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Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Ago-Set 2017 |
Grecia ma non solo. Tutte le Borse dei Paesi periferici stanno facendo registrare le migliori performance in Europa da inizio anno (dati al 21 luglio). E se la Borsa di Atene si avvicina al 30%, mercati come Spagna, Italia e Portogallo fanno segnare tra il 12% e il 13%, contro un 10% dell’Eurostoxx. Altre piazze, come Francia e Germania, invece, sono al di sotto del 10%. Gli ex Pigs, dunque, sembrano essere tornati di moda.

Filippo Di Naro, direttore investimenti e prodotti di Anima
“L’attuale contesto politico, più rilassato grazie agli ultimi esiti elettorali, ha favorito un ritorno d’interesse da parte degli investitori internazionali verso l’area euro – commenta Filippo Di Naro, direttore investimenti e prodotti di Anima – Inoltre, la stabilizzazione e il miglioramento delle aspettative di crescita hanno portato i mercati ad avere una visione più costruttiva in relazione alle aree periferiche. Nel frattempo, le situazioni più critiche del settore bancario in termini di patrimonializzazione e di gestione dei crediti non performanti hanno trovato una soluzione, togliendo dal tavolo un forte elemento di incertezza e disturbo. E i Pigs, in quanto mercati a più alto beta, hanno tratto vantaggio da questo clima”.
L’Italia, in particolare, ha anche beneficiato dell’effetto Pir, non crede?
Assolutamente sì. Sui Pir, i dati di raccolta dei primi mesi testimoniano un interesse altissimo che ha fatto da volano alla salita delle quotazioni delle società target di questi prodotti, cioè small e mid cap. Non mancano i rischi di un surriscaldamento delle quotazioni di alcuni segmenti di titoli ed è dunque auspicabile un ampliamento dell’offerta, vale a dire delle società quotate, ora che si è creata una domanda istituzionale forte. Per contro, c’è da dire, appare incerto il contesto politico e non è difficile prevedere un aumento della volatilità in vista delle elezioni.
Ok ai periferici, dunque. Ma meglio azioni o obbligazioni?
L’attuale contesto premia maggiormente l’investimento azionario: nonostante il trend sia maturo e le valutazioni mediamente più elevate rispetto al passato, a supporto abbiamo una dinamica degli utili societari che, in Europa, è la migliore dal 2011. Sul fronte obbligazionario, la normalizzazione della politica monetaria della Bce e, in generale, la sincronizzazione delle azioni delle banche centrali alimentano la prospettiva di un rialzo dei tassi di interesse.
Con che effetti?
Sui periferici potrebbe esserci un duplice effetto: in primo luogo, i mercati a spread o con un carry positivo resteranno più interessanti rispetto a un investimento nei titoli di Stato dei Paesi core; allo stesso tempo, è necessario riflettere su cosa succederà alle quotazioni dei titoli che sono stati oggetto di acquisto da parte della Banca centrale europea, quando questa comincerà a ritirare liquidità dal mercato.
Quanto esporsi ai periferici?
I mercati periferici sono soggetti a una maggiore volatilità. Detto questo, quale peso debbano avere all’interno di un portafoglio è una domanda che può trovare una risposta più efficace nell’ambito di un processo di asset allocation su base individuale, in relazione al profilo di rischio e orizzonte temporale di ciascun investitore.
