Tra ansie geopolitiche e dispersione dei rendimenti, i fund selector ricalibrano le scelte per i prossimi mesi: più disciplina, gestione attiva e una nuova mappa delle opportunità da monitorare
C’è un fatto su cui tutti gli analisti concordano: il 2026 si sta rivelando un anno di svolta per i mercati azionari. Se all’inizio si prospettavano aspettative di ripresa ciclica e un crescente appetito per il rischio, via via il quadro si è complicato. E di parecchio. Le tensioni geopolitiche e le rotazioni di mercato hanno infatti spinto verso un approccio più cauto ma al tempo stesso più selettivo. Un cambio di passo che si è osservato anche dalle parti dei fund selector.
“La nostra attenzione in ambito azionario si sta progressivamente spostando verso strategie core capaci di offrire un’esposizione più equilibrata e una maggiore resilienza all’interno dei portafogli”, osserva dalle fila di Fideuram ISPB la head of MultimanagerChiara Mauri. Il mutamento dello scenario globale ha infatti costretto gli esperti della società a rivedere le esposizioni: “Se nei primi mesi dell’anno le nostre analisi riflettevano uno scenario di ripresa ciclica, con una preferenza sia per soluzioni value sia per small cap ed equal weighted sull’S&P 500, l’acuirsi delle tensioni legate al conflitto in Iran ci ha portato a ricalibrare in chiave più prudente la composizione della componente azionaria”.
David Karni, responsabile portafogli d’investimento di BCC Risparmio & Previdenza
Un riposizionamento che non riguarda solo la costruzione dei portafogli, ma anche le sicurezze di fondo. “L’anno è iniziato con dubbi sulla tecnologia, in certezze sugli Stati Uniti e appetito per il rischio crescente ma l’attualità ci ha portato a ridurre sia i rischi sia l’esposizione ai Paesi Emergenti ed Europa in favore di settori diversi”, racconta per BCC Risparmio&Previdenza SGR il responsabile dei portafogli di investimento David Karni, sottolineando come molte delle certezze di prima siano state messe in discussione.
Stefania Taschini, responsabile Multi-Manager in Anima
Il passaggio da una fase direzionale a una più frammentata è un altro elemento cruciale, nella view di Anima SGR. “Dopo un 2025 caratterizzato da grande direzionalità”, spiega la responsabile Divisione Multi-Manager Stefania Taschini, il 2026 si è aperto con la consapevolezza che la dispersione dei rendimenti sarebbe tornata protagonista”, spiega Stefania Taschini, responsabile Divisione Multi-Manager, Anima SGR. Dispersione che, dietro la stabilità apparente degli indici, si traduce poi in forti divergenze tra settori e aree geografiche e richiede un approccio più attivo nella gestione delle esposizioni.
A caccia dei fondi ‘giusti’
Il contesto è più incerto, dunque. Perciò la risposta dei fund selector non può che essere una ricerca ancora più approfondita sui prodotti. L’attenzione si sposta verso strategie capaci di offrire stabilità, senza rinunciare alla capacità di adattarsi. “I veicoli maggiormente oggetto di analisi sono stati quelli caratterizzati da un basso tracking error”, precisa Mauri, “con l’obiettivo di contenere gli effetti di rotazioni settoriali o stilistiche che tendono ad ampliare la dispersione dei rendimenti nelle fasi di volatilità”. Ma stabilità non significa rigidità. Al contrario, emerge con forza la necessità di scovare gestori realmente attivi. “Stiamo ricercando in modo selettivo asset manager core e agnostici ma dotati di flessibilità di stile”, sottolinea Taschini, sottolineando come questo abbia portato la società a fare un profondo reassessment dei portafogli. “Reputiamo necessaria un’ulteriore classificazione e clusterizzazione delle strategie da parte nostra al fine di condurre analisi quantitative più efficaci”, ha aggiunto. La crescente complessità dell’universo investibile si traduce …
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