4 min
Secondo l’analisi di Novantigo presentata a FocusRisparmio, i fondi evergreen sono destinati a superare i fondi chiusi di private market in termini di nuovi flussi, con la crescita più significativa degli AUM trainata dalle strategie in infrastrutture e private debt. Un mercato altamente concentrato, con un numero limitato di grandi asset manager a guidare lo sviluppo dei prodotti
Gli alternativi stanno attraversando una fase di trasformazione profonda: da nicchia illiquida riservata a grandi investitori istituzionali a componente sempre più strutturale anche nei portafogli della clientela private. È uno dei messaggi emersi con più chiarezza durante la tavola rotonda a porte chiuse organizzata il 26 novembre da FocusRisparmio, nella quale sono stati coinvolti diversi rappresentanti dell’industria per confrontarsi sulle evidenze del Dossier dedicato ai mercati privati parte del Magazine di settembre-ottobre. A testimoniare il cambio di passo è stata in particolare Justina Deveikyte, co-fondatrice e managing partner della società di ricerca e analisi dati Novantigo, secondo cui il più grande fattore di accelerazione per l’universo non quotato è ravvisabile in una crescita che potrebbe portare i fondi evergreen a raggiungere AuM per 860 miliardi entro il 2030.
ELTIFs AUM, 4Q 2024 – 3Q 2025 (in milioni di EUR)

Fonti: Varie, tra cui prospetti dei fondi dei gestori patrimoniali, pubblicazioni e gestori dei fondi
Nota: l’analisi include ELTIF aperti e chiusi.
Evergreen in rampa di lancio
Con l’aumento dell’interesse verso i fondi evergreen da parte di banche private e wealth manager in tutta Europa e oltre, Novantigo sta osservando una rapida crescita nel lancio sia di prodotti evergreen sia di ELTIF. Il database recentemente lanciato dalla società traccia attualmente più di 350 veicoli, comprendendo evergreen non-ELTIF (come fondi UCI di Parte II, RAIF aperti e LTAF) oltre a ELTIF evergreen e ELTIF chiusi. I nuovi fondi vengono aggiunti continuamente, man mano che il mercato continua a espandersi rapidamente. Solo nel 2025, Novantigo ha registrato finora altri 87 fondi evergreen appena lanciati, con ulteriori emissioni previste entro la fine dell’anno. La tendenza più evidente riguarda la crescente rilevanza delle strutture aperte. “Non si tratta solo di una crescita in termini di volumi”, ha sottolineato Deveikyte, “ma di un cambiamento strutturale nel modo in cui banche private e wealth manager costruiscono la loro offerta”. All’interno di questo universo, le diverse asset class mostrano dinamiche distinte: infrastrutture e private debt continuano a essere tra i segmenti più attivi in termini di nuovi lanci mentre le strategie multi-asset ELTIF, pur partendo da una base più ridotta, si stanno espandendo rapidamente. Un dato sorprendente riguarda i fondi ELTIF multi-asset aperti, che sono cresciuti da circa 14 milioni di euro di asset nel 2023 a circa 800 milioni di euro entro il terzo trimestre del 2025.
📰 Leggi anche “Private markets, il futuro passa da ELTIF ed evergreen“
Il sorpasso sui fondi chiusi
Uno dei cambiamenti più significativi in atto riguarda il flusso di capitali tra fondi chiusi e strutture aperte. Fino a pochi anni fa, circa l’80% del capitale era destinato a veicoli chiusi mentre oggi la quota si avvicina a un equilibrio 50-50. Nei prossimi cinque anni, Novantigo stima che questo bilanciamento potrebbe invertirsi completamente per arrivare a uno scenario in cui fino all’80% delle nuove allocazioni da parte degli investitori privati confluiranno in strutture evergreen. I veicoli chiusi saranno probabilmente riservati a strategie di nicchia o che non possono essere replicate efficacemente in un formato aperto. “Gli evergreen stanno diventando l’esposizione principale ai mercati privati,” ha osservato Deveikyte, “mentre i prodotti chiusi saranno più di nicchia e utilizzati per allocazioni satellitari.”
Un mercato da 860 miliardi entro il 2030
Basandosi sull’osservazione di queste dinamiche, Novantigo stima che il segmento dei fondi evergreen nei private markets possa raggiungere circa 110 miliardi di euro di masse entro la fine del 2025. “A partire da questo livello si aprono scenari molto diversi”, ha commentato Deveikyte. In quello più prudente, il settore potrebbe crescere fino a circa 500 miliardi di euro entro il 2030 ma le previsioni più ottimistiche restituiscono un valore pari addirittura a 860 miliardi. Secondo l’analisi dello specialista, la traiettoria effettiva dipenderà principalmente da come il settore affronterà i principali fattori operativi e normativi: “Sfide di liquidità, inclusa la gestione della liquidità, i termini di lock-up, le penalità di uscita, le preoccupazioni relative all’adeguatezza per i clienti e all’allineamento del profilo di rischio, l’integrazione dei fondi evergreen nei mandati discrezionali e la sostenibilità dei modelli di distribuzione.”
AUM dei fondi evergreen non-ELTIF domiciliati in Europa, 4° trimestre 2024 – 3° trimestre 2025 (in milioni di EUR)

Fonti: Varie, tra cui prospetti dei fondi dei gestori patrimoniali, pubblicazioni e gestori dei fondi
Nota: l’analisi include solo i fondi UCI Parte II e i RAIF aperti. I fondi con etichetta ELTIF sono conteggiati sotto la voce ELTIF AUM.
Ma la concentrazione resta un tema
Un nodo che emerge con chiarezza dall’analisi di Novantigo, soprattutto in chiave prospettica, è l’alto livello di concentrazione. Entro i confini delle strutture non ELTIF, i primi dieci prodotti evergreen rappresentano infatti circa il 48% del totale mentre la situazione è ancora più accentuata tra gli ELTIF evergreen, con i top 10 veicoli aperti che arrivano a rappresentare circa il 78% delle masse complessive. “Quando si guardano i numeri bisogna sempre chiedersi da dove arrivano i capitali”, ha chiarito Deveikyte, che ha sottolineato come “molte delle soluzioni oggi in cima alle classifiche sono state lanciate con capitali iniziali messi a disposizione direttamente dai gruppi di appartenenza più che frutto di raccolta esterna o erano fondi lanciati diversi anni prima e che solo più recentemente avevano ottenuto la qualifica ELTIF”.
Italia ancora prudente, ma l’interesse è in crescita
In Italia, il mercato appare ancora in una fase iniziale: circa il 20% delle banche private e dei wealth manager sondati da Novantigo ha infatti dichiarato che non inserirà alcun fondo evergreen entro fine anno. Tuttavia, una parte significativa si sta muovendo: circa un terzo prevede di avere tra i tre e cinque prodotti di categoria a catalogo, mentre altri iniziano da uno o due prodotti. “Le differenze dipendono molto dalla dimensione delle case e dal tipo di clientela”, ha spiegato Deveikyte, “con i grandi player stanno già sviluppando scaffali prodotti più completi e le realtà più piccole decise a procedere in modo progressivo”. Quanto alle strategie preferite, il 92% degli intervistati ha indicato l’interesse ad aggiungere veicoli focalizzati sui secondari sia in ambito private equity sia nel credito. Anche il private credit rimane però una priorità, in particolare nelle declinazioni di asset-based finance e direct lending.
📰 Leggi anche “Pictet AM: un nuovo ELTIF di private credit evergreen“
L’evoluzione dell’offerta
Secondo le analisi condivise da Deveikyte, le grandi private bank internazionali puntano a costruire piattaforme molto ampie: gli istituti e i wealth manager di fascia alta mirano a 20-30 fondi evergreen in gamma, le realtà di fascia intermedia hanno come obiettivo 10-20 soluzioni complessive e i player più piccoli considerano di avere fino a dieci fondi, spesso con un prodotto per asset class nella fase iniziale. “L’obiettivo è costruire scaffali sempre più diversificati”, ha precisato l’esperta, “con una distinzione chiara tra soluzioni core e tematiche”. Un ulteriore considerazione riguarda però l’integrazione delle strategie evergreen nei mandati discrezionali. Mentre l’attuale esposizione ai private markets resta relativamente, banche private e wealth manager stanno puntando al 15-20% dei portafogli nel medio periodo. “L’interesse è molto forte ma restano sfide operative importanti”, ha concluso Deveikyte. Non tutti sono ancora pronti, soprattutto tra i distributori di dimensioni minori.
Un’offerta sempre più ampia e strutturata

Fonte: sondaggio Novantigo su banche private e gestori patrimoniali, secondo trimestre 2025
Nota: ai partecipanti è stato chiesto: “Quanti fondi evergreen prevedete di avere sui vostri scaffali o di offrire ai vostri clienti in Europa entro la fine del 2025?” (N=125)
📍Per approfondire vai al Cornerstone Alternativi
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.