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La stima arriva da un report di Scope basato sull’analisi di 43 prodotti e interviste mirate a 31 case di gestione. “La creazione di un mercato secondario liquido aumenterà la penetrazione del prodotto”, affermano gli analisti
Gli Eltif (European Long Term Investment Funds) raggiungono un patrimonio di 7,5 miliardi di euro sul mercato europeo. È la stima di Scope Fund Analysis, la divisione dell’agenzia di rating europea dedicata all’industria dei fondi, contenuta nel report “European Eltif Study” che FocusRisparmio ha potuto visionare in anteprima.
La crescita del mercato Eltif 
Il calcolo, basato sull’analisi di 43 dei 53 Eltif registrati e commercializzati sul territorio europeo e su questionari inviati a 31 fund house fra novembre 2021 e marzo 2022, rivede in netto rialzo la precedente stima fatta ad aprile 2021 che era di 2,4 miliardi di euro. Per i 10 Eltif non compresi nel perimetro di analisi, Scope stima un valore fra 200 e 700 milioni di euro. “Dopo un inizio in sordina – spiegano gli analisti – la domanda e l’offerta di questi prodotti è aumentata in maniera importante, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo”.
L’asset class più rappresentata nei patrimoni degli Eltif europei è il private debt (36% delle aum totali), seguita dagli investimenti infrastrutturali (31%) e private equity (26%). Lato raccolta, il 46% deriva dal collocamento di prodotti riservati agli investitori professionali; il 54% riguarda invece fondi idonei sia per i clienti al dettaglio che per quelli professionali. I gestori più attivi, che offrono i loro prodotti anche a investitori privati, sono Amundi, Azimut, BlackRock, Commerz Real, Muzinich and Partners Group.
Eltif, l’Italia è il primo mercato europeo

I principali mercati di distribuzione degli Eltif sono l’Italia e la Francia. “L’esperienza dell’Italia dimostra che gli incentivi fiscali possono essere un ulteriore importante motore di crescita per il mercato degli Eltif”, spiegano gli analisti con riferimento alla norma sui Pir Alternativi entrata in vigore nel 2020. Questo istituto si presta ad essere realizzato tipicamente nella forma di Fia chiuso, attraverso strutture quali gli Eltif ma anche fondi di private equity, private debt e altri. Secondo i dati di Assogestioni a fine 2021 sono operativi 16 fondi Pir Alternativi con una dotazione patrimoniale di 1,7 miliardi di euro. Fra gli emittenti italiani più attivi si annoverano Azimut, Eurizon, Anima Sgr, Kairos. Dal punto di vista degli investitori, prevale la componente private.
Un futuro a prova di futuro
Al momento la Commissione europea sta studiando delle modifiche migliorative della normativa Eltif, con l’obiettivo di ottimizzare il quadro per l’offerta e la distribuzione del prodotto. Fra i punti cruciali al vaglio dell’autorità c’è la creazione di un mercato secondario più efficiente per questi prodotti, un elemento che potrebbe aumentarne la liquidità e quindi l’appeal anche presso una clientela meno patrimonializzata.
Nella visione di Scope, l’Eltif sarà uno strumento fondamentale per l’attuazione delle politiche di sostenibilità dell’Unione. “L’Ue è fortemente interessata a una maggior diffusione dello strumento come veicolo di promozione degli investimenti nell’ambito del Green Deal europeo in beni e infrastrutture reali”, conclude il report.
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