Dalla fotografia del risparmio scattata dall’Osservatorio Sottoscrittori
Assogestioni, i numeri fondamentali per capire dove va l’industria
Verso un risparmio sempre più inclusivo
L’annuale fotografia scattata da Assogestioni all’universo dei sottoscrittori di fondi comuni in Italia restituisce come sempre dati interessanti e significativi. Continua a crescere il numero assoluto, giunto a fine 2024 a quota 11,6 milioni. Un italiano su cinque (minorenni compresi) accede ai mercati finanziari tramite uno strumento a cui vengono allocati complessivamente oltre 600 miliardi di euro. E se tra le note dolenti resta immutato il divario Nord-Sud, la crescita di giovani e donne, altamente rappresentati fra gli 1,5 milioni di nuovi sottoscrittori, lancia segnali positivi sulla possibilità di immaginare un futuro del risparmio sempre più inclusivo.
Tra le basi da cui partire per costruirlo c’è il rafforzamento di alcune consapevolezze fondamentali per un corretto approccio agli investimenti. Pensiamo al concetto di ‘tempo come alleato’, che Efpa Italia ha deciso di mettere al centro del Meeting 2025, in programma il 2 e 3 ottobre a Firenze e a cui dedichiamo uno speciale in questo numero.
Il richiamo alla nota dicotomia fra ‘market timing’ e ‘time in the market’, tema portante dell’evento, vuole sottolineare la necessità di porre il focus sugli obiettivi di vita e su concetti di base come il rapporto rischio/rendimento, la diversificazione e l’interesse composto, che non possono essere etichettati come naive, ma devono rappresentare la base sui cui costruire qualsiasi allocazione, anche la più complessa.
È grazie a queste fondamenta che diventa possibile cogliere opportunità come quella della ‘democratizzazione’ dei mercati privati, su cui si concentra il Dossier di questo numero di FocusRisparmio con particolare attenzione ai cambiamenti in atto in Europa, dove la normativa ELTIF 2.0 promette di ampliare la platea di risparmiatori privati in grado di accedere ad una tipologia di investimento da sempre rivolta quasi esclusivamente a player istituzionali.
Nei primi sei mesi del 2025 sono stati 38 i nuovi fondi ELTIF lanciati in Europa, segno della convinzione con cui il settore dell’asset e wealth management sta percorrendo questa strada in cui si intrecciano esigenze di business e di mercato, come tematizzato dagli esperti che sono intervenuti in questo numero. A emergere è anche la necessità di governare questa spinta innovativa con i giusti tempi. Illiquidità, complessità e sofisticatezza sono caratteristiche intrinseche di un’asset class dall’alto potenziale di impatto sull’economia reale. Basti pensare che il private credit ha raggiunto a fine 2024 masse per 2.000 miliardi di dollari a livello globale, rappresentando una modalità di accesso al credito sempre più rilevante per le aziende e un aiuto nel controllo della volatilità per gli investitori.
Un fattore, quest’ultimo, che non è certo mancato sui mercati nel corso del 2025, sebbene il post-‘Liberation day’ sia stato contrassegnato da una primavera di riassestamento seguita da un’estate di tranquillità. Il quadro però, in particolare in relazione ai fattori esogeni (geopolitica in primis), rimane molto complesso con possibilità di repentini cambiamenti nello scenario d’investimento. Per questo nella sezione mercati di questo numero la concentrazione è tutta sullo scenario geo-economico che si va profilando con sempre maggiore chiarezza e sulle conseguenze per gli investitori di un cambiamento ormai avviato verso un mondo sempre più multipolare.
Davide Mosca
