Per la società, l’inflazione scenderà ma i tassi si rientreranno a velocità diverse tra Usa ed Ue. E senza tornare ai livelli pre-Covid. Un quadro che apre a nuove occasioni nell’obbligazionario, a partire da investment grade e high yield. Occhio anche all’equity, dove l’AI farà piovere utili
Quella dei tassi di interesse bassi è una stagione ormai finita e che difficilmente potrà fare la sua ricomparsa. Ecco perché i gestori devono chiudere i conti con il passato e abituarsi a una nuova normalità che in realtà è più simile a quella vecchia. Questa la sintesi dell’Outlook di Capital Group, che vede l’inflazione calare meno del previsto nel 2o24 e la crescita economica mostrarsi resiliente grazie alla produttività delle imprese. Due fattori che ridimensioneranno le attese del mercato sui tagli delle banche centrali ma offriranno comunque nuove opportunità di investimento nell’obbligazionario e sull’equity.
Flavio Carpenzano, investment director per il reddito fisso di Capital Group
A illustrare quale sarà l’evoluzione del quadro macro è stato Flavio Carpenzano, investment director della casa di gestione per l’asset class reddito fisso. Dal suo punto di vista, pur nell’ambito di uno scenario contraddistinto da un generale miglioramento delle variabili fondamentali, Stati Uniti ed Europa seguiranno traiettorie diverse e sarà importante monitorarle per capire come adeguare l’asset allocation. Negli Usa, in particolare, l’inflazione già vicina al 3% darà alla Federal Reserve “il margine che le serve per tagliare il costo del denaro anche nel caso in cui non si verifichi una recessione”. In Europa, invece, l’allentamento della politica monetaria potrebbe rivelarsi più tardivo. “Le tensioni nel Mar Rosso iniziano a impattare sui costi di trasporto e promettono di avere riflessi sui costi di produzione”, ha spiegato l’esperto. Che si è focalizzato anche sul tema dei salari: quelli negoziati sono infatti ancora al 4,5%-5%, quindi “troppo alti rispetto al 2% fissato come obiettivo dalla Bce”. Senza contare che la crescita, pur essendo in rallentamento, manda segnali di stabilizzazione attraverso i dati sulla fiducia dei consumatori e quelli sull’andamento dell’industria tedesca.
Le urne la vera incognita. Insieme al rebus Cina
Quello disegnato da Carpenzano è uno scenario sul quale incombe però una variabile più aleatoria delle altre: le urne. Come sottolineato dallo stesso esperto, il 2024 vedrà infatti coinvolti nelle scelte di voto il 50% della popolazione mondiale e quasi due terzi del Pil planetario. Numeri che rendono difficile prevedere, oltre all’esito del voto, quale sarà il suo effetto sui mercati. Anche se, per quanto riguarda gli Usa, una certezza il manager la ha: “Tanto la vittoria dei democratici quanto quella dei repubblicani avrà lo stesso impatto sul reddito fisso perché sia Biden che Trump continueranno a supportare l’aumento della spesa pubblica”. Altra incognita si dimostra essere l’economia cinese, il cui rallentamento potrebbe impattare sui Paesi più connessi al Dragone in maniera non facilmente preventivabile. Da un lato, ha infatti notato Carpenzano, “Pechino continua a rappresentare un fattore determinante della crescita globale”. Dall’altro, “la Germania e tanti altri Stati dipendenti dalle merci asiatiche stanno riposizionando le catene del valore proprio per evitare di essere troppo esposti alle sue traversie”.
Quanto alle scelte di portafoglio, la view di Capital Group è chiara: se mantenere i depositi è stata una scelta tattica negli ultimi anni, ora non lo sarà più in quanto le banche centrali hanno raggiunto il picco dei tassi. Tradotto: il mercato dei bond si prepara a decollare e bisogna cogliere la palla al balzo. Anche perché la finestra temporale non sarà così ampi. “Guardando ai dati storici”, ha infatti spiegato Carpenzano, “l’asset class obbligazionaria promette di superare il cash del 17% ma metà di questo rendimento maturerà entro i prossimi dieci mesi”. A livello di asset allocation, il segmento in cui l’esperto vede maggior valore sono i titoli corporate investment grade. “Nella peggiore delle ipotesi, quella di tassi invariati, la categoria renderà comunque il 4,5%”, è la previsione del manager. Che sottolinea come gli ampi spread tra emittenti impongano però una selezione attiva per catturare le opportunità più interessanti. Da tenere in considerazione è però anche la componente high yield, sulla quale puntare con cautela ma che mostra un rischio di finanziamento basso oltre a un generale miglioramento degli emittenti.
Un capitolo a parte nell’ampio spettro del reddito fisso è rappresentato dal debito cartolarizzato. Da un lato, Carpenzano lo ha definito come “un mercato complesso che dipende dal sottostante”. Un chiaro riferimento all’immobiliare commerciale americano, fortemente impattato dall’aumento tassi e dallo smart working. Dall’altro, ha però spiegato che le perdite di capitale dovrebbero essere assenti nella parte senior pur a fonte di rendimenti intorno al 12%.
Pioggia di utili in vista. AI e infrastrutture i driver
Julie Dickson, investment director di Capital Group per il comparto azionario
Non solo bond, però. Anche l’equity promette infatti di riservare occasioni interessanti nelle prospettive di Capital Group. E la spiegazione viene direttamente da Julie Dickson, investment Director per l’azionario di Capital Group. “Anche se alcuni rischi permangono, vediamo un possibile rimbalzo degli utili e rendimenti conseguentemente più solidi”, ha detto la dirigente. Che ha spiegato come un primo driver di crescita sia rappresentato dall’intelligenza artificiale: “Favorirà tutti i settori in termini di efficienza operativa ma spingerà soprattutto i risultati di quelli strettamente connessi alla sua catena del valore, dai semiconduttori al cloud computing fino alla guida autonoma”. Da tenere in considerazione anche il settore chimico-farmaceutico europeo, con nomi come AstraZeneca e Sika tra i più favoriti, e quello delle infrastrutture negli Usa, con un focus particolare sui trasporti e la generazione elettrica da fonti rinnovabili.
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per Lula la strada del ballottaggio è in salita. Real e asset verdeoro festeggiano. Per gli investitori al centro c’è la sostenibilità dei conti pubblici, ma secondo gli asset manager un’inversione di tendenza è difficile chiunque vinca
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Secondo le stime di Bain & Company, il mercato AI potrebbe raggiungere quota 6mila miliardi l’anno entro il 2031. Ma i prodotti esistenti possono generare fino a 1.800 miliardi. Per sostenere gli investimenti servono quindi nuove fonti di valore. Le aree più promettenti
A settembre i prezzi hanno accelerato ancora al 3,8%, mentre il dato core si è fermato al 2,5%. Per i gestori, il quadro è troppo complesso e Lagarde interverrà ancora, ma non subito
Per il fondatore di Bridgewater Associates, l’intelligenza artificiale può produrre guadagni di produttività senza precedenti. Ma rischia anche di alimentare eccessi finanziari e concentrare ulteriormente la ricchezza. Un’ambivalenza che pone un nuovo interrogativo: come distribuirne i benefici
Il sell-off generalizzato sui bond colpisce anche i titoli italiani. Per gli asset manager, non c’è nessun allarme sulle prospettive fiscali del Paese, ma resta il nodo del costo del debito. Le scadenze da privilegiare
La società vede nel boom delle emissioni degli hyperscaler un possibile cambio di paradigma per il reddito fisso: mentre le aziende tech finanziano investimenti destinati a generare ricavi, i governi affrontano fabbisogni crescenti legati soprattutto alla spesa corrente
Ad agosto l’indice più osservato dal Fomc si è attestato al 3,4%, contro il 3,7% atteso. Bene anche il Pil del secondo trimestre e il mercato del lavoro. Calano le scommesse di un ritocco ad ottobre, ma per i gestori una stretta entro fine anno è quasi certa
Il nuovo report di BCG mostra che nei primi otto mesi il valore del mercato a livello mondiale è aumentato del 15%. Il nostro Paese si ferma a 39,9 miliardi di dollari. TLC, banche e sanità i settori più attivi. Private equity protagonista
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio