Flussi ai massimi da 15 mesi grazie all’amministrato. Si consolida la preferenza per i titoli di Stato, bene i fondi ma cala la liquidità. Fideuram torna in testa, Mediolanum regina del gestito
Marco Tofanelli, segretario generale Assoreti
Le reti dei consulenti finanziari mettono a segno un nuovo record. A marzo, secondo la rilevazione Assoreti, la raccolta sale infatti a quota 5,9 miliardi, il massimo da 15 mesi, in crescita del 32,9% rispetto ai 4,4 miliardi di febbraio e del 24,2% dai 4,8 miliardi dello stesso mese 2022. Merito del flusso record di risorse confluite negli strumenti finanziari amministrati, che toccano quota 6,4 miliardi dai 4 miliardi del mese scorso e confermano la preferenza dei risparmiatori per i titoli di debito. Segno meno invece per il risparmio gestito, da cui escono risorse nette per 468 milioni di euro contro i +388 milioni di febbraio. Positivo, però, il bilancio dei fondi comuni di investimento e delle gestioni individuali mentre è in rosso il saldo delle movimentazioni nell’ambito dei prodotti assicurativi e in termini di liquidità su conti correnti e depositi. “I dati del mese confermano la solidità di un’industria che supera per volumi lo storico di raccolta dell’ultimo anno. Deciso orientamento verso gli investimenti con una forte diminuzione della liquidità”, osserva il segretario generale dell’associazione Marco Tofanelli.
Risparmio gestito, preferiti i fondi azionari e bilanciati
Nel risparmio gestito, l’attività di distribuzione diretta di quote di fondi comuni di investimento è positiva per 308 milioni di euro, tra sottoscrizioni nette in Oicr aperti di diritto estero per 363 milioni e deflussi dai fondi italiani pari a 57 milioni. Le scelte di investimento privilegiano i fondi azionari e quelli flessibili, sui quali vengono canalizzate rispettivamente risorse nette per 217 e 222 milioni di euro. Segno più anche per gli obbligazionari (94 milioni di raccolta) mentre si conferma il segno meno per i fondi bilanciati (-228 milioni). Anche il saldo delle gestioni patrimoniali individuali è positivo e pari a 249 milioni di euro, con un maggiore orientamento all’investimento in gestioni patrimoniali mobiliari (201 milioni). Continua il momento no del comparto assicurativo, che registra la prevalenza delle uscite per il terzo mese consecutivo: -1,1 miliardi di euro tra prodotti vita tradizionali (-903 milioni) e polizze multiramo (- 308 milioni). Positivi invece i premi netti versati sulle unit linked, che canalizzano 131 milioni. Bene anche la raccolta netta sui prodotti previdenziali, pari a 54 milioni.
A marzo il contributo complessivo delle Reti al sistema degli Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, si conferma comunque positivo per 191 milioni di euro a fronte di un valore di sistema negativo per 642 milioni. L’apporto delle Reti da inizio anno sale così a 2 miliardi rispetto a un dato complessivo dell’industria fondi negativo per 1,6 miliardi.
Risparmio amministrato, effetto Btp Italia ma non solo
Quanto all’amministrato, a marzo il segno più riguarda tutte le tipologie di strumenti. Si consolida l’attenzione per i titoli di Stato, tra il collocamento del Btp Italia sul mercato primario (1,2 miliardi) e l’attività sul mercato secondario (3,1 miliardi). E si confermano i flussi consistenti destinati alle obbligazioni corporate (1,6 miliardi). Positivo per 755 milioni di euro il saldo delle movimentazioni sui titoli azionari, così come quello dei certificate, che si attesta a 334 milioni, e degli exchange traded product, pari a 140 milioni. Le uscite nette da conti correnti e depositi si attestano, invece, a 1,7 miliardi di euro.
Fideuram torna in testa
Tra i player, la vetta di marzo torna ad ospitare Fideuram, con oltre due miliardi di raccolta mensile (-662 milioni il gestito) e 3,1 miliardi da inizio anno. Si tratta di cifre che valgono al gruppo il primo posto anche nella classifica annuale. Con un miliardo (168 milioni la raccolta del gestito), la seconda posizione spetta ad Allianz, che è quarta da inizio 2023 con 2,25 miliardi. Chiude il podio mensile il gruppo Fineco con 903 milioni (-53 il gestito), terzo anche sull’anno con 2,27 miliardi. Quarta Mediolanum, con flussi per 713 milioni a marzo, che però resta prima nel gestito con 220 milioni e seconda da gennaio con 2,6 miliardi di raccolta complessiva.
Gli istituti rischiano di perdere quote di mercato e margini per effetto di tecnologia, disintermediazione e nuovi modelli diretti al cliente. Un rischio che impone di ripensare il modello operativo alla luce di avanzata dell’AI e concorrenza dei gestori. Le tre opzioni sul tavolo secondo l’ultimo studio di Bain & Company
State Street: al via una nuova fase in cui l’execution diventa importante quanto la crescita. In Europa boom di strategie attive, che nel 2026 andranno oltre l’azionario e conquisteranno definitivamente il retail
La plenaria con la Presidente dell’Associazione Maria Luisa Gota e il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aprirà un ciclo di conferenze istituzionali che, lungo i sette percorsi del Salone, mette a fuoco previdenza, mercati privati, transizione, regole europee, AI e leadership inclusiva
Nell’industria non bastano più le singole soluzioni, ma serve un servizio fluido e modulare. Il gruppo Ersel punta su gestione attiva, soluzioni multi-asset, consulenza integrata e tecnologia
Secondo l’indagine di Natixis Im, un advisor su tre ha già perso asset. A sorpresa, i baby boomer sono i più propensi cambiare, mentre i giovani si rivelano più conservatori. Decisive le relazioni personali e la tecnologia
Per l’head of investments and wealth in Italia della società, il passaggio generazionale sarà cruciale nel futuro dell’industria. Ma la scarsa propensione a investire rischia di lasciare al palo il nostro Paese l’Europa. Nuovi linguaggi, digitale e consulenza a obiettivi gli ingredienti per il rilancio. Non senza un focus sugli alternativi
Partnership selettive, ritorno del reddito fisso nei portafogli: così cambia il modello del risparmio gestito europeo secondo la ceo Europe della casa di gestione. Ma occhio anche a geopolitica e intelligenza artificiale
Excellence Consulting: la raccolta delle polizze Cat Nat si ferma a 700 milioni, a fronte di un potenziale di 2,4 miliardi. Le imprese sottovalutano i pericoli e giudicano i prodotti troppo complessi
Per i portafogli odierni servono strategia, attenzione al rischio e visione di lungo periodo, senza farsi fagocitare dalla geopolitica. Ecco perché il wealth management non è solo investimento finanziario
Stando alla ricerca di Pictet Wealth Management e del Politecnico di Milano, attese oltre 3.900 operazioni entro il 2035. Dalla uova liquidità in arrivo al passaggio generazionale, ecco come si trasforma il capitalismo familiare. Ma attenzione ai nodi ancora da sciogliere
Il ceo per il mercato italiano delinea le direttrici di sviluppo della compagnia assicurativa tra previdenza complementare, innovazione tecnologica e bancassicurazione
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio