Investimenti, gli italiani preferiscono fondi comuni e prodotti pensionistici agli ETF
Capital.com: il 41% si sente sopraffatto dalle informazioni finanziarie, meno della media Ue. E solo il 9% è “molto fiducioso” nell’investire in azioni
3 min
*Direttore Affari Legali e Regolamentari di Assogestioni
Nell’ambito del processo europeo di rafforzamento della partecipazione dei risparmiatori ai mercati dei capitali, Assogestioni ha presentato un’articolata risposta alla Call for Evidence lanciata da ESMA sul “Retail Investor Journey”. Il documento, frutto di un’ampia riflessione associativa, offre una visione strutturata sugli elementi su cui puntare l’attenzione per facilitare l’accesso consapevole dei cittadini ai prodotti di investimento, proponendo soluzioni normative e operative.
A livello di sistema, come sottolineato dalla prima parte della risposta dell’Associazione, è necessario ancora concentrarsi sulle difficoltà di natura culturale, psicologica e operativa che frenano la partecipazione dei risparmiatori retail. Tra queste, Assogestioni evidenzia la scarsa alfabetizzazione finanziaria, aggravata spesso da un linguaggio regolamentare eccessivamente tecnico, la complessità percepita dei prodotti e dei processi di investimento, la diffidenza nei confronti del sistema finanziario, che tuttavia si attenua nella relazione fiduciaria con il consulente, e un eccesso di documentazione informativa, spesso poco comprensibile e scarsamente orientata alle reali esigenze del cliente.
Un altro ostacolo rilevante è rappresentato dalla mancanza di una integrazione efficace tra politiche fiscali, previdenziali e di investimento, che penalizza la costruzione di portafogli coerenti con un orizzonte di lungo termine.
Assogestioni propone un rafforzamento concreto dell’applicazione del principio di proporzionalità nella valutazione di adeguatezza, mediante semplificazioni concettuali e operative coerenti con la natura dell’investimento proposto, il profilo del cliente e la logica di un’allocazione efficiente del portafoglio.
In particolare, si suggerisce di semplificare il processo valutativo nei casi in cui la consulenza abbia ad oggetto prodotti semplici (ad esempio, OICVM non strutturati) destinati a finalità di lungo termine, quali la previdenza integrativa, l’accumulo di capitale e la pianificazione finanziaria. In tali circostanze, si propone di introdurre presunzioni relative di adeguatezza, anche in presenza di una conoscenza ed esperienza finanziaria limitata da parte del cliente, in quanto compensate dalla professionalità del consulente e dalla coerenza dell’investimento con un orizzonte temporale di lungo periodo. A tal fine, si valorizzerebbe l’utilizzo delle domande MiFID sull’orizzonte temporale come criterio guida per differenziare l’analisi di adeguatezza.
Tale approccio potrebbe contribuire a superare l’attuale applicazione eccessivamente formale e uniforme alla valutazione di adeguatezza, favorendo inoltre la diffusione di una cultura del risparmio di lungo termine, in particolare tra i giovani investitori. Ulteriori potenziali vantaggi sono rappresentati dalla valorizzazione della funzione “educativa” e comportamentale della consulenza finanziaria e dalla riduzione dei rischi di sotto-investimento e di inefficienze allocative legate a barriere procedurali.
La proposta si ispira anche ad esperienze regolamentari internazionali, tra cui il caso statunitense, dove la maggior parte del risparmio delle famiglie confluisce in piani previdenziali volontari (es. 401(k)) strutturalmente orientati al lungo termine e l’esperienza del Regno Unito, che ha introdotto strumenti e approcci basati su criteri di proporzionalità e semplificazione. Tra questi il modello di simplified advice, che consente una consulenza limitata e proporzionata a bisogni standardizzati (es. risparmio previdenziale), riducendo gli oneri valutativi per prodotti semplici e obiettivi di lungo termine, e il meccanismo degli investment pathways, applicato ai prodotti pensionistici, che segmenta i clienti in base all’orizzonte temporale dell’investimento e prevede semplificazioni procedurali per obiettivi di lungo periodo e strumenti standardizzati.
Assogestioni esprime una posizione critica sullo stato attuale della trasparenza informativa. In particolare, i documenti previsti dalla MiFID II e il KID PRIIPs risultano troppo lunghi e tecnici e inoltre le sezioni sui costi e sugli scenari di performance generano confusione.
La risposta sottolinea come la consulenza finanziaria, se integrata con moduli educativi digitali e strumenti di simulazione, possa fungere da canale privilegiato di alfabetizzazione finanziaria. Le piattaforme digitali e le app mobili rappresentano strumenti chiave per rendere più fluido il percorso dell’investitore retail, ma devono essere accompagnati da un adeguato supporto educativo e consulenziale per evitare scelte disinformate.
Anche le misure AML/CFT, pur perseguendo obiettivi fondamentali di integrità finanziaria, vanno rese più flessibili e coerenti con gli obiettivi di inclusione finanziaria. Assogestioni chiede interventi per evitare inutili duplicazioni e semplificare l’onboarding a distanza degli investitori retail.
Assogestioni segnala inoltre le criticità legate all’attuale disciplina sull’integrazione delle preferenze ESG nel processo di consulenza. Le classificazioni richieste sono tecniche, opache e poco comprensibili, sia per gli investitori sia per gli intermediari. Ne risulta un effetto paradossale: invece di incentivare scelte sostenibili, l’impianto attuale scoraggia gli investimenti ESG. Da qui la richiesta di una semplificazione radicale del quadro normativo e l’introduzione di un sistema ufficiale di etichettatura dei fondi sostenibili.
Nella parte conclusiva del documento, Assogestioni ribadisce la necessità di riequilibrare la protezione normativa con la possibilità per l’investitore di assumere rischi consapevoli, soprattutto nei casi di pianificazione a lungo termine. L’attuale approccio uniforme alla profilazione e alla valutazione di adeguatezza, se non opportunamente modulato, rischia di escludere anche strumenti coerenti con il ciclo di vita dell’investitore, come i fondi azionari o i prodotti ad accumulo.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
