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L’analisi FIDA sui prodotti di categoria venduti in Italia mostra un universo eterogeneo per allocazione, rischio e driver di performance. Risultati medi positivi ma poco significativi ed elevata volatilità impongono di spostare il focus dal tema alla sua declinazione operativa. Ecco la classifica dei best performer
Investire nella longevità significa, in apparenza, cavalcare una traiettoria demografica tanto lineare quanto inesorabile. L’aumento dell’aspettativa di vita comporta infatti l’innescarsi di meccanismi che si autoalimentano in una spirale lenta ma chiaramente percepibile: si consuma in misura maggiore, ci si cura meglio, si vive di più e ci si cura più a lungo. È una narrazione che gode di una logica e di argomentazioni incontrovertibili, oltre che di dinamiche a oggi impossibili da invertire. Eppure, l’approccio metodologico a questo cluster presenta alcune criticità: quando si tenta di definire il perimetro investibile, la linearità svanisce e lascia spazio a una costellazione di interpretazioni che costituiscono un insieme aperto. Ecco perché FocusRisparmio ha analizzato i principali fondi di categoria distribuiti in Italia per capire quanto il tema sia effettivamente redditizio e stilare una classifica dei prodotti best performer da cui trarre indicazioni operative.
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Un universo eterogeneo
Il primo nodo è semantico, prima ancora che finanziario. “Longevità” non è infatti un settore né un’industria in senso stretto, ma un meta-tema che abbraccia filiere produttive eterogenee. Gli asset manager lo sanno bene ed è per questo che lo declinano secondo chiavi di lettura differenti, ciascuna con diverse implicazioni di portafoglio. Una prima interpretazione coincide, ad esempio, con l’estensione della vita e ha un baricentro chiaramente sanitario: biotecnologie, farmaceutica, dispositivi medici, diagnostica avanzata. La seconda declinazione amplia invece il campo dalla cura alla prevenzione e alla qualità della vita, facendo sfumare il perimetro. Ambiti come wellness, wellbeing, preventive care, nutrizione evoluta, fitness o salute mentale entrano allora a pieno titolo nel racconto, sebbene in modo non esclusivo. Il risultato è un’ibridazione tematica: portafogli che incorporano segmenti consumer o lifestyle, con dinamiche di crescita e rischi ben diversi da quelli del comparto sanitario. Un’ultima accezione considera trasformazioni demografiche più ampie: non solo l’invecchiamento della popolazione nei Paesi sviluppati ma anche l’espansione della classe media nei mercati emergenti, l’urbanizzazione crescente, la ridefinizione dei modelli familiari e dei consumi. Le allocazioni che adottano questa chiave tendono a focalizzarsi sulle economie avanzate e includere esposizioni a consumi discrezionali, infrastrutture urbane, servizi finanziari e assicurativi.
Attenzione alle etichette
Prodotti con caratteristiche tali farli ricadere, in prima battuta, sotto a un capello possono avere politiche di investimento solo parzialmente sovrapponibili. Due fondi longevity possono condividere una narrativa, ad esempio, ma divergere profondamente per composizione settoriale o sensibilità macroeconomica e driver di rendimento. È il caso di portafogli fortemente esposti a biotech e medtech, dall’elevata intensità di ricerca e volatilità, che si confrontano con strategie più diversificate, dove il tema demografico funge da collante per un insieme eterogeneo di esposizioni talvolta più vicine al mondo dei consumi che a quello sanitario. Un’eterogeneità confermata dal database FIDA e produce due conseguenze sull’investitori: l’impossibilità di affidarsi esclusivamente all’etichetta commerciale del prodotto, la necessità di avere a disposizione dati completi e profondi per comprendere quale idea si stia effettivamente acquistando.
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Dispersione nelle performance
A livello di performance, l’universo osservato non si lascia sintetizzare in una traiettoria comune. La dispersione dei rendimenti è infatti ampia, in alcuni casi estrema, e riflette la compresenza di strategie che condividono una narrativa ma non i driver sottostanti. Il dato mediano suggerisce risultati positivi ma non eccezionali, coerenti con un’esposizione azionaria settoriale matura. Le code della distribuzione, con ritorni fortemente negativi e risultati straordinari, introducono una variabilità che rende la media poco significativa e poco utile come riferimento operativo.
E la volatilità non è da meno
Questa eterogeneità si riflette in modo speculare anche sul fronte della volatilità. Il nucleo centrale dei prodotti presenta livelli di rischio in linea con l’azionario globale o con il comparto healthcare, suggerendo una certa stabilità nei comportamenti di portafoglio. Ma anche in questo caso emergono deviazioni rilevanti, con strumenti caratterizzati da una volatilità fuori scala e quindi incompatibile con l’idea di un’esposizione tematica “difensiva. Per l’investitore, questo implica un cambio di prospettiva: non interrogarsi più solo se investire o meno nella longevità ma in quale declinazione del tema posizionarsi e con quale consapevolezza dei rischi o con quali aspettative realistiche in termini di rendimento.
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La classifica dei fondi attivi

Fonte: FIDA
Migliori 10 fondi Azionari assimilabili al tema Longevity per perf. YTD
Fondi autorizzati retail Italia
Dati ed analisi in EUR al 28/04/2026
La top ten dei fondi sulla longevità mostra un quadro piuttosto concentrato sia per strategia sia per composizione settoriale. In testa per performance YTD si colloca il veicolo Global Demographics di Fidelity, unico con un progresso significativo (+3,5%), seguito a distanza da un altro prodotto della casa: Onemarkets Longevity & Leisure U Cap. La maggior parte dei prodotti registra invece rendimenti negativi da inizio anno. Il tratto comune è l’inquadramento nell’azionario globale large e mid cap, spesso con esposizione sia ai mercati sviluppati sia emergenti
Dal punto di vista tematico, la longevity viene declinata soprattutto attraverso il comparto sanitario: fondi come quelli di Candriam evidenziano un focus marcato su farmaceutica e biotech, mentre altri prodotti integrano il trend con consumi e servizi legati all’invecchiamento della popolazione: leisure, healthcare services). Non manca una componente ESG, evidente ad esempio in GS Sygcomore Aging Population, che unisce trend demografici e sostenibilità.
Sul piano geografico e valutario, prevalgono share class in euro e dollari con domiciliazioni tipicamente lussemburghesi o irlandesi: un profilo coerente con l’offerta cross-border. Le metriche di rischio sono elevate e omogenee: volatilità a tre anni spesso sopra il 10% e drawdown massimi anche oltre il -20%, segnalando una forte sensibilità ai cicli di mercato, in particolare del biotech. Infine, i costi correnti risultano mediamente elevati (1%-3%), riflettendo la natura attiva e altamente specializzata di queste strategie tematiche.
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