Il gruppo americano spinge sul credito alternativo, con 82 miliardi di dollari in gestione a livello globale
Luca Morra, BSP-Alcentra
Quando Luca Morra, lo scorso anno, è arrivato in Franklin Templeton per supportare lo sviluppo del business di BSP-Alcentra in Italia e Spagna, il mercato del credito privato stava già cambiando pelle. Dopo anni in cui questo tipo di investimenti era rimasto appannaggio di pochi grandi istituzionali, oggi la finanza privata è diventata un pilastro stabile nei portafogli globali. E l’Italia, con il suo tessuto di piccole e medie imprese in cerca di capitali alternativi al canale bancario, è sempre più al centro della mappa. “Il mio arrivo è stato dettato dal fatto che l’interesse per questo tipo di strategie è in costante crescita”, racconta. “Negli ultimi dodici mesi il book di business è cresciuto a doppia cifra grazie anche all’ampliamento della base clienti reso possibile dalle sinergie tra il team Franklin Templeton e BSP-Alcentra”. Un segnale chiaro che anche gli investitori italiani stanno abbracciando la logica del private credit, attratti da rendimenti decorrelati e da un impatto più diretto sull’economia reale. “Si tratta per lo più di clienti istituzionali, family office ma c’è anche una progressiva apertura verso la clientela private”, aggiunge. Dietro questa espansione c’è la visione di un gruppo globale: Franklin Templeton, con 1,6 trilioni di dollari in gestione, che attraverso BSP-Alcentra ha costruito una delle piattaforme più articolate del mercato, con 82 miliardi di dollari di asset e quasi 500 dipendenti negli Stati Uniti, in Europa e in Asia, inclusi 174 professionisti degli investimenti.
“BSP-Alcentra è essenzialmente la piattaforma di investimento in credito alternativo del gruppo Franklin Templeton”, spiega Luca Morra. Dopo le acquisizioni di Benefit Street Partners e Alcentra, rispettivamente negli Stati Uniti e in Europa, il gruppo americano ha riunito due pionieri del settore per creare una piattaforma integrata ma indipendente nelle scelte di investimento. “Il credito privato sta raccogliendo un forte interesse da parte degli investitori a livello globale”, aggiunge. BSP-Alcentra gestisce oggi strategie che spaziano dal debito privato e diretto ai loans semi-liquidi, dal credito strutturato al credito opportunistico, fino al debito immobiliare e infrastrutturale. L’approccio è flessibile, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di ogni investitore. “Sono la prima risorsa basata in Italia”, spiega. “come per tutti i team di investimento del gruppo Franklin Templeton manteniamo l’indipendenza del processo di gestione. È un equilibrio che consente solidità e specializzazione”.
Dalle PMI alla democratizzazione del private market
L’Italia è un mercato in piena evoluzione, dove l’interesse per il credito privato si è intensificato di pari passo alla trasformazione del sistema bancario. Dopo la crisi del 2008, infatti, gli istituti di credito hanno ridotto l’esposizione verso il debito corporate, aprendo spazio a nuovi attori specializzati. “Le banche hanno un costo regolamentare elevato nell’erogare prestiti a imprese di una certa dimensione, è il motivo per cui questo segmento è cresciuto”, spiega Morra. “Oggi le aziende possono trovare nei fondi di credito alternativo una fonte di finanziamento flessibile e complementare a quella bancaria”. Una parte centrale della strategia riguarda il finanziamento a piccole e medie imprese, un segmento che, seppur più complesso da analizzare, offre interessanti prospettive di diversificazione. Una delle priorità del gruppo è perciò quello di espandersi proprio nel segmento delle PMI, spesso escluse dai canali di credito tradizionali. “Finanziare imprese medio-piccole richiede molta analisi e prossimità, ma offre un profilo di rischio-rendimento diverso e complementare rispetto al direct lending classico”, dice l’esperto. La società ha investito in un team paneuropeo di 25 specialisti e in una libreria proprietaria di dati di mercato, “un vantaggio competitivo fondamentale”. L’attenzione al rigore analitico è del resto uno dei punti di forza del gruppo: 45 analisti dedicati al credito non investment grade in Europa e Stati Uniti, una dimensione che, sottolinea Morra, “si ritrova più facilmente in una grande banca che in una società di gestione”. Sul fronte regolamentare, si vede nel nuovo quadro europeo un alleato: “Gli sviluppi sono molto positivi. Non è un freno, ma un modo per crescere meglio”. E sulla tanto discussa democratizzazione dei mercati privati precisa: “Non usiamo tanto quel termine perché è inflazionato, ma crediamo che aprire il mercato a investitori privati sia positivo. Sarebbe un peccato se un cliente high net worth non potesse investire in imprese virtuose del proprio territorio”. Guardando avanti, BSP-Alcentra individua due grandi direttrici di crescita. Da una parte c’è il credito opportunistico, per sostenere aziende temporaneamente in difficoltà ma con fondamentali solidi. Dall’altra i loans o prestiti syndicated, “che permettono di essere strutturalmente più liquidi e rappresentano una diversificazione efficiente”. L’obiettivo finale è chiaro: “Diventare un partner di fiducia per gli investitori, offrendo competenze globali e radici locali”, conclude. Per il manager, infatti, il credito alternativo non è una moda passeggera, ma una trasformazione strutturale della finanza moderna.
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