L’indice dei prezzi schizza oltre le attese all’8,6%. Per gli analisti Francoforte potrebbe agire con più decisione. Ma dopo l’inevitabile recessione, dovrà tornare a tagliare i tassi nel 2023
Dopo uno dei peggiori semestri della storia dei mercati, la seconda parte del 2022 si è aperta per il Vecchio Continente con un nuovo – l’ennesimo – record dell’inflazione. L’indice dei prezzi dell’Eurozona di giugno è infatti schizzato oltre le attese toccando l’8,6% (contro l’8,1 di maggio), un livello mai registrato da quando è stata creata l’Unione economica e monetaria, dando man forte a coloro che chiedono alla Bce un intervento più aggressivo sul fronte dei tassi.
La principale componente a incidere sulla crescita dell’inflazione media è stata l’energia, comparto nel quale l’aumento su base annua è stato a giugno del 41,9% rispetto al 39,1% di maggio. Nuovi massimi sono stati registrati praticamente da tutti gli Stati membri, comprese Francia, Italia (+8%) e Spagna (Madrid ha segnato un balzo del 10%), con la regione baltica che ha visto l’indice schizzare oltre il 20%. Unica eccezione la Germania, graziata da una serie di misure temporanee del governo.
Panetta: necessario agire contro la frammentazione
Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Bce
“Agire contro la frammentazione, contrastando qualsiasi reazione eccessiva dei mercati alla normalizzazione della nostra politica monetaria, non è solo coerente con il nostro mandato ma è necessario”, ha ribadito intanto Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Bce, in un discorso registrato per il Parlamento Europeo. L’economista ha spiegato che neiPaesi vulnerabili, la frammentazione comporterebbe deflussi di capitali e un aumento dei rendimenti, determinando condizioni di finanziamento troppo restrittive e che quindi innescherebbe “tensioni finanziarie”.
Allo stesso tempo, ha spiegato ancora Panetta, i Paesi “meno vulnerabili sperimenterebbero afflussi di capitali che comprimerebbero i rendimenti, determinando condizioni di finanziamento troppo flessibili e una inflazione troppo elevata rispetto al nostro impulso di politica monetaria previsto”. Ciò “provocherebbe divergenze ancora più ampie” e “risultati indesiderati” che andrebbero “contro il nostro obiettivo di politica monetaria”, ha sottolineato.
Intanto, mentre i mercati reagiscono senza una direzione precisa al nuovo record, gli occhi degli investitori sono già puntati sul 10 di luglio, giorno in cui verrà resa nota l’inflazione Usa che, a detta di Vincenzo Longo, premium manager in IG, è il “vero spartiacque per l’estate”. “È stato un semestre di depressione importante, le Borse quindi non reagiscono con vendite particolarmente elevate e soprattutto guardano al futuro e in particolare alla scelte della Bce che potrebbe già considerare un taglio dei tassi dopo la recessione in arrivo. Ma soprattutto è atteso il dato dell’inflazione statunitense”, chiarisce.
Oltre al dato europeo, quello italiano è ancora più fortemente scostato al rialzo rispetto alle stime. “Ma i mercati, anche Piazza Affari, considerano soprattutto quello continentale sul quale si basano le scelte della Bce: a questo proposito – precisa Longo – cominciano a girare i primi report sul fatto che magari in un anno Francoforte possa tornare a una politica di tassi in ribasso, dopo la recessione a cavallo del 2022-2023 che viene ormai data per scontata”.
“Non si può considerare che i prezzi energetici presto rientrino, anzi: alcune previsioni vedono il petrolio anche a 200 dollari in autunno perché le difficoltà di approvvigionamento rimangono e anzi rischiano di ampliarsi senza una soluzione del conflitto in Ucraina”, aggiunge l’analista di IG. “In vista dell’inverno i consumi anche e soprattutto di gas saliranno e diciamo di essere meno dipendenti dalla Russia ma questo, almeno nel breve periodo, non è realistico”, conclude Longo.
Per Paolo Pizzoli, senior economist di Ing, l’inflazione complessiva raggiungerà il suo picco nei mesi estivi e scenderà gradualmente a partire dal quarto trimestre, con un dato medio di circa il 7% per il 2022. “Inutile dire che ulteriori pressioni sul fronte energetico con l’arrivo della stagione fredda aggiungerebbero ulteriori rischi di rialzo a questo profilo provvisorio”, avverte.
“A ben vedere, il principale motore del rally dell’inflazione rimane la componente energetica, anche se, come già visto negli ultimi mesi, le pressioni sul costo dell’energia si stanno ripercuotendo su altre voci del paniere dei consumi” come alimentari e mezzi di trasporto, fa notare Pizzoli.
Tuttavia, secondo l’economista Ing, ulteriori azioni governative potrebbero raffreddare la spinta energetica. “Poiché i passati interventi amministrativi del governo hanno potuto solo rallentare la crescita dei prezzi, è probabile che la pressione per fare di più aumenti. Certo, il governo ha appena approvato l’estensione della tassa sull’energia e dei tagli ai costi fissi fino alla fine del terzo trimestre del 2022, ma questo probabilmente non sarà sufficiente a impedire che i recenti picchi dei prezzi del gas colpiscano famiglie e imprese. Prevediamo che ciò metterà ulteriore pressione nel dibattito sul tetto ai pressi dell’energia, sia a livello locale che europeo”, conclude.
Per il gestore del Fidelity Funds – European Dividend Fund, le opportunità sull’azionario europeo non dipendono soltanto dalle valutazioni più contenute rispetto agli Stati Uniti. Dalle banche ai materiali da costruzione, passando per i benefici dell’intelligenza artificiale, la chiave è individuare società di qualità capaci di difendere la redditività
Pil rivisto al rialzo anche per il prossimo anno. Su le stime si inflazione (3,2%). Il conflitto potrebbe fermare l’economia e spingerci in recessone, mentre sui titoli di Stato pesa la ‘fame’ di credito globale
Per AXA, preoccupano anche il costo della vita e le divisioni sociali. E per il 61%, le generazioni future avranno una qualità di vita peggiore. Il Future Risks Report 2026
Il Fondo stima un’espansione globale al 3,1% nel 2026. Bene Usa ed Eurozona, previsioni al rialzo per l’Italia. Tre le red flags per i mercati: intelligenza artificiale, tensioni sui bond e attacchi cyber
Il sentiment index di CFA-Radiocor crolla a -47,8 punti, oltre 25 in meno rispetto alla rilevazione precedente. Gli esperti vedono più inflazione e tassi in salita, sia in Europa che negli USA. Negative le prospettive l’azionario
Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno riacceso le quotazioni. Per gli asset manager, il vero collo di bottiglia è la raffinazione. Ma il premio per il rischio è sovradimensionato e probabilmente destinato a ridursi
Il sell-off generalizzato sui bond colpisce anche i titoli italiani. Per gli asset manager, non c’è nessun allarme sulle prospettive fiscali del Paese, ma resta il nodo del costo del debito. Le scadenze da privilegiare
Secondo i dati del Raisin Money Confidence Index 2026, l’Italia è ottava su 11 Paesi. Per il 54,7% delle famiglie il taglio del costo della vita è la priorità. E il 57,2% delle donne dichiara un forte stress economico
Il Pil mondiale dovrebbe salire del 2,9% nel 2026 e del 3% nel 2027. Ma oltre alla guerra incombono i rischi legati ai titoli di Stato, investimenti tech ed El Niño. Inflazione rivista al rialzo. Migliora l’Italia, anche per EY
L’aumento dei rendimenti dei Treasury e l’incertezza sui mercati preoccupano gli investitori. Ma secondo gli esperti siamo di fronte a una fase di normalizzazione, non a una crisi imminente
Il costo del denaro sale tra il 3,75% e il 4%. Il presidente: “Inflazione troppo elevata”. Trump: “Abbassate i tassi in fretta!”. Per i gestori, il Fomc salterà ottobre e interverrà ancora a dicembre
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio