Dalle pagine dell’Economist, il monito dell’ex presidente Bce: per i 27 a rischio sfide cruciali su clima, difesa e digitale. E tornare alle vecchie regole non è possibile
Mario Draghi, ex presidente della Bce
L’Eurozona ha bisogno di nuove regole e di maggiore sovranità condivisa per realizzare una vera unione fiscale. Traguardo senza il quale il blocco monetario potrebbe non sopravvivere. L’appello arriva dell’ex presidente della Bce, Mario Draghi, che sulle pagine dell’Economist mette in guardia dai rischi in cui rischia di incappare il Vecchio Continente. “Le strategie che nel passato hanno assicurato la prosperità dell’Europa, come affidarsi all’America per la sicurezza, alla Cina per l’export e alla Russia per l’energia, sono diventate insufficienti, incerte o inaccettabili”, avverte. E tornare alle vecchie regole pre-pandemia sul fronte delle politiche di bilancio non è possibile.
Secondo l’ex inquilino di Palazzo Chigi, le prospettive di un’unione fiscale stanno migliorando perché è cambiata la natura della necessaria integrazione: non più un processo di semplice un’unione basata su trasferimenti dalle regioni virtuose a quelle in crisi. Nella visione di Draghi, insomma, Eurolandia si è evoluta aprendo una strada diversa “e potenzialmente più accettabile” verso il traguardo di un fisco comunitaria. Al punto da trovarsi a dover affrontare una serie di sfide sovranazionali “che richiederanno ingenti investimenti in tempi brevi, tra cui la difesa, la transizione verde e la digitalizzazione”.
Un problema che il già governatore considera non di poco conto, specie tenendo presente che l’Area al momento “non dispone di una strategia federale per finanziare questi obiettivi, né le politiche nazionali possono assumerne il ruolo, poiché le norme europee in materia di bilancio e aiuti di Stato limitano la capacità dei Paesi di agire in modo indipendente”.
Ecco dunque profilarsi il “serio rischio” che l’Europa non raggiunga i suoi obiettivi climatici, non riesca a garantire la sicurezza richiesta dai suoi cittadini e perda la sua base industriale a vantaggio di regioni che si impongono meno vincoli. “Per questo motivo, tornare passivamente alle vecchie regole fiscali, sospese durante la pandemia, sarebbe il peggior risultato possibile”, conclude Draghi.
L’occupazione americana supera nettamente le previsioni e la disoccupazione scende al 4,1%. Per gli asset manager, il report rafforza le aspettative di ritocco verso l’alto al costo del denaro. Ma la vera variabile resta l’inflazione
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Rifinanziamenti, vincoli regolamentari delle banche e maggiore richiesta di soluzioni su misura aprono spazi ai player alternativi. Una crescita che, per il country head della società, può aumentare la liquidità e ridurre i costi del mercato
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