e dalla già aggressiva politica monetaria delle banche centrali.
Attenzione a Cina e India nello scenario principale
Nello scenario principale, a livello macro, si può vedere come a Occidente le politiche monetarie indurranno i Pil e i profitti a scendere. Mentre a Oriente, gli occhi sono puntati sulla crescita cinese ma soprattutto giapponese: si tratta infatti di un Paese sviluppato dell’area asiatica a cui la società, come racconta Little, guarda con interesse vista la crescita dell’economia del Giappone.
Tre ipotesi, altrettanti scenari
I tre scenari al 2024 di Hsbc Asset Management. Fonte: Hsbc Asset Management
In relazione alla politica monetaria, la previsione principale vede Fed e Bce andare verso un taglio dei tassi a metà del 2024. Questo quantomeno in Occidente. A est invece le banche centrali allenteranno le politiche monetarie ma a metà del nuovo anno. Mentre la Cina procederà in modo frammentario sui tassi e la Bank of Japan potrebbe potrebbe aggiustare la curva dei rendimenti.
Sui mercati torneranno protagonisti i bond e le asset class alternative liquide, definiti da Little “il vero ingrediente di diversificazione dei portafogli del 2024” a tutte le latitudini.
Il 2024 potrebbe replicare ciò che ha iniziato a delinearsi nell’anno precedente, specie per quanto riguarda obbligazioni e azionario. “L’indebolimento dell’economia globale e il rallentamento dell’inflazione potrebbero rappresentare un contesto favorevole per i titoli di Stato e condizioni difficili per le azioni”, specifica Little. Per questo la società guarda ad alcuni settori del fixed income globale, “tra cui la curva dei Treasury statunitensi, una parte dei mercati obbligazionari europei core, credito investment grade e crediti cartolarizzati”.
Il rapido irrigidimento delle condizioni monetarie e creditizie ha in sintesi creato “un problema di interesse”, ripete Little. Che aggiunge: “Ciò comporta l’aumento del rischio di una crescita debole nel 2024, eventualità a cui i mercati non sono preparati”. Ecco perchè Hsbc predilige “un approccio difensivo della strategia d’investimento”.
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