La possibile vittoria dell’estrema destra agita i mercati. Secondo gli asset manager, la volatilità continuerà per un po’. Ma ci sono opportunità sia dall’ampliamento degli spread sia nell’azionario
Dopo la bufera, tra gli investitori regna un clima di nervosa attesa. I riflettori sono infatti puntati su domenica, quando circa 50 milioni di francesi si recheranno alle urne per il primo turno delle elezioni parlamentari. Dopo il pessimo risultato ottenuto alle europee, il presidente Emmanuel Macron ha infatti indetto consultazioni lampo che hanno innescato un pesante crollo delle azioni e delle obbligazioni transalpine. E ora che i sondaggi danno il partito di estrema destra Rassemblement National favorito sulla coalizione di sinistra, le prospettive si fanno ancora più cupe.
Nella settimana successiva all’annuncio di Macron, lo spread Oat-Bund ha toccato quota 82 punti per poi stabilizzarsi tra i 75 e gli 80, ai massimi dal 2017. Una situazione che ha spinto il ministro delle Finanze, Bruno LaMaire, a lanciare l’allarme sulla possibilità di uno “scenario alla Liz Truss” per il debito pubblico del Paese se Marine LePen dovesse vincere e realizzare il suo programma economico. Una visione paventata anche dagli analisti di Citi, secondo cui il differenziale con i titoli tedeschipotrebbe aumentare fino a 100 punti base se un governo di estrema destra o di estrema sinistra facesse grandi promesse sulla spesa pubblica.
Patrice Gautry, chief economist di UBP, sottolinea che tra gli investitori c’è preoccupazione per l’ascesa della LePen e per le sue politiche economiche meno favorevoli al mercato. Anche se tra i partiti politici francesi una ‘Frexit’ sembra fuori discussione, secondo l’esperto sono due gli scenari più preoccupanti: una maggioranza assoluta dell’RN, potenzialmente raggiungibile attraverso una coalizione con altri partiti di destra, e una maggioranza assoluta del Front Populaire. “I costi associati alle varie misure proposte potrebbero riaccendere l’inflazione e ritardare il ritorno alla disciplina fiscale, con il deficit e il debito pubblico in aumento”, avverte.
Mauro Valle, head of Fixed Income di Generali AM
Mauro Valle, head of Fixed Income di Generali AM, fa notare che, con il deficit di Parigi attorno al 5%, i timori per le politiche fiscali del partito di estrema destra non possono che essere elevati. “Notiamo però che lo spread francese a due anni non sta sottoperformando lo spread a dieci (un segnale chiave di rischio idiosincratico limitato per ora) e che i rendimenti a dieci anni sono abbastanza stabili, mentre gli spread si sono allargati a causa del rally dei Bund”, analizza. Secondo Valle, l’evento di rischio in Francia potrebbe essere idiosincratico e gli effetti spillover dovrebbero essere limitati anche sugli altri governativi, BTP compreso.
Le ripercussioni sull’obbligazionario
Neppure Liam O’Donnell, head of Rates & Macro di Artemis IM, crede in un ‘momento Truss’ per il debito pubblico francese. Ma si dice preoccupato per quanto sta accadendo. “I problemi formulati da S&P sui deficit e sul debito, oltre che sulla frammentazione politica, non solo persisteranno per un po’ ma addirittura peggioreranno”, mette in guardia. Aggiungendo che sbrogliare questa matassa sarà difficile e il fare promesse senza coperture finanziarie non aiuterà: “Le obbligazioni francesi sono scese notevolmente di prezzo ma, e qui mi fermo, non vedo i nostri fondi effettuare acquisti prima che le implicazioni delle elezioni e le conseguenze legislative siano un po’ più chiare”, precisa.
Chris Iggo, CIO Core Investments di AXA Investment Managers
Per Chris Iggo, CIO Core Investments di AXA IM, l’incertezza derivante dall’esito elettorale potrebbe non riportare immediatamente lo spread ai livelli pre-elettorali. E il confronto con i livelli obbligazionari della Spagna suggerisce una posizione più appropriata per la Francia. “Le prospettive di mercato a breve termine saranno modellate dagli scenari elettorali, dai dati economici e dalle politiche delle banche centrali. Nonostante i movimenti di mercato, non si registrano allarmi di rilievo sul mercato del credito, con fondamentali solidi a sostegno degli emittenti, in particolare nei settori finanziario, dei servizi pubblici e delle telecomunicazioni” evidenzia. Per questo, secondo Iggo il potenziale ampliamento degli spread del credito potrebbe rappresentare un’opportunità di acquisto se guidato dal sentiment piuttosto che dal deterioramento dei fondamentali. “Inoltre, il mercato azionario francese ha sottoperformato rispetto ad altri importanti indici dall’annuncio delle elezioni anticipate”, chiarisce.
Più prudente Philippe Noyard, global head of Fixed Income di Candriam. “Siamo convinti del nostro sottopeso sulla Francia, data l’incertezza sull’esito elettorale e le possibili difficoltà nella formazione di un governo”, afferma. Puntualizzando che le concomitanti elezioni per il parlamento belga si sono invece concluse con un risultato tale da consentire la formazione piuttosto agevole di un esecutivo con la prudenza fiscale come priorità. “Di conseguenza, abbiamo chiuso la nostra posizione di sottopeso sul Belgio”, afferma.
Gilles Guibout, head of European Equity Strategies di Axa Investment Managers
Quanto all’azionario, Gilles Guibout, head of European Equity Strategies di AXA IM, fa notare come l’annuncio di elezioni anticipate abbia subito portato alla vendita dei titoli di società particolarmente esposte verso la Francia: su tutte, energia e banche. Tuttavia, precisa, “questa reazione potrebbe essere stata eccessiva in quanto non si può prevedere come cambieranno tasse e costo del lavoro senza conoscere l’esito delle urne”. Con circa il 60% dei ricavi provenienti dai mercati globali e circa il 25% dagli USA, Guibout è poi convinto che le aziende europee rimangano attraenti proprio grazie alla loro esposizione globale. Non solo. Sebbene esistano differenze tra un singolo caso e l’altro, le aziende del Vecchio Continente vengono generalmente scambiate a prezzi scontati rispetto ad altre di qualità simile le fa percepire dell’esperto come “un’opportunità d’investimento potenzialmente interessante”.
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