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Nella sua lettura definitiva, il Dipartimento del Commercio lima il tasso di crescita americano. Pesa il rallentamento dei consumi. Prova che la stretta della Fed sta iniziando a farsi sentire. Intanto nuovi segnali di calo arrivano dall’inflazione
Ritoccata al ribasso la crescita degli Stati Uniti. Nella sua lettura definitiva, il Bureau of Economic Analysis ha rivisto il tasso di crescita del Pil americano nel terzo trimestre dal 5,2% della precedente rilevazione al 4,9%. Un dato, il migliore dal quarto trimestre del 2021, che risulta comunque in aumento rispetto al +2,1% del periodo aprile-giugno e alimenta i dubbi del mercato su quale scenario dominerà l’altra sponda dell’Atlantico nel 2024 tra hard e soft landing.
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Calano i consumi
Secondo l’istituto di statistica a stelle e strisce, a determinare il dato è stata un rallentamento dei consumi. Le spese delle famiglie hanno infatti segnano un +3,1% dal +3,6% registrato nel trimestre precedente, a testimonianza di come la stretta della Federal Reserve sui tassi di interesse stia iniziando a produrre risultati sull’economia. E proprio sul fronte della politica monetaria è arrivata per i mercati un’altra buona notizia. Il Pce price index, una misura dell’inflazione, si è infatti attestato al 2,6% dal 2,5% di un mese prima mentre la relativa componente core, cioè al netto di beni volatili come alimentari ed energetici, ha registrato un +2% rispetto al +3,7% precedente e al +2,3% stimato dagli analisti.
Esperti divisi sul prossimo dato
Alcuni operatori si aspettano ora che il tasso di espansione del Pil sia ulteriormente frenato da un deficit commerciale più ampio e da un rallentamento della creazione di scorte rispetto al terzo trimestre. Altri ritengono invece che il ritmo dovrebbe comunque essere sufficiente a evitare una recessione, con le vendite al dettaglio inaspettatamente in aumento e gli avvii di abitazioni monofamiliari e le concessioni edilizie che hanno raggiunto i massimi dell’ultimo biennio. Non a caso, le stime di crescita l’ultimo quarto di anno variano da un minimo dell’1,1% a un massimo del 2,7%.
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