Negli Usa le Spac sono passate da un totale di 12 miliardi di dollari di raccolta del 2019 (un mercato interessante ed in continua progressione, ma sostanzialmente di nicchia) agli oltre 80 miliardi del 2020, numero che costituisce oltre alla metà di tutto il mercato Ipo statunitense (verso il 10% prima del boom (fonte SPAC Analytics).
Anche in Italia abbiamo avuto casi di società nate da una fusione con una Spac, ad esempio la Illimity di Corrado Passera che nasce dalla fusione fra Spaxs e Banca Interprovinciale.
Spac, conosciamola meglio
“Le Spac rappresentano un’opportunità di entrare su operazioni straordinarie – come fusioni, acquisizioni o Ipo – a condizioni interessanti, capitale garantito e opzioni gratuite (warrant), quindi con rischio limitato, almeno fino al momento in cui, completata l’acquisizione, il rimborso garantito del capitale investito in emissione (peraltro immediatamente posto in conti segregati ed in nessun modo spendibili dal management della Spac) è garantito”, spiega a FocusRisparmio Antonio Midolo, ideatore e gestore del fondo Zest US Spac, successivamente si tratta di un investimento equity tradizionale, “con market cap small e, raramente, medium, dunque soggetto agli andamenti, valutazioni e volatilità tipici di un investimento azionario”.
In sostanza le Spac sono dei veicoli quotati, con sola dotazione del cash raccolto, costituiti da azioni e warrant gratuiti, che hanno l’obiettivo di raccogliere i soldi destinati ad operazioni di acquisizione di una società target non quotata, a scadenza certa (non oltre i 24 mesi) e rimborso dell’intero capitale in caso di non completamento di operazioni nei termini previsti.
Una volta approvata e completata l’acquisizione, tramite una fusione inversa la società target si troverà di fatto quotata su un mercato regolamentato, “con un percorso più rapido e meno costoso di una normale operazione di Ipo, a prezzi certi e non dipendenti dalla situazione di mercato del momento di quotazione”, dice Midolo. Il fondo del money manager si propone come soluzione d’investimento innovativa per la liquidità, mirando, da un lato, a conservare il capitale e, dall’altro, a generare ritorni caratterizzati da bassa volatilità e decorrelazione dai mercati.
Come spiegate il successo delle Spac?
Le Spac si sono effettivamente rivelate tra i settori trainanti nella fase Covid ed indubbiamente l’abbondante liquidità immessa dalle banche centrali ha costituito il propulsore per portare definitivamente il segmento all’attenzione degli investitori. Anche nel 2021 il numero delle Spac emesse ed in fase di registrazione presso la Sec e la dimensione della raccolta stanno arrivando a superare sia i valori assoluti (il numero da oltre 450 Spac quotate nel 2021 potrebbe salire ad oltre 600) che relativi 2020, a conferma che potrebbe non trattarsi di un fuoco di paglia.
Chi sono i soggetti beneficiari, a vario titolo, in queste operazioni?
Per gli sponsor, coloro che promuovono la Spac e investono il capitale nelle spese iniziali e correnti della Spac, circa il 3% della raccolta, il processo si velocizza, in quanto nella prima fase di Ipo è facile trovare investitori che “forniscano” capitale a rischio nullo e rendimenti mediamente superiori al cash : successivamente con dei PIPE (club deal riservati ad istituzionali) si dovrà trovare un nucleo stabile di investitori che consentano di finalizzare l’operazione, sostituendo di fatto la gran parte degli investitori iniziali, Cash alternative e HF non interessati alla storia azionaria ma solo al risk-reward invitante. Infine, anche la società target acquisita trova capitali (il cash in dote della Spac con un nucleo di minority shareholders “stabile” e professionale, approdando in borsa con un processo più agile e molto meno costoso: i costi operativi sono interamente sostenuti dagli sponsors, che, solo ad operazione completata, saranno remunerati dal numero di azioni e warrant gratuiti precedentemente deliberati, con un ritorno di solito pari a 3x il capitale di rischio apportato.
L’Ipo tradizionale passerà di moda?
Le Spac sono strumenti che offrono diversi vantaggi ai sottoscrittori: sono quotate su un mercato con regole standardizzate, sono finalizzate ad un target specifico, hanno durata stabilita e rimborso certo oltre ad una liquidabilità costante sui mercati e possono fornire scelte investimento di medio periodo molto interessanti. Si può sempre partecipare alla fase post-fusione, rimanendo investiti in un titolo, comunque quotato, se si crede alla validità del progetto: i vantaggi elencati e la maggior flessibilità operativa rispetto all’investimento nei tradizionali fondi di private equity, caratterizzati da capitale vincolato per diversi anni, su diversi progetti, con la garanzia di un rendimento minimo privilegiato ma nessuna way-out garantita entro i termini previsti.
Quali sono stati i casi di maggior successo lo scorso anno e cosa vi aspettate nel resto del 2021?
Spesso con l’announcement di un deal da presentare in assemblea il mercato premia il titolo con rialzi spesso significativi ma che tenderanno poi a ridimensionarsi (o meno), man mano che si completeranno analisi più mirate sui termini e qualità dell’operazione proposta, tenendo presente che spesso si tratta di apportare cash per finanziare crescita e dunque non si creano le distorsioni tipiche delle operazioni di fusione (sovrapposizione di costi e struttura, in breve). Non sono rari i casi in cui alcune Spac abbiano superato i 15 /20 $ o addirittura, come nel caso di Churchill IV, per l’operazione Lucid, rivale potenziale di Tesla, abbiano toccato 60 $, per poi ridimensionarsi a 26-30 $, comunque con un rendimento del 250/300% per azionisti iniziali della Spac.
Molte operazioni sono volte a finanziare tecnologie innovative e potenzialmente disruptive : ad esempio Atlas Crest (ACIC), emessa a fine 2020, che ha annunciato rapidamente, a fine gennaio la fusione con Archer (leader negli aeromobili elettrici (Evtol, electrioc vehicles take off landing), supportata nel PIPE da investitori importanti come United Airlines, Exor e altri, salito subito oltre i 17.5 $ toccati per tornare recentemente a poco più di 10 $ attuali: investimento in settore innovativo, con partner strategici di livello che costituisce, assieme ad analoghe situazioni, una potenziale opportunità di ritorno interessante a rischio molto basso, e giustifica la visione positiva sul settore, ovviamente con la dovuta selettività. Ma esistono numerose Spac che investono senza limitazioni né geografiche né settoriali, anche nei distressed, fornendo così ampia scelta e diversificazione agli investitori.
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