Private credit, crescita solida ma prime crepe nel modello: il monitor di Goldman Sachs
Rendimenti ancora elevati e domanda robusta sostengono il settore. Ma aumentano i segnali di stress tra leverage, liquidità e qualità del credito.
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Terzo trimestre in crescita per il venture capital italiano. Il bilancio si chiude infatti con investimenti per 261 milioni di euro, in aumento rispetto ai 211 milioni aprile-giugno. In calo invece i round, che si sono fermati a quota 75, contro i 104 precedenti. Sette le operazioni di Serie A, due quelle di Serie C+ e nove le exit. Tra i settori spiccano smart city per il più alto numero di deal e software per la raccolta più consistente, mentre il round più importante per ammontare è stato il Serie C di Exein da 70 milioni di euro. La fotografia scattata dall’Osservatorio di Growth Capital e Italian Tech Alliance, che mostra però ancora una volta la mancanza di mega deal, completamente assenti in questo 2025. Inoltre, per la prima volta negli ultimi due anni, da luglio a settembre non è stato annunciato alcun nuovo fondo.
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Sale quindi a 759 milioni di euro l’ammontare investito nei primi nove mesi, così come cresce il numero di round che si attesta a quota 282: il 2025 si conferma in linea con gli ultimi due anni. Per Fabio Mondini de Focatiis, founding partner di Growth Capital, questo trend testimonia proprio la stabilità dell’ecosistema italiano, in controtendenza rispetto ai mercati europei più maturi. “Rimane costante la performance dei Serie A, mentre i Serie B restano il vero collo di bottiglia per le scaleup italiane”, fa notare l’esperto. Aggiungendo che, in termini di operazioni, “il 2025 si profila come l’anno con il maggior numero di round nella storia del venture capital italiano”.
Continua però a mancare la presenza di deal di grandi dimensioni. Guardando alle tipologie di round, uno su cinque è stato un Bridge, mentre quelli Serie A hanno catalizzato il 36% del capitale investito. Escludendo gli outlier, l’ammontare confluito in quest’ultimo tipo di operazioni nei primi nove mesi è già paragonabile a quello dell’intero 2024. Come già osservato in passato, e in linea con i principali trend a livello europeo, da gennaio il settore smart city ha attratto il maggior numero di round (43), seguito da software (37) e fintech (35), con la distribuzione dell’ammontare investito tra i diversi comparti che risulta sostanzialmente proporzionale al numero di operazioni.
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Tornando al terzo trimestre, i round Pre-Seed e Seed hanno rappresentato il 68% del totale, mentre non sono stati registrati i Serie B. In termini di investimenti, le due operazioni Serie C hanno inciso per il 34% del totale del trimestre (261 milioni), mentre il numero di deal e l’ammontare nella fase di Serie A sono stati inferiori alla media degli ultimi due anni. In testa sempre software, smart city, e fintech che catalizzano due terzi del totale investito, rispettivamente con 91, 39 e 35 milioni. A livello europeo, con 15 miliardi raccolti in 2.344 round, il terzo trimestre ha registrato una flessione nel numero di operazioni rispetto al periodo precedente, mentre l’ammontare resta stabile da undici trimestri, attestandosi attorno ai 15 miliardi di euro.
L’Osservatorio dedica poi un focus al settore spacetech, realizzato in collaborazione con Cdp Venture Capital Sgr. Ne emerge che, dopo la correzione del mercato del venture capital del 2022, gli investimenti nel settore e in defencetech hanno registrato una ripresa nel 2023 e nel 2024. E per quest’anno il primo semestre preannuncia un forte slancio delle prospettive di crescita. A livello globale sono stati registrati 202 round per 5,7 miliardi di euro investiti nello spacetech e 361 operazioni e 25,4 miliardi nel ddefencetech. Il Nord America domina in termini di ammontare, ma l’Europa sta crescendo in modo costante (1,29 miliardi in 86 round nel 2024). Per numero di operazioni, l’Asia compete ormai con il Nord America, mentre la quota del Vecchio Continente è in calo. In Italia si è registrata una forte crescita nel 2023, con un aumento senza precedenti di capitali e operazioni (132,5 milioni in 8 round) che ne ha rafforzato il peso all’interno del venture capital nazionale. Tuttavia nel 2024 si è registrato un rallentamento (77,8 milioni in 19 round).
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