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Il gruppo guidato da Carlo Messina, nei prossimi quattro esercizi, punta a rafforzare wealth management e protection e a distribuire laute cedole. Per gli analisti è buy e gli altri istituti di credito è un riferimento cruciale per adeguar il passo
Nel quadriennio 2022-2025 Intesa Sanpaolo scommette sul rafforzamento dell’universo della gestione e della protezione patrimoniale per assicurare la crescita delle commissioni e un modello di business a basso assorbimento di capitale che, a sua volta, possa garantire la sostenibilità di generose retribuzioni agli azionisti nel tempo (saranno distribuiti oltre 22 miliardi).
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Le eventuali acquisizioni, sempre e comunque selettive, avverranno solo in questo universo a cui saranno destinati anche investimenti in tecnologia, in particolare sulla piattaforma Aladdin di Blackrock che si rivolge a quattro milioni di clienti private, exclusive e affluent del gruppo e a 600 miliardi di attività finanziarie della clientela. Sono queste le fondamenta su cui l’ad Carlo Messina si appresta, come dichiarato nel corso della presentazione del piano, “a costruire la banca dei prossimi dieci anni”.
E gli analisti, dopo aver rivisto al rialzo stime e target, consigliano di acquistare il titolo sostenendo che i target sono credibili e perfino prudenti. A piacere è l’aver posto la consulenza tra i driver di crescita del gruppo che porta a un modello di business redditizio e con un ampio spazio di manovra anche per eventuali ritocchi al rialzo della politica di retribuzione degli azionisti.
“Pensiamo che un payout del 100% (rispetto al 70% annuo annunciato dal piano ndr) tra il 2023 e il 2025 sia nelle carte grazie all’elevata generazione di capitale. Il titolo merita di trattare a premio dato l’elevato Rote (redditività ndr) e l’elevata qualità degli asset dettata da un modello di business a basso assorbimento del capitale” nota poi Intermonte che sul titolo ha una raccomandazione a outperfom con un target a 3,2 euro.
Equita e JP Morgan hanno fissato un target a 3,2 euro, Ubs a 3,15 euro, Kepler Cheuvreux a 3 euro, Barclays e Deutsche Bank a 3,3 euro e Bofa a 3,5 euro. In controtendenza solo Credit Suisse che ha confermato la valutazione neutrale pur alzando l’obiettivo di prezzo a 2,7 euro per azione dai precedenti 2,5 euro. Rimane da verificare se e come il piano di Intesa Sanpaolo diventerà un modello di riferimento per gli altri istituti di credito che si apprestano a rivedere la propria strategia di crescita.
L’obiettivo di Messina è quello di trasformare Intesa Sanpaolo sempre più una wealth management & protection company efficiente, con un profilo di rischio contenuto, focalizzata sulla crescita delle commissioni provenienti dalle attività di consulenza, gestione patrimoniale, assicurazione e con fabbriche prodotto di proprietà. La messa a terra del piano porterà la Ca de Sass a raggiungere nel 2025 22,8 miliardi di ricavi operativi (da 20,8 miliardi del 2021) e un utile netto di 6,5 miliardi (da 4,2 miliardi). Più in dettaglio la crescita delle commissioni grazie al wealth management, protection & advisory porterà a una crescita di cento miliari del risparmio gestito e al 57% dei ricavi derivanti da business commissionale.
L’accelerazione sarà articolata in cinque passaggi cruciali attraverso:
-un servizio dedicato al milione di clienti “upper affluent” della Divisione Banca dei Territori da cui si attende un incremento del risparmio gestito di 20 miliardi (da 111 a 131 miliardi a fine piano) e fronte di 80 miliardi circa di raccolta diretta e risparmio amministrato nel 2021. Più in dettaglio le iniziative del piano passano da una organizzazione commerciale dedicata per clienti con 4200 gestori e 470 centri di consulenza; dal centro di investimenti distintivo in Banca dei Territori potenziato dalle fabbriche prodotto; da una piattaforma di investimento d’avanguardia e dall’ulteriore sviluppo di “Valore Insieme”, strumento di consulenza flessibile in grado di offrire una proposta dinamica di prodotti e servizi;
-il rafforzamento del private banking, con iniziative dedicate a circa un milione di clienti Private di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, con il rafforzamento dell’offerta commerciale e di prodotto, lo sviluppo di una nuova strategia omnicanale e il potenziamento internazionale. L’obiettivo è quello di aumentare il risparmio gestito per questo segmento di circa 54 miliardi di euro dai circa 225 miliardi nel 2021, a fronte di circa 125 miliardi di raccolta diretta e risparmio amministrato nel 2021;
-il focus sulle fabbriche prodotto di proprietà nell’asset management e nell’assicurazione vita e danni, aumentando il risparmio gestito, al netto delle duplicazioni, a 550 miliardi circa a fine piano (da 457 miliardi), le riserve vita 210 miliardi (da 194 miliardi), di cui le unit-linked a 110 miliardi (da 93 miliardi) e il tasso di penetrazione presso la clientela di Intesa Sanpaolo per le polizze danni retail non auto al 18% (dal 10%);
-il potenziamento della consulenza, anche attraverso aperture selettive con servizi di personalizzati, offerta di nuovi prodotti anche per i segmenti di clientela con esigenze sofisticate e/o in aree innovative (come gli investimenti alternativi), inclusione dei principi Esg e arricchimento della consulenza immobiliare;
-la crescita delle attività internazionali attraverso l’acquisizione selettiva di clientela e inserimento di private bankers, aumentando le attività finanziarie dei clienti internazionali della Divisione Private Banking di 15 miliardi di euro dai 30 miliardi del 2021.
Non sono invece state date indicazioni in merito alle indiscrezioni di stampa su una possibile integrazione, ventilata alla vigilia, tra Eurizon Capital sgr e Fideuram Am.
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