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Secondo Consob, nel primo semestre 2023 la capitalizzazione è aumentata del 13,1% ma è rimasta sotto i livelli pre-Covid. Cresce il portafoglio degli intermediari, boom dei titoli di Stato
Quotate in aumento per Piazza Affari. Nel primo semestre del 2023, il numero di società negoziate in Borsa Italiana è tornato a salire di sette unità. E non è solo merito del bilancio positivo dell’Euronext Growth Milan, il mercato non regolamentato dedicato alle pmi: ha infatti contribuito anche il Mercato telematico azionario, come non accadeva dal 2019. Il bilancio arriva dall’ultimo Bollettino della Consob, che certifica inoltre un’aumento della capitalizzazione, sebbene non tale da eguagliare livelli pre-Covid, e la crescita del portafoglio degli intermediari italiani.
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Le quotate su Exm tornano a salire
Nonostante un contesto economico difficile, segnato dalla guerra in Ucraina e dal rialzo di inflazione e tassi, le aziende listate sono quindi aumentate. Tre in più per l’Egm, una per il mercato Vorvel e tre anche per l’Exm, il principale listino della piazza finanziaria milanese. Per quest’ultimo, considerando il solo secondo trimestre 2023, l’Authority calcola un saldo netto fra ammissioni e delisting positivo di due unità, come non accadeva dal secondo trimestre dello scorso anno. Guardando invece al dato semestrale, il risultato torna per la prima volta positivo (+3) dalla seconda metà del 2019 (+1).
Capitalizzazione su ma ancora sotto i livelli pre-Covid
Buone notizie anche sul fronte dei controvalori. I dati del Bollettino fotografano infatti un mercato mobiliare in ripresa rispetto ai valori registrati a fine 2022, anche se ancora al di sotto del livello pre-Covid. Al 30 giugno scorso, la crescita dei prezzi dei titoli azionari aveva fatto aumentare la capitalizzazione complessiva delle quotate tricolori del 13,1% rispetto a dicembre dello scorso anno. Luci e ombre anche per gli utili. Quelli delle imprese industriali listate sul mercato principale e sull’Egm registrano infatti un calo rispetto al primo semestre 2022, rispettivamente a 13,1 miliardi di euro (-21%) e 179 milioni (-13%). In netto miglioramento invece il dato delle banche (12,8 miliardi, +61%), delle assicurazioni (3 miliardi, +110%) e delle altre società finanziarie (374 milioni, +9%).
Cresce il portafoglio degli intermediari. Boom dei titoli di Stato
Infine, Consob certifica la crescita del portafoglio dei titoli detenuti presso intermediari italiani di famiglie e imprese. L’aumento messo a segno nei primi sei mesi dell’anno si attesta infatti al 6,1%. Sale il peso dei titoli di Stato italiani mentre diminuisce l’incidenza degli investimenti in Oicr e titoli di capitale italiani.
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