Dopo un 2025 favorevole a tutte le asset class, il nuovo anno si apre come un anno di grandi potenzialità per il reddito fisso, tra rendimenti di partenza interessanti, divergenze macro e inefficienze da sfruttare
Adriano Nelli, responsabile per l’Italia di PIMCO
Il 2025 è stato un anno generoso per gli investitori, con performance solide su quasi tutto lo spettro delle asset class. Eppure, è nel comparto obbligazionario che si è manifestato con maggior forza il valore della gestione attiva. A sottolinearlo è Adriano Nelli, responsabile per l’Italia di PIMCO, intervenuto durante la presentazione dell’outlook ciclico della casa per il 2026. Con lui Nicola Mai, economista e analista del credito sovrano, che ha illustrato come l’attuale contesto apra uno scenario unico per rafforzare la posizione sul reddito fisso.
Nicola Mai, economista e analista del credito sovrano di PIMCO
“A prima vista, l’attuale contesto macroeconomico è caratterizzato dalla resilienza. La crescita globale ha tenuto meglio del previsto, sostenuta in parte dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale e dall’allentamento delle pressioni commerciali. Tuttavia, se guardiamo oltre la superficie, le economie stanno divergendo in modo più significativo e creando un panorama caratterizzato da vincitori e vinti che gli investitori devono navigare con attenzione”. A partire da questa analisi Nicola Mai chiarisce quali siano le implicazioni per gli investimenti. “Questa disparità”, afferma, “ha chiare implicazioni per gli investimenti in tutte le asset class, in particolare nel reddito fisso”. “L’ampia rivalutazione dei tassi nei mercati sviluppati ha dato il via a un lungo periodo di rendimenti iniziali interessanti, offrendo agli investitori una rara opportunità. Oggi c’è la possibilità di aumentare qualità e liquidità dei portafogli senza rinunciare al potenziale di rendimento”, afferma Mai.
Diversi decennali governativi offrono rendimenti interessanti
Fonte: PIMCO e Bloomberg al 31 dicembre 2025
Focus su qualità, selettività e flessibilità
Un’operazione da compiere tenendo presente, secondo PIMCO, alcune specificità del reddito fisso. “Il mercato obbligazionario è molto più inefficiente rispetto all’azionario e questa combinazione di inefficienza strutturale e divergenze macro rappresenta un’occasione favorevole per i gestori attivi”, dichiara Nelli sul punto. L’approccio della casa per il 2026 privilegia una duration americana moderata, utile anche in ottica difensiva contro volatilità azionaria o un potenziale rallentamento del mercato del lavoro, e l’esposizione a TIPS, materie prime e attivi reali. Sul fronte geografico, si guarda con favore anche ad alcuni mercati emergenti, come Brasile, Perù e Sudafrica, dove tassi reali elevati e politiche monetarie accomodanti aprono margini di manovra interessanti
Accresciuta probabilità di divergenza nelle politiche nel 2026
Fonte: PIMCO, a dicembre 2025
Il credito, invece, richiede cautela: “Le dinamiche di fine ciclo rafforzano l’importanza della selettività: il credito cartolarizzato di alta qualità e l’asset based finance continuano a essere ben supportati da fondamentali resilienti, mentre il credito più generico o di qualità inferiore richiede maggiore cautela. E con le valutazioni azionarie che appaiono elevate, un’allocazione ponderata nella struttura del capitale diventa ancora più essenziale”, spiega Mai. Nel credito privato, PIMCO continua a vedere valore, ma solo laddove la qualità dei sottostanti e le garanzie siano solide. L’approccio rimane unitario tra pubblico e privato, con attenzione ai driver di ciclo economico, liquidità e adeguata remunerazione del rischio. “Nel credito privato, i solidi standard di prestito e le forti garanzie sottostanti, anche in settori come l’asset based finance, continuano a sostenere rendimenti interessanti adeguati al rischio. Con il maturare del ciclo economico, le priorità sono chiare: puntare sulla qualità, diversificare tra i mercati e sfruttare l’attuale contesto di rendimenti elevati per capitalizzare le opportunità nel tempo”, completa Nelli. Il 2026 si prospetta, dunque, come un anno in cui la gestione attiva nel reddito fisso potrà fare la differenza. Le opportunità non mancano, ma vanno colte con rigore e selettività, mantenendo flessibilità e consapevolezza dei rischi. “Un portafoglio costruito con attenzione oggi”, concludono i manager di PIMCO, “può offrire non solo rendimenti interessanti, ma anche una solida ancora in uno scenario globale ancora frammentato”.
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