Secondo Schroders, il 2024 vedrà l’asset class trasformarsi sulla spinta di trend come demografia, decarbonizzazione, deglobalizzazione. Dalle infrastrutture all’immobiliare, i segmenti su cui puntare
Non solo un quadro macroeconomico ancora incerto tra inflazione, dinamica dei tassi e prospettive di crescita. Il mercato globale dei private asset è attraversato da cambiamenti strutturali che imporranno di adeguare le strategie sulla base di un orizzonte temporale ben più ampio. Anche e soprattutto per gli high net worth individuals che si affidano a servizi finanziari strutturati come la gestione a patrimoniale. Ne sono convinti gli esperti di Schroders, che identificano il 2024 come l’anno di ingresso dell’asset class nella stagione del cosiddetto “3D Reset”. Per la casa di gestione, le nuove variabili a impattare sul segmento saranno infatti tre: decarbonizzazione, demografiaedeglobalizzazione. Senza dimenticare il ruolo chiave che promette di giocare l’intelligenza artificiale.
Le infrastrutture al centro della transizione energetica
Nils Rode, chief investment officer di Schroders Capital
“La transizione energetica procederà a velocità diverse in luoghi diversi ma ci aspettiamo generi un filone di opportunità ricco e profondo per decine di anni a venire”. Così Nils Rode, chief investment officer di Schroders Capital, riassume la view aziendale sulla prima delle tre dimensioni del cambiamento. Quello che il manager propone rispetto al tema è un approccio focalizzato anzitutto su azioni e bond infrastrutturali, perché “serviranno investimenti per evitare congestionamenti nella rete distribuzione e interventi sugli edifici per rendere più efficiente l’utilizzo dell’energia”. Non solo però. “Vediamo occasioni anche in tecnologie adiacenti come idrogeno, pompe di calore, batterie”, aggiunge Rode, che spiega come questi sistemi avranno un ruolo importante nel rendere green trasporti, il riscaldamento e l’industria pesante. Inoltre, la forte domanda di edifici ecologici per proprietari e locatari genererà un fabbisogno di capitale nel real estate che potrà essere intercettato con soluzioni di finanziamento sostenibile alternative alle tradizionali erogazioni bancarie.
Immobili cruciali per demografia e deglobalizzazione
Quanto alla demografia, le strategie di investimento proposte da Rode variano su base geografica. “Nei Paesi dove la denatalità non è ancora arrivata”, spiega, “le occasioni saranno diffuse perché i giovani contribuiranno a una solida crescita economica”. Un esempio su tutti di questo trend viene dall’India. Tra le asset class individuate per cavalcare il fenomeno nei Paesi più soggetti a invecchiamento spicca invece l’immobiliare: “Per soddisfare la rapida evoluzione del quadro demografico saranno necessarie diverse tipologie abitative che rispondano alle esigenze delle diverse età e fasi della vita”, è la spiegazione del manager. Una visione che contempla anche l’healthcare, in quanto la crescita dell’età media fa aumentare la spesa sanitaria nazionale.
Sempre Mumbai è al centro dei giochi per quanto riguarda la deglobalizzazione e, in particolare, il nearshoring delle catene di fornitura iniziato con il Covid. “Il private equity indiano sta rapidamente maturando grazie a un ricco ecosistema di gestori di fondi locali in espansione”, spiega Rode. In altre parole, le startup locali sfruttano la rivoluzione digitale del Paese per rimodellare i settori, in una trasformazione che vede in prima linea i beni di consumo, i servizi finanziari e l’IT. Un processo che sta valendo al Subcontinente il terzo posto al mondo per creazione di unicorni, con più di cento piccole società valutate oltre il miliardo di dollari. Altra area da considerare, per il cio di Schroders Capital, è il debito immobiliare: “Reshoring, friendshoring e nearshoring necessitano di spese di bilancio per la costruzione di nuovi impianti e strutture, per esempio di immobili industriali. E, data la scarsa disponibilità di finanziamento del debito, in particolare per gli immobili commerciali, il settore riceve un sostegno fondamentale”.
Decarbonizzazione, demografia e deglobalizzazione si intrecceranno con l’intelligenza artificiale generativa. “Riteniamo che questa sia la vigilia della quinta rivoluzione industriale”, sintetizza Rode. Che aggiunge: “Società come OpenAI e Cohere creano la tecnologia fondamentale che tante altre startup e aziende più mature utilizzano come base per sviluppare altre nuove applicazioni. Si tratta innanzitutto di un tema per il venture capital e il growth capital ma diventerà anche un tema sul fronte del private equity per le società più mature e per gli investimenti di buyout che adottano l’AI per cambiare il proprio modello di business”.
I rendimenti salgono per tre ragioni: normalizzazione, debito fuori controllo e fiducia incrinata nelle istituzioni. Sul mercato, fino alle elezioni americane di medio termine, si va a testa o croce
Uno studio mostra che l’apertura al retail può spingere i fondi alternativi a puntare su società meno mature e a mantenerle per un tempo maggiore in portafoglio, con effetti positivi anche sui risultati. Ma serve che i nuovi investitori abbiano un approccio paziente. In caso contrario, si rischia una pressione verso exit premature
Secondo un sondaggio Cerulli, la competizione per i professionisti della consulenza si intensifica e l’offerta assume un peso crescente nelle scelte di affiliazione. Il 41% degli advisor indica l’ampiezza dei prodotti finanziari tra i driver di scelte, mentre solo l’11% degli executive bancari la considera una leva per la retention
Una survey di KKR rileva un interesse crescente tra i clienti con almeno 500mila dollari di asset. Ma il 42% indica la mancanza di informazioni come principale barriera. Per il 53% il confronto in presenza con il consulente resta il canale preferito per orientarsi
Per Aleksandra Milan Cortegiano, director of investment funds and vehicles di Valeur Group, servire i grandi patrimoni significa andare oltre l’asset allocation: leggere famiglie, imprese, obiettivi e passaggio generazionale dentro una strategia davvero su misura
Il Global Private Capital Report 2026 di Ropes & Gray fotografa un settore ancora resiliente, ma alle prese con vincoli strutturali. Raccolta ed exit restano sotto pressione, mentre continuano a crescere i continuation fund. Tra boom dell’AI e il ruolo centrale dell’Europa, ecco le prospettive per il resto dell’anno
Secondo un report di Dynamo Software, i general partner aumentano gli investimenti in tecnologia e puntano sempre più sugli algoritmi per migliorare sia deal sourcing che due diligence e produttività. Ma il fundraising resta la principale sfida, mentre cresce il peso degli investitori private wealth rispetto agli istituzionali
Secondo il Global Wealth Report 2026 di UBS, nel 2025 la ricchezza personale globale è cresciuta del 10,8%. Ma emergono squilibri profondi: il dato medio è sceso in molti mercati, i milionari aumentano ovunque e il patrimonio diventa sempre più un tema politico
Per la società di consulenza, l’ampliamento della platea di investitori affluent e retail spingerà i ricavi da asset illiquidi a oltre 105 miliardi: quasi la metà del fatturato totale. A cresce soprattutto i fondi passivi. Intanto tecnologia e distribuzione ridisegnano gli equilibri competitivi del settore
Secondo Paolo Fumo, chief commercial Officer di CNP Assicura, il vero ostacolo alla diffusione delle coperture LTC in Italia non è la mancanza di consapevolezza ma il deficit di educazione. Prodotti più semplice, costi per fasce e un tandem pubblico la sua ricetta per colmare il gap
Uno studio della società mostra come wealth e asset management stiano entrando in una nuova fase, dove la consulenza evoluta si unisce ad AI e mercati privati. Nuovi modelli distributivi, formazione e relazione con il cliente la ricetta di Daniele Funaro per affrontare un mercato più competitivo e orientato alla pianificazione
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio