Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Settembre – Ottobre 2021 |
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Per i gestori l’azionario europeo continuerà a offrire le maggiori opportunità in uno scenario in cui la crescita economica globale dovrebbe proseguire a un ritmo sostenuto
Azioni europee da privilegiare rispetto a quelle statunitensi, con una preferenza per i settori value, come banche e materie prime, che dovrebbero beneficiare del ciclo economico di ripresa. Senza dimenticare la Cina, ancora sottorappresentata negli indici internazionali nonostante il peso raggiunto a livello finanziario.
Sono alcune delle indicazioni dei gestori per i portafogli di fine anno, che consigliano, comunque, di non trascurare la componente obbligazionaria: anche in un’era di rendimenti ai minimi, i bond sono indispensabili per il loro ruolo di diversificazione e stabilizzazione. Su questo fronte, la tendenza prevalente è alzare l’asticella del rischio rispetto alle emissioni sovrane dei Paesi ritenuti più affidabili.
Riflettori puntati sull’azionario europeo
Johanna Kyrklund, group Cio e global head of multi-asset investments di Schroders
“Di recente abbiamo aumentato le nostre stime sulla crescita globale e ci aspettiamo un’espansione del 5,9% quest’anno”, commenta Johanna Kyrklund, group Cio e global head of multi-asset investments di Schroders, che sottolinea come il mix di politiche pubbliche e la crescita globale più forte del previsto dovrebbero supportare l’equity. L’Europa (con l’esclusione della Gran Bretagna) è l’area preferita dall’esperta, che si mostra fiduciosa anche verso l’azionario dell’area Pacifico. Semaforo rosso, invece, per gli Stati Uniti, “dove le valutazioni sono elevate anche se gli utili societari continuano a sorprendere in positivo, grazie al supporto della Fed”.
Tra gli asset su cui puntare, Kyrklund cita anche l’azionario emergente, “che continua a offrire valutazioni interessanti”. Guardando al segmento dei titoli di Stato, view negativa sui principali Paesi sviluppati, neutrale sul debito emergente in valuta locale e positiva su quello in dollari, pur con una grande selettività nelle scelte. Mentre nell’ambito del credito corporate, la preferenza va alle emissioni high yield rispetto a quelle investment grade.
Nadège Dufossé, global head of multi-asset di Candriam
Anche per Nadège Dufossé, global head of multi-asset di Candriam, è l’azionario a riservare le maggiori opportunità. Con un occhio di riguardo per l’Europa, dove “il piano Next Generation Eu e la sospensione del Patto di stabilità fino alla fine del 2022 potranno accrescere la fiducia, in una fase in cui l’economia si sta ancora riprendendo dalla crisi”, e il Giappone, Paese in cui “la spinta delle Olimpiadi e l’accelerazione della campagna vaccinale dovrebbero portare l’equity a generare performance positive”.
Per l’esperto, inoltre, anche i titoli dei mercati emergenti, e in particolare dell’America Latina, presentano valutazioni interessanti, soprattutto considerando che dovrebbero beneficiare del rally in atto dei prezzi delle commodity. Dufossé esprime invece prudenza sull’azionario statunitense, viste le valutazioni elevate dopo anni di crescita ininterrotta, con l’eccezione delle small e mid cap, “relativamente sottovalutate e che dovrebbero beneficiare di una domanda interna più solida”.
Infine, a livello di settori, il buon andamento del ciclo economico consiglia di sovrappesare i titoli value, come banche e materie prime, oltre a quelli dell’healthcare….
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