Nella sua relazione per i leader UE, l’ex premier invita i 27 ad accelerare sulla CMU. Obiettivo: mobilitare le risorse private per soddisfare le esigenze strategiche dell’Area
Enrico Letta, deputato della Repubblica Italiana e presidente dell’istituto Jacques Delors
Il Mercato unico europeo passa anche da un’unione dei risparmi e degli investimenti: solo così il Vecchio Continente sarà in grado di competere sulla scena globale con Stati Uniti e Cina. Anche Enrico Letta, in perfetta sintonia con Mario Draghi, è pronto a dare una scossa ai Ventisette con la relazione che giovedì porterà al tavolo dei leader UE. Il presidente dell’istituto Jacques Delors non ha infatti dubbi: “È urgente recuperare e rafforzare la dimensione del mercato unico per i servizi finanziari, l’energia e le comunicazioni elettroniche”. E per farlo occorre aumentare la cooperazione così da far evolvere questi mercati verso “una dimensione europea”, superando i confini nazionali che attualmente ostacolano una concorrenza sostanziale con i conglomerati americani, cinesi o indiani.
Di qui la sua ‘road map’ per i mercati finanziari, parte cruciale della relazione redatta su incarico della presidenza belga di turno del Consiglio Ue. Letta propone, ad esempio, di lanciare entro il prossimo anno un prodotto di risparmio a lungo termine con iscrizione automatica a livello europeo. L’obiettivo è quello di stimolare gli investimenti al dettaglio, sfruttando gli incentivi fiscali degli Stati membri e migliorando il prodotto pensionistico individuale paneuropeo per una più ampia applicabilità sul mercato. Il report prevede anche che Commissione e Bei sviluppino il quadro e raccolgano le risorse finanziarie per un programma di garanzie a livello comunitario. E invita a rivedere il quadro della cartolarizzazione per semplificarne l’uso, consentendo alle banche di offrire finanziamenti aggiuntivi. Tra i punti evidenziati, l’ex premier italiano include anche la supervisione diretta e semplificata dell’Esma.
Nel 2026 un fondo europeo
Sul tema risparmio, la road map di Letta propone poi, entro il 2026, il lancio di un nuovo schema europeo che combini il Fondo europeo a lungo termine con attraenti incentivi fiscali nazionali. Il fine è proprio quello di veicolare gli investimenti dei cittadini europei verso l’economia reale. Lo studio invita anche le autorità ad impegnarsi per una vigilanza coesa e completa dei mercati finanziari adattando un modello simile al meccanismo in vigore nel settore bancario, ad esempio con un’Esma rafforzata.
Infine, per finanziare il processo di infrastrutture verdi e attrarre capitali dai fondi pensione e dalle compagnie assicurative, la proposta è di promuovere lo strumento del partenariato pubblico-privato (PPP), rafforzando i quadri normativi e garantendo un equilibrio tra accessibilità per i contribuenti e redditività per gli investitori. Per Letta, infatti, uno dei principali obiettivi del nuovo mercato unico deve essere quello di rendere la capacità industriale europea compatibile con gli obiettivi della transizione equa, verde e digitale. “A tal fine, nella prossima legislatura, sarà necessario indirizzare tutte le energie verso il sostegno finanziario della transizione, convogliando verso questo obiettivo tutte le risorse pubbliche e private necessarie per rendere possibile la trasformazione del sistema produttivo europeo: in questo sforzo, il mercato unico può e deve svolgere un ruolo centrale”, si legge nel report.
In questo senso, “la priorità iniziale dovrebbe essere la mobilitazione del capitale privato, un passo cruciale che pone le basi per un quadro di finanziamento più inclusivo ed efficiente”, in quanto è l’area in cui siamo più in ritardo. Letta ricorda infatti come l’Unione europea ospiti ben 33mila miliardi di euro di risparmi privati, prevalentemente detenuti in valuta e depositi. “Ma questa ricchezza, tuttavia, non viene sfruttata appieno per soddisfare le esigenze strategiche dell’UE”, rimarca. E definisce preoccupante la tendenza a dirottare ogni anno circa 300 miliardi di euro delle famiglie del Vecchio Continente dai mercati dell’Ue all’estero, principalmente verso l’economia americana, “a causa della frammentazione dei nostri mercati finanziari”. Insomma, il mercato unico dei capitali non può più aspettare.
Lavorare insieme
L’ex premier è convinto che le elezioni europee “offriranno una riflessione decisiva sulla visione del pubblico per il futuro”. Il Parlamento guiderà “l’attuazione di un nuovo e solido quadro per il Mercato Unico”, ma serve “unaConferenza permanente dei cittadini”, sottolinea nel documento. “Il Mercato Unico è sempre stato e deve continuare ad essere fulcro e motore dell’integrazione dell’Ue”, ma nulla “sarà possibile, compreso e accettato dalle nostre opinioni pubbliche senza la partecipazione attiva e un reale coinvolgimento dei cittadini europei. Il momento di agire è adesso”, è l’avvertimento conclusivo. Con un invito identico a quello lanciato da Draghi: è necessario “lavorare tutti insieme”.
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