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Lo studio ‘Fund Family Digest: Europe in 2024’ analizza i maggiori gestori per fondi aperti e ETF nel Vecchio Continente. Ecco le principali evidenze su come gli asset manager si posizionano sulle principali tendenze dell’industria
L’industria del risparmio gestito è in perpetua evoluzione e deve fare i conti con uno scenario mutevole, trend emergenti o consolidati, oltre che una persistente pressione sul fatturato derivante dalla diffusa rotazione degli investitori verso strategie passive a basso costo. Il rapporto di Morningstar sui 100 maggiori asset manager attivi in Europa per masse in fondi aperti e ETF (Fund Family Digest: Europe in 2024) fornisce una fotografia sullo stato del settore e include un profilo dettagliato di ciascuna organizzazione, così da valutarne rispettivi pregi e difetti e capire come queste si stiano adattando alle sfide del mercato.
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Pensato per aiutare gli investitori a orientarsi nel variegato universo delle SGR, lo studio illustra quindi lo sviluppo dell’industria e allarga lo sguardo a temi caldi come la presenza dei prodotti passivi ma anche la concentrazione delle masse o l’integrazione dei criteri ESG. Nel complesso, sebbene la rapida evoluzione del comparto rafforzi l’importanza di avere nuovi dati e informazioni per prendere decisioni consapevoli, non vanno ignorate misure più tradizionali: dall’ampiezza e qualità dei team di gestione al tasso di successo e di mortalità della gamma di fondi.
I pesi massimi
Il successo delle strategie passive si manifesta chiaramente nella classifica delle SGR per patrimonio gestito: ciascuno dei primi cinque asset manager ha infatti una massiccia presenza nel mercato degli ETF. Con quasi 1.500 miliardi di euro in gestione (comunque meno della metà delle masse globali), BlackRock/iShares risulta per distanza il maggiore operatore nel mercato europeo: posizione conquistata soprattutto grazie a una gamma che vanta oltre 500 prodotti. Segue UBS, che gestisce un terzo dei capitali nella disponibilità del gigante americano. In questo caso, l’acquisizione di Credit Suisse nel 2023 ha permesso alla casa elvetica di incrementare il proprio peso e l’offerta di comparti. È curioso inoltre notare la limitata concentrazione di asset del gruppo nella propria gamma, con soltanto il 7% delle masse nei cinque comparti più grandi (il dato più basso tra le 100 realtà analizzate e diametralmente opposto a boutique di investimento come Fundsmith). Sul gradino più basso del podio si posiziona Amundi, gestore che ha incrementato la propria presenza nel mercato degli strumenti passivi con la recente acquisizione di Lyxor. Completano la top 5 la tedesca DWS/Xtrackers e l’americana Vanguard. Quest’ultima continua a guadagnare fette di mercato nel Vecchio Continente, con un incremento degli AuM di quasi 150 miliardi di euro negli ultimi tre anni soprattutto grazie a un’offerta di strategie passive a costi competitivi e in ampliamento.
La classifica delle SGR per masse gestite in fondi aperti ed ETF
Asset manager attivi in Europa per valore del patrimonio gestito. Fonte: Morningstar
I rating e i trend
Vanguard si pone invece in testa alle classifiche dei rating, assieme a Northern Trust, con la totalità della propria gamma che guadagna le medaglie del Morningstar Medalist Rating – il giudizio orientato al futuro che riflette la fiducia del team di ricerca di Morningstar nella capacità della strategia di sovraperformare il suo benchmark di categoria o, nel caso dei fondi passivi, la media dei suoi concorrenti al netto dei costi. Se i rating forniscono una prospettiva sulla qualità complessiva della gamma di fondi, altri dati e statistiche possono mettere in luce caratteristiche rilevanti per gli investitori finali. MFS si caratterizza ad esempio per la stabilità dei suoi team di gestione, con una media di oltre nove anni di permanenza dei gestori alla guida delle rispettive strategie. La francese Comgest, boutique specializzata nella gestione di strategie equity con orientamento growth, si posiziona invece al primo posto nella graduatoria sulla sostenibilità: si tratta di una classifica stilata in base ai globi del Morningstar Sustainability Rating, misura quantitativa dei rischi ESG finanziariamente rilevanti in un portafoglio rispetto ai suoi concorrenti di categoria.
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Dagli ETF attivi alle politiche di genere: gli altri temi
L’indagine evidenzia e contestualizza altri temi di attualità. Gli ETF attivi sono uno dei trend emergenti, ma sebbene il numero di prodotti e le masse gestite in questo segmento siano in forte aumento, questi rappresentano ancora una nicchia all’interno del panorama europeo degli Exchange Traded Funds perchè rappresentano solo il 2% degli asset under management complessivi. Ciò detto, recentemente diversi gestori attivi hanno fatto il proprio ingresso nel mercato con strategie innovative: Robeco, JPM, Janus Henderson, Fidelity, AXA e PIMCO. Per quanto riguarda invece le politiche di genere, malgrado l’attenzione rivolta ai temi di diversità e inclusione da parte dell’intero settore, la rappresentanza femminile tra i gestori di portafogli è ancora purtroppo bassa nella maggior parte delle società.
Focus anche sul mercato USA
Il rapporto dedicato al panorama americano mette infine in evidenza alcune differenze rispetto a quello europeo. La concentrazione è infatti molto superiore negli Stati Uniti, con le tre SGR più grandi (Vanguard, BlackRock, e Fidelity) che rappresentano oltre la metà del mercato in termini di masse gestite. L’industria del Vecchio Continente sembra quindi avere ancora ampi margini di consolidamento, considerato l’elevatissimo numero di comparti disponibili alla vendita che si spartiscono un mercato comunque più piccolo. In tema di trasparenza, inoltre, gli USA si distinguono per l’obbligo in capo alle società di divulgare informazioni sui nomi dei gestori e sui loro investimenti nei comparti di cui sono responsabili: una buona pratica che potrebbe essere adottata anche sulla sponda opposta dell’Atlantico.
Europa vs USA

Grado di concentrazione del mercato europeo del risparmio gestito e di quello americano a confronto. Dati al 31 agosto 2024. Sono esclusi i fondi di fondi, i fondi feeder e i fondi del mercato monetario. Fonte: Mornginstar
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