“La cosa più importante e più difficile è trasferire il legame tra tempo e investimenti”, spiega il responsabile delle gestioni patrimoniali della banca. Protezione del capitale, sostenibilità e selezione i punti focali del team
Massimo Bergonzi, responsabile delle gestioni patrimoniali di Banco Desio
Arrivando dopo dodici mesi di discesa indiscriminata di tutte le asset class, il 2023 si presenta come un anno molto particolare: i nuovi tassi hanno fatto tornare l’interesse per l’amministrato. “Non è semplice per i clienti comprendere che dietro al rendimento nominale dei Btp ci sono corsi che possono reagire in modo molto volatile ad inflazione e relative attese, così come non è facile cogliere la differenza tra un’esposizione concentrata in un unico titolo di stato italiano e la diversificazione di un servizio di investimento”, ricostruisce Massimo Bergonzi, responsabile delle gestioni patrimoniali di Banco Desio e alla guida di un team che conta sei professionisti e masse in gestione per 1,2 miliardi di euro. Soprattutto se, come nel caso della banca con sede principale in Brianza, il profilo di rischio della clientela è spesso moderatamente prudente (la quota di equity complessiva delle gestioni si attesta al 30% circa).
Il gestore-formatore
Il compito è però facilitato dalla consapevolezza, immediatamente esplicitata da Bergonzi, che, per chi si occupa di gestione patrimoniale, il ruolo dello specialista dei mercati finanziari va di pari passo con quello dell’educatore e formatore di un cliente spesso ancora preda della tendenza a vendere sui minimi e comprare sui massimi. “Il gestore è come il comandante di una grande nave che deve agire nei momenti di mercato avversi contrapponendosi ai venti contrari. La nostra missione è tutelare l’investitore e creare valore nel tempo e, per farlo, non possiamo trascurare l’obiettivo della preservazione del capitale del cliente in termini reali nell’orizzonte di tempo. Per questo motivo, è fondamentale fare meglio del mercato in momenti avversi”, spiega il responsabile delle gestioni patrimoniali di Banco Desio. “Un obiettivo che deve essere raggiunto avendo a fianco il cliente e mostrando, anche in fasi dove la tendenza al ritorno ai titoli di Stato è fortissima, come esistano opportunità nei mercati finanziari (l’equity su tutte) irrinunciabili per la creazione di valore nel tempo”, specifica il manager, soffermandosi sul compito di accompagnamento dell’investitore tipico a un servizio di consulenza evoluto.
Come evolverà il 2023
“Il mercato troverà una sua direzione nella seconda parte dell’anno, ma non è ancora chiaro quale sarà”, spiega Bergonzi. Passando all’analisi delle prospettive di investimento per il resto del 2023, il dirigente sottolinea la necessità di approfondire quanto accaduto nel primo semestre, con una corsa dell’equity statunitense interamente dovuta alle performance di una manciata di Big tech e volumi di scambio che restano contenuti, a testimonianza di una fase di attesa da parte dei grandi investitori internazionali. A incidere sull’attuale situazione saranno, secondo l’esperto, soprattutto la fase di restringimento della liquidità globale e le incognite sulla crescita.
“Negli ultimi mesi, in chiave tattica, abbiamo ridotto il rischio del portafoglio, ritenendo che nel breve periodo il mercato possa offrire un più interessante livello di ingresso. In questa fase, a livello merceologico privilegiamo il settore tecnologico, quello farmaceutico e dei consumi stabili. Il portafoglio è rimasto focalizzato su aziende di qualità e su temi di investimento a lungo termine”, afferma Bergonzi.
Analisi e selezione
La visione di medio-lungo periodo e l’obiettivo di rendimenti reali positivi sono sempre stati una prerogativa dell’evoluzione dei servizi di Investimento del Banco, che sin dal 2008 ha sviluppato una linea che investe in megatrend, inglobando le tendenze strutturali sulla base delle quali prenderanno forma la società e l’economia nei prossimi decenni. “Questa linea è composta interamente da Oicr selezionati attraverso un metodo proprietario sviluppato a partire dal 2011 e costantemente perfezionato nel tempo”, spiega Bergonzi.
“La modalità di selezione dei fondi”, entra nel dettaglio, “ha come punto di partenza l’analisi di Oicr con nav e liquidità giornaliera, attivi da più di tre anni e con almeno cento milioni di euro di masse. La nostra analisi quantitativa prende in considerazione oltre 80 categorie di investimento, suddivise tra azionarie, obbligazionarie ed Etf, appartenenti a oltre 50 case di investimento, per un totale di oltre 2mila comparti monitorati. Il modello assegna un punteggio a ogni fondo, ottenuto combinando dati di performance (60%) e di rischio (40%) su più orizzonti temporali. Questo consente una rilevazione mensile dei migliori prodotti di categoria. Fondamentale, inoltre, è il supporto della metodologia qualitativa: incontri periodici con le principali controparti, analisi e riclassificazione di portafoglio dei fondi, conference call periodiche con i gestori aiutano ad analizzare la coerenza della filosofia dei gestori delle comparti investiti con la nostra view”.
View top-down sugli andamenti macroeconomici, analisi geografiche e settoriali, precedono il processo di analisi, selezione e, infine, costruzione della soluzione di investimento. Una soluzione che, nel caso della linea Megatrend, risulta composta da un numero di prodotti compreso tra 25 e 30, in maggioranza di gestione passiva.
Futuro sostenibile
Ulteriore punto focale per l’attività del servizio gestioni patrimoniali di Banco Desio è l’integrazione del tema della sostenibilità, come testimoniano l’esistenza dal 2018 di una specifica linea Etica e l’approvazione da parte del cda della banca di una specifica policy Esg relativa ai fondi articolo 8 e articolo 9 nell’ambito dei servizi di investimento. “Non si tratta solo di un modo per rispondere ai nuovi obblighi normativi, ma anche di un fondamentale elemento di gestione del rischio di creazione di valore nel medio-lungo periodo”, sottolinea Bergonzi. “Banco Desio ha sviluppato l’Esg framework per le decisioni di investimento delle gestioni patrimoniali sulla base dei valori definiti nel codice etico, della mission e degli impegni in materia di sostenibilità definiti nel piano di sviluppo corporate social responsibility (Csr). Uno sforzo che ha compiuto ponendosi l’obiettivo di adottare una metodologia di selezione degli strumenti finanziari che tenga conto di fattori Esg come parte integrante del processo di investimento”, conclude.
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