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Meno rischio, più duration in euro e focus sugli USA. Ma anche educazione finanziaria e consulenza olistica. Dal direttore generale di BCC Risparmio&Previdenza, la ricetta del gruppo per affrontare la sfida dell’incertezza
Guerre, rischio stagflazione e mercati più instabili impongono nuove strategie di investimento. Un cambio di rotta che interessa non solo i grandi asset manager internazionali ma anche gli operatori di prossimità, molto più esposti agli effetti dei meccanismi di finanza comportamentale in cui possono ricadere i risparmiatori. È il caso delle banche di credito cooperativo, alle prese con la difficile sfida di affiancare clienti e soci in una fase dominata dall’incertezza. Per Andrea Cecchini, tra i principali esperti di queste realtà in quanto direttore generale di BCC Risparmio & Previdenza e responsabile divisione Privati del gruppo BCC Iccrea, la ricetta passa da approccio prudente e dal solito mantra: “Rimettere la fiducia al centro”.

Come l’attuale quadro macro ha cambiato le scelte di allocazione tra inflazione, tassi e volatilità sui mercati?
Il mese di marzo, segnato dall’escalation del conflitto con l’Iran e dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz, ha innalzato significativamente il livello di incertezza globale e riportando il focus dei mercati dalle dinamiche di rotazione settoriale osservate nei primi mesi del 2026 a fattori macroeconomici come la possibile stagflazione. Il rialzo del prezzo del petrolio e del gas, seppur con traiettorie differenti, ha infatti profondamente modificato le aspettative sulle politiche monetarie e determinato il passaggio da uno scenario di allentamento a uno di possibile restrizione. In questo contesto abbiamo adottato un approccio prudente, riducendo l’esposizione al rischio da sovrappeso a neutralità e privilegiando il mercato azionario statunitense in virtù della sua minore esposizione alle tensioni energetiche. Abbiamo inoltre colto le dislocazioni sulle curve per incrementare la duration in euro, ritenendo che si stiano prezzando scenari troppo estremi.
Dall’osservatorio privilegiato di una realtà che vanta capillarità territoriale e forte vicinanza sia alle famiglie sia alle imprese, ha visto dei cambiamenti dell’approccio degli italiani al risparmio?
Attraverso i consulenti delle nostre 111 BCC, il gruppo BCC Iccrea ha intrapreso un approccio di guida consapevole nei confronti dei nostri soci e clienti oltre a un lavoro quotidiano di prossimità che ha permesso di costruire un livello fiduciario profondo. L’evoluzione che stiamo portando avanti da offerta di prodotto a consulenza di portafoglio rappresenta la risposta più efficace in scenari complessi come quelli attuali. In questo percorso si inserisce anche lo sviluppo, in collaborazione con Aladdin di BlackRock, di una piattaforma di consulenza evoluta e multi-manager con cui ottimizzare le allocazioni e garantire soluzioni efficienti a costi competitivi. Costruendo un processo robusto, basato sull’integrazione tra algoritmi ed esperienza, l’advisor si trova dunque nelle condizioni di poter rassicurare il cliente, orientandolo verso obiettivi di lungo periodo ed evitando che decisioni emotive compromettano le opportunità di investimento.
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Che strategie adottate per proteggere i portafogli dei clienti e su quali asset class puntate di più per il 2026?
Le attuali condizioni di mercato rafforzano la necessità di veicolare due messaggi chiave: protezione e crescita. È proprio lungo questi binari che costruiamo portafogli robusti e resilienti alla volatilità, facendo leva sui rendimenti obbligazionari tornati interessanti per proporre soluzioni protette o garantite anche in partnership con primari operatori dell’asset management. Intendiamo inoltre rafforzare il nostro posizionamento nei piani individuali di risparmio (PIR), area del mercato nella quale ambiamo a diventare leader per intercettare il valore dell’economia reale italiana. Il terzo pilastro della nostra strategia, con un orizzonte di medio periodo, è rappresentato dai piani di accumulo su fondi azionari e bilanciati: si tratta di una formula da sempre di grande interesse per noi e che oggi più che mai riteniamo centrale per accompagnare i clienti nell’aumento graduale della componente di crescita.
La vostra rete è composta da centinaia di banche locali strettamente connesse al territorio. Quanto è centrale il ruolo della consulenza nella diffusione del risparmio gestito e come supportate le BCC in questo percorso?
Il gruppo ha posto con decisione il wealth management e la consulenza di portafoglio a 360° al centro della propria strategia, in un contesto in cui le discontinuità macroeconomiche e le tensioni geopolitiche stanno ridefinendo profondamente i comportamenti di risparmio. Negli ultimi cinque anni abbiamo investito in tecnologia, rafforzato in modo significativo la formazione e costruito partnership strategiche con i principali operatori internazionali dell’asset management nell’ottica di permettere ai consulenti delle BCC di esprimere al massimo il proprio valore distintivo. Siamo all’inizio di un percorso evolutivo che ci porterà a diventare un punto di riferimento nazionale nella gestione patrimoniale, coerentemente con il ruolo già consolidato di banca del territorio. La nostra capillarità nei distretti produttivi italiani rappresenta infatti un asset unico perché la conoscenza profonda e continuativa della clientela ci consente di sviluppare un’advisory di lungo periodo, solida, credibile e realmente differenziante.
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I più recenti sondaggi hanno evidenziato che il percorso per mobilitare i (tanti) capitali degli italiani ancora fermi passa anche dal promuovere il risparmio e la previdenza complementare. Quali novità o servizi specifici dedicate alla clientela retail e private in questi termini?
In un contesto in cui le dinamiche demografiche e la sostenibilità dei sistemi previdenziali rendono sempre più centrale il tema del risparmio di lungo periodo, siamo molto attivi nelle comunità delle nostre BCC con serate formative e incontri dedicati ma anche attraverso campagne media. La vicinanza al territorio e il lavoro continuo di educazione finanziaria non smettono infatti di rappresentare leve chiave per accrescere la consapevolezza dei clienti. Un quadro in cui la Legge di Bilancio 2026 e i cambiamenti strutturali che ha introdotto, con la portabilità dei fondi pensione che aumenta la competizione e premia gli operatori capaci di offrire le migliori performance corrette per il rischio, ci offre la possibilità di giocare un ruolo di primo piano. Infine, continuiamo a investire in tecnologia per integrare velocità di esecuzione e qualità della consulenza.
In un contesto in cui si parla sempre più di convogliare il risparmio verso l’economia reale, quale ruolo può giocare una realtà come BCC Risparmio&Previdenza? Come supportate gli investitori nella diversificazione verso i private markets?
BCC Risparmio&Previdenza, la SGR del Gruppo BCC Iccrea, ha riportato con decisione al centro della propria strategia il tema dell’investimento nell’economia reale italiana rilanciando i piani individuali di risparmio (PIR) come strumenti in grado di coniugare sostegno alle PMI e miglioramento delle performance per soci e clienti. I risultati confermano la validità di questa scelta, con posizionamenti ai vertici delle classifiche di raccolta a livello nazionale. In un contesto che richiede maggiore selettività, affianchiamo a questo anche un approccio ai private markets che si articola su due direttrici: soluzioni semi-liquide destinate alla clientela finale e un utilizzo più selettivo all’interno delle nostre soluzioni di investimento, dove manteniamo un presidio particolarmente rigoroso delle metriche di rischio. Si tratta di infatti un asset class con elevato potenziale, ma che richiede prudenza e specializzazione.
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Che view ha sull’IA come tema di investimento e in che modo la state integrando, insieme alle altre novità tecnologiche, nei vostri processi?
Adottiamo un approccio selettivo e disciplinato, volto a coglierne le opportunità evitando derive speculative. Il gruppo sta investendo in questa e altre tecnologie della stessa portata con un obiettivo chiaro: aumentare l’efficacia della gestione e della consulenza. Sul versante del portfolio management, abbiamo già sviluppato soluzioni basate su modelli algoritmici e tecniche di machine learning. Dal punto di vista consulenziale, stiamo introducendo un assistente virtuale evoluto in grado di aiutare i nostri colleghi che operano presso le BCC su più livelli: integrando informazioni su clienti e prodotti, dall’asset management alla vita fino alla protezione, e guidandoli nei percorsi commerciali. Un approccio pensato per liberare tempo a favore della relazione, vero fattore distintivo del nostro modello.
Guardando ai prossimi anni, quali evoluzioni dell’industria si aspetta e come il Gruppo BCC Iccrea intende posizionarsi rispetto alle sfide che ne deriveranno? Pensa che il modello di asset management legato a una rete bancaria territoriale possa rappresentare un vantaggio competitivo rispetto ai grandi player globali?
Vogliamo rafforzare il nostro ruolo come partner di riferimento, sia in ambito corporate sia nel wealth management, in un contesto che vede il settore del risparmio gestito destinato a una crescente concentrazione e alla competizione su scala globale. Oggi esprimiamo una quota di mercato nella gestione del risparmio pari all’1,7%, a fronte di circa il 6% negli impieghi e nella raccolta: un divario che intendiamo colmare facendo leva su consulenza e servizio. Siamo convinti che sarà proprio la qualità ad attrarre progressivamente i clienti verso le nostre soluzioni, anche grazie alla forza della relazione fiduciaria che caratterizza da sempre le nostre BCC. La nostra storia indica con chiarezza la direzione: il legame con soci, clienti e territori è un asset distintivo che vogliamo valorizzare ulteriormente, integrandolo con competenze e soluzioni di livello globale per costruire un modello competitivo, solido e sostenibile nel tempo.
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