L’Europa accelera sull’integrazione: “Serve una vigilanza più coerente e meno frammentata”
Dal rafforzamento del ruolo dell’ESMA ai gruppi europei di gestione, il confronto al Salone del Risparmio tra istituzioni e industria sul nuovo pacchetto UE
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La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, serie L dell’8 ottobre 2025, della Raccomandazione (UE) 2025/2029 della Commissione europea sull’aumento della disponibilità di conti di risparmio e investimento con trattamento fiscale semplificato e vantaggioso, segna un passaggio significativo nel processo di rafforzamento dei mercati dei capitali europei. Il documento si inserisce nel quadro più ampio delineato dalla Comunicazione COM(2025) 124, con cui la Commissione ha avviato la Strategia per l’Unione del risparmio e degli investimenti (Savings and Investments Union Strategy – SIU), volta a migliorare il collegamento tra il risparmio delle famiglie e il finanziamento dell’economia reale. In tale contesto, la Commissione individua nella maggiore partecipazione degli investitori al dettaglio (c.d. investitori retail) ai mercati dei capitali, una leva essenziale per ampliare le fonti di finanziamento delle imprese e, al tempo stesso, per offrire ai risparmiatori opportunità di investimento più efficienti e diversificate nel medio-lungo periodo. La Raccomandazione SIA è adottata ai sensi dell’articolo 292 del TFUE e, come tale, non ha natura vincolante. Non impone obblighi di recepimento agli Stati membri, ma esprime una chiara volontà politica di orientare i quadri normativi nazionali verso un modello europeo di conti di risparmio e investimento fondato su alcuni elementi comuni. La Commissione richiama, a questo proposito, gli impegni già assunti dagli Stati membri nell’ambito dell’Eurogruppo e del Consiglio europeo, volti a rafforzare l’accesso dei cittadini ai mercati dei capitali.
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Il modello delineato dalla Raccomandazione nasce dall’analisi comparata delle esperienze maturate in diversi Stati membri e in alcuni Paesi extra-UE, tra cui Regno Unito, Canada e Giappone. Da tale analisi emerge un approccio improntato su tre pilastri fondamentali: semplicità di utilizzo per l’investitore retail, flessibilità nelle scelte di investimento e disinvestimento e marcata semplificazione degli adempimenti fiscali. L’obiettivo è quello di favorire strumenti chiari e facilmente accessibili, capaci di intercettare anche quella quota di risparmio che oggi resta al di fuori dei mercati finanziari. Un primo profilo qualificante riguarda l’organizzazione dell’offerta. La Commissione sottolinea l’importanza di un mercato concorrenziale dei fornitori di SIA, aperto a tutti gli intermediari autorizzati a prestare servizi di investimento nell’Unione, anche su base transfrontaliera. Sul piano degli investimenti, i conti dovrebbero consentire la costruzione di portafogli ampi e diversificati, comprendenti almeno azioni, obbligazioni e OICR armonizzati, lasciando agli Stati membri la possibilità di estendere l’universo investibile ad altre tipologie di strumenti adeguati agli investitori al dettaglio, inclusi quelli con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo. Particolare attenzione è riservata anche al profilo geografico degli investimenti. Pur evitando l’introduzione di vincoli rigidi, la Raccomandazione incoraggia fortemente l’inclusione di opzioni orientate all’economia dell’Unione europea, al fine di sostenere le priorità strategiche comuni. In questa prospettiva, i SIA non sono concepiti soltanto come strumenti di valorizzazione del risparmio privato, ma anche come veicoli in grado di contribuire allo sviluppo del tessuto produttivo europeo. Il capitolo fiscale rappresenta uno degli snodi centrali del documento. La Commissione invita gli Stati membri a prevedere regimi di favore per i SIA anche sotto forma di esenzione dei rendimenti e a garantire che il trattamento fiscale applicabile a tali conti sia almeno pari a quello più vantaggioso previsto per altri strumenti di investimento. A ciò si affianca l’esigenza di ridurre la complessità degli adempimenti a carico dei risparmiatori, affidando agli intermediari la gestione degli obblighi fiscali e dei flussi informativi verso le autorità tributarie.
La Raccomandazione è stata oggetto di approfondimento da parte di Assogestioni con la circolare prot. n. 53/25/C del 12 novembre 2025 nella quale sono stati analizzati i possibili impatti sull’ordinamento italiano. L’Associazione ritiene che il modello europeo dei SIA valorizzi il ruolo dell’industria del risparmio gestito nel convogliare il risparmio delle famiglie verso investimenti produttivi e di lungo periodo, offrendo al contempo spunti per un’evoluzione dei quadri normativi nazionali. Con riferimento all’Italia, il principale termine di confronto è rappresentato dai Piani Individuali di Risparmio, nelle versioni ordinaria e alternativa…

📍Per approfondire vai al Barometro Assogestioni
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