Investimenti, gli italiani preferiscono fondi comuni e prodotti pensionistici agli ETF
Capital.com: il 41% si sente sopraffatto dalle informazioni finanziarie, meno della media Ue. E solo il 9% è “molto fiducioso” nell’investire in azioni
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“In un Paese che affronta sfide demografiche inedite, con un crescente invecchiamento della popolazione, il vostro lavoro ha un valore sociale decisivo: aiutate i cittadini a costruire previdenza complementare, a proteggere i propri cari, a difendere il potere d’acquisto messo alla prova dall’inflazione. Non è soltanto economia. È coesione sociale.” Il messaggio del ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato al centro dell’apertura dell’EFPA Italia Meeting 2025 portando sul palco una sintesi dei temi affrontati nella sedicesima edizione dell’evento. Tempo, investimenti, futuro, funzione sociale. Argomenti che nel convegno inaugurale moderato da Sibilla Di Palma, giornalista di FocusRisparmio, sono stati approfonditi dal presidente di EFPA Italia Nicola Ardente e Giorgio De Rita, segretario generale Censis.


Per riuscire a trasformare il risparmio in investimento, il primo fattore da conoscere è il contesto sociale in cui la consulenza opera. Un contesto caratterizzato da cambiamento e complessità. “In passato”, ha spiegato De Rita, “l’appartenenza a un gruppo sociale conferiva un preciso posizionamento all’individuo ma oggi non è più così; non c’è appartenenza di gruppo, ma soprattutto identità singola”. Si tratta del primo dei quattro fattori di trasformazione sociale individuati dal segretario generale del Censis. Se il secondo è il disincanto e la disillusione nei confronti del processo razionale, il terzo elemento riguarda direttamente il risparmio. “Si tratta di una propensione irrinunciabile degli italiani che deve, però, essere aiutata a essere proiettata nel futuro”, afferma De Rita, che individua il più grande ostacolo a tale propensione nel quarto processo in atto: il ‘galleggiamento sociale’. Ovvero “uno stare senza una vera e propria direzione”. “Ma la resilienza non basta. Serve visione per attivare anche risparmi e investimenti”, ha completato De Rita sul punto.
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Ciò che manca è dunque una visione progettuale. Ed è quindi su questa dimensione che appare urgente lavorare per stimolare investimenti, produttività e crescita: un terreno in cui entra in gioco proprio la consulenza, con il suo ruolo sociale. “Come sottolineato dal ministro Tajani”, ha detto Ardente, “l’advisory è un elemento centrale per il futuro”. È vero, però, che oggi non mancano gli elementi di complessità. “I risparmiatori rischiano di fermarsi alla fase dell’accumulazione”, ha affermato il presidente di EFPA Italia. “Manca molto spesso una pianificazione capace di introdurre un elemento di rischio che abbia il potere di trasformare il risparmio in investimento. In questi tempi, caratterizzati da innegabili incertezze, solo una consulenza professionale basata su forti competenze sia tecnico-finanziarie che comunicative può generare quella fiducia necessaria ad attivare una reale programmazione del futuro economico delle famiglie”. “La parola d’ordine dell’attuale contesto è complessità e per farvi fronte il consulente deve essere come un medico: non solo preparato ma empatico”, ha chiarito Ardente per far capire come sia compito di una advisory evoluta trovare il modo per arrivare al cliente.
L’appello si rivolge in particolare ai giovani, che erediteranno una grande mole di ricchezza nei prossimi anni ma acquisiranno anche un mondo dall’alto tasso di complessità. Lo sottolinea De Rita, parlando di come nelle generazioni più recenti sia molto presente un senso di precarietà e incertezza. “Una cosa che sicuramente i ragazzi hanno dalla loro parte e devono sfruttare è il tempo. Il lavoro è cambiato e così è cambiata, e cambierà ancora, la situazione previdenziale. Il tempo è l’alleato più certo. L’importante è entrare presto sul mercato. Quello è solo l’inizio, ma è fondamentale. Poi inizia la pianificazione e i consulenti devono essere in grado di metterla a terra al netto delle grandissime incognite del contesto attuale. È un compito difficile per cui la nostra professione deve essere preparata”, ha spiegato Ardente. È allora De Rita a porre un accento importante sulla capacità di comunicare. “La combinazione di fiducia e informazione è l’antidoto contro l’ansia del futuro”, ha affermato. “È necessario trovare il giusto linguaggio per trasferire ai giovani, ma non solo, le informazioni necessarie per prepararsi. Informazione è anche il modo in cui le istituzioni finanziarie parlano con i loro clienti. L’informazione non sono solo i media ma lo sforzo che ogni parte della società deve fare per farsi comprendere da un’altra. In questo i consulenti non possono solo continuare a dire che i clienti non ascoltano, ma trovare il modo di farsi ascoltare”, ha concluso.
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