Secondo le stime di Neuberger Berman, l’88% prevede di investire entro cinque anni. In testa private equity e infrastrutture. A far da traino è la domanda di diversificazione. La conoscenza degli ELTIF sale al 74%. Gli italiani preferiscono i fondi draw-down
I mercati privati restano ben al centro del mirino dei fund selector europei. Tanto che nei prossimi mesi è previsto un deciso incremento della partecipazione, spinto dalla forte domanda di diversificazione. È quanto emerge dallo studio ‘Global Private Investment Markets’ di Neuberger Berman, che sottolinea la crescente diffusione di nuove strutture come gli ELTIF.
Partecipazione in aumento, ma cresce la selettività
L’indagine, realizzata da Research in Finance su 1.051 fund selector nei mercati paneuropei e nel Regno Unito, mostra che la quota di investitori retail/wholesale attivi sui private market salirà dall’attuale 63% a quasi nove su dieci (88%) nel giro di cinque anni. Sul fronte istituzionale, la partecipazione è già più matura (75%) ma è comunque destinata ad aumentare ulteriormente, all’85%. Un segnale, rimarca il report, che indica un progressivo allargamento della base di investitori privati, soprattutto nei canali retail e wealth. Tra le asset class, il private credit resta popolare, con il 25% pronto a incrementare la propria esposizione attuale nei prossimi dodici mesi, ma l’approccio sta diventando più selettivo. Si prevede infatti che sia il private equity (37%) che l’esposizione alle infrastrutture non quotate (29%) superino il credito privato in termini di aumenti netti delle allocazioni.
Parola d’ordine: diversificazione. Ma gli ostacoli non mancano
Ad attirare sono una serie di vantaggi propri dei mercati privati. Primo fra tutti la diversificazione di portafoglio (74%), cui seguono l’elevato potenziale di rendimento (55%), la crescita del capitale (43%), la decorrelazione rispetto ad altri asset (41%) e l’orizzonte di investimento di lungo periodo (39%). Tuttavia non mancano le criticità. La scarsa liquidità è l’ostacolo più citato (65%, in aumento dal 57% dello scorso anno), seguita dalla minore trasparenza (48%) e dagli elevati importi minimi di investimento (37%). Cala invece in modo significativo la percentuale di chi lamenta difficoltà di accesso: dal 26% al 21%, complice il numero sempre maggiore di canali disponibili e una crescente conoscenza dei prodotti.
In questo senso va inquadrata la crescita degli ELTIF, per i quali conoscenza e utilizzo sono aumentati in modo significativo rispetto all’anno scorso. Ora il 74% dei fund selector dichiara di conoscerli bene (era il 68% nel 2025), il 21% li raccomanda già ai clienti o vi alloca direttamente (dal 13%) e un ulteriore 18% prevede di iniziare a farlo entro un anno. Guardando alle strutture dei fondi di private market, nella maggior parte dei mercati europei la preferenza è per i veicoli evergreen. Questa predilezione è particolarmente marcata in Svizzera (63%), Paesi nordici (62%) e Francia (59%), mentre in Italia e Spagna la scelta ricade più spesso sui tradizionali fondi draw-down. Nel Regno Unito, invece, prevalgono i trust.
Il gestore fa la differenza
José Cosio, head of Intermediary di Neuberger Berman
Insomma, come sottolinea José Cosio, head of Intermediary – Global ex US di Neuberger Berman, i mercati privati sono ormai più consolidati, “grazie all’ampliamento dell’accesso, a una maggiore comprensione da parte degli investitori e a una evidente domanda di diversificazione”. E il continuo slancio di ELTIF ed evergreen è incoraggiante, perché “gli investitori stanno sfruttando le modalità di accesso più flessibili e intuitive, al fine di integrare i propri programmi closed-ended già esistenti”. Per l’esperto è quindi la selezione dei gestori il fattore di differenziazione fondamentale nei mercati privati dove, ricorda, “storicamente quelli del primo quartile hanno costantemente superato il resto del gruppo”. Questo aspetto, conclude, “insieme alla formazione, a una progettazione adeguata dei prodotti e a investimenti di alta qualità, sarà essenziale per garantire ai clienti risultati interessanti nel lungo termine”.
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