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Rendimenti negativi e volatilità: manifestazioni dell’effetto-covid di cui ha risentito anche il reddito fisso. Le evidenze del rapporto semestrale di Assosim
Il sell-off che ha caratterizzato la prima fase della crisi pandemica da Covid-19 ha portato Piazza Affari a chiudere il primo semestre del 2020 in territorio negativo, malgrado il recupero degli ultimi mesi: dall’inizio dell’anno, il Ftse Mib perde il 17,6%, il Ftse Italia Star il 10,2% e il Ftse Italia Pir MidCap il 17,2%.
Lo evidenzia il rapporto semestrale di Assosim, Associazione Italiana Intermediari dei Mercati Finanziari, che segnala anche la forte impennata della volatilità del Ftse Mib: dal 13,23% (media del primo semestre 2019) si è arrivati al 39,77% (media del primo semestre 2020), con un picco massimo al 90,6% a marzo.
Date le premesse, anche i titoli del reddito fisso hanno risentito della crisi innescata dalla diffusione del virus. Anche in questo caso, però, le misure straordinarie adottate e le rassicurazioni delle Banche Centrali hanno contribuito, nella seconda parte del semestre, a ripristinare il clima di fiducia tra gli investitori.
Crescita a doppia cifra sia dei controvalori (+38,59%) che del numero di operazioni concluse (+24,60%) con il mercato Mot. A questa performance positiva hanno contribuito i 22 miliardi di controvalore raccolti con i circa 385 mila contratti conclusi sul Mot legati alla XVI emissione del Btp Italia.
Sul fronte dei derivati è contrastato l’andamento dei volumi sul mercato IDEM (il mercato regolamentato gestito da Borsa Italiana in cui si negoziano contratti futures e contratti d’opzione aventi come attività sottostante indici e singoli titoli azionari, ndr): il numero dei contratti si è ridotto del 16,17% rispetto al primo semestre del 2019, malgrado la crescita significativa degli scambi degli Index Futures e MiniFutures.