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In un documento, le tre associazioni dettano l’agenda a Bruxelles. Dai risparmi agli investimenti, dai SIA alla previdenza complementare, passando per regole più semplici e incentivi fiscali
Attuare l’Unione dei risparmi e degli investimenti, rafforzare la competitività del settore finanziario e rendere le regole più semplici. È questa la ricetta per sostenere crescita, capacità concorrenziale e autonomia strategica dell’Unione europea che l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA) e la Federazione Banche Assicurazioni e Finanza (FEBAF) hanno messo nero su bianco in un documento presentato alle istituzioni UE. Il testo, illustrato al Parlamento europeo, si propone di essere una vera e propria ‘bussola’ per la seconda metà della legislatura.
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Il peso del settore in Italia
I presidenti di ABI e ANIA, Antonio Patuelli e Giovanni Liverani, insieme a Fabio Cerchiai, numero uno della FEBAF, che riunisce oltre alle prime due anche altre dieci associazioni del mondo finanziario italiano, ricordano nel testo il peso del settore nel nostro Paese. Banche e assicurazioni, viene infatti sottolineato, sono pilastri complementari per finanziare l’economia, proteggere dai rischi, sostenere gli investimenti e realizzare infrastrutture fisiche e sociali. A fine 2025, in Italia, i finanziamenti bancari a famiglie e imprese ammontavano a circa 1.290 miliardi di euro. Gli investimenti delle compagnie assicurative hanno raggiunto i 1.050 miliardi, mentre i risarcimenti complessivamente liquidati hanno superato i 42 miliardi.
Prima priorità: la competitività
La prima priorità per l’Europa, delle tre indicate nel documento, riguarda il rafforzamento della competitività del settore finanziario europeo. Secondo le tre associazioni, è necessario superare la frammentazione dei mercati, completare l’Unione bancaria e favorire una gestione più efficiente del capitale e della liquidità. Vanno poi valorizzate le assicurazioni, in quanto investitori di lungo periodo e partner di famiglie, imprese e istituzioni nella gestione dei rischi di ogni tipo. La competitività, aggiunge il documento, deve affiancare stabilità finanziaria e tutela dei consumatori nell’azione legislativa e di vigilanza.
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Seconda priorità: la SIU
Secondo imperativo, strettamente connesso agli altri due, è dare concreta attuazione alla SIU, trasformando il risparmio europeo in investimenti produttivi. Le famiglie dell’Area detengono circa 41.000 miliardi di euro di attività finanziarie: per mobilitare questo potenziale servono, in particolare, incentivi fiscali agli investimenti di medio e soprattutto lungo termine, il rafforzamento della previdenza complementare e una maggiore educazione finanziaria.
Il ruolo dei SIA
Per ABI, ANIA e FEBAF, un ruolo importante deve essere riservato ai conti di risparmio e di investimento (SIA), sia nella forma di prodotti di investimento sia in quella assicurativa. Se diffusi a livello europeo, attraverso framework nazionali abbastanza flessibili da tenere conto delle specificità dei singoli Paesi e da valorizzare la diversità dei modelli distributivi, potrebbero infatti convogliare ingenti risorse, con caratteristiche di rischio moderato e rendimento adeguato, verso l’economia reale. Vanno inoltre ampliate le opportunità di investimento in infrastrutture, innovazione e pmi, anche attraverso partenariati pubblico-privati e condivisione del rischio.
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Terza priorità: la semplificazione
La terza priorità è una concreta agenda di semplificazione. Sono infatti necessarie regole più semplici, coerenti e proporzionate, la riduzione delle duplicazioni informative e valutazioni d’impatto sugli effetti della regolamentazione sulla competitività e sul finanziamento dell’economia. Il documento chiede anche di razionalizzare le norme sulla finanza sostenibile e sull’innovazione digitale, per creare un ambiente favorevole alla transizione e all’innovazione tecnologica.
L’impegno del settore
La missione a Bruxelles, concludono quindi le tre associazioni, ribadisce l’impegno del settore finanziario a contribuire, nel dialogo con le istituzioni europee e nazionali, “a un’agenda comune per sostenere imprese e famiglie e rafforzare l’autonomia strategica europea, preservando la stabilità finanziaria e la tutela dei risparmiatori”.
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