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Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Polonia putano a completare l’integrazione economica e rendere l’UE un “porto sicuro per i capitali globali”. Prossimo vertice a marzo
Accelerare sull’integrazione economica e rendere l’Europa un “porto sicuro” per i capitali globali. È questo l’obiettivo dell’Ecofin a sei che si è riunito a Bruxelles, prima dei lavori dell’Eurogruppo. Questa volta, quindi, l’ennesimo appello a fare presto di Mario Draghi, arrivato giovedì scorso, non è caduto nel vuoto: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Polonia hanno deciso di formare un gruppo di testa, ristretto, all’interno del quale discutere e avanzare proposte concrete sul futuro dell’UE, per poi sottoporle agli altri ventuno membri. L’E6 o Big 6 si è già riunito in maniera informale la scorsa settimana, ma ora punta a farlo regolarmente, dando appunto seguito a quanto suggerito più volte dall’ex premier italiano: procedere anche a ranghi ridotti sui temi cruciali e non più rimandabili, primo fra tutti l’unione del mercato dei capitali, perché in ballo c’è la sopravvivenza stessa del Vecchio Continente.
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Primo obiettivo: la CMU
“Abbiamo incontrato i nostri colleghi olandesi, polacchi, spagnoli e italiani e desideriamo poter avanzare insieme, fungendo da stimolo per il resto dell’Unione europea” ha spiegato il ministro delle Finanze francese, Roland Lescure, al termine del vertice. L’obiettivo, ha sottolineato, è “accelerare, facilitare, semplificare e approfondire il nostro lavoro affinché l’Europa possa procedere rapidamente e in modo efficace”. Il gruppo punta in particolare a rafforzare il mercato unico, migliorare la competitività del sistema bancario e ridurre le dipendenze critiche, presentandosi come motore politico per decisioni economiche più rapide. Nato per “dare più velocità al dibattito europeo”, ha aggiunto il collega tedesco Lars Klingbeil, l’E6 intende portare proposte concrete. “Il ritmo che oggi abbiamo a livello europeo non è adeguato alle sfide davanti a noi”, ha rimarcato, evidenziando la necessità di “pre-discutere decisioni e preparare soluzioni per tutta Europa”. Al centro dell’iniziativa c’è la costruzione dell’Unione dei mercati dei capitali che secondo Berlino è un “game changer”.
Prossimo appuntamento il 9-10 marzo
In particolare, al centro di questo incontro ci sono stati due ambiti d’azione: come aumentare il ritmo dell’unione del risparmio e degli investimenti e come rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento per le materie prime critiche. Il prossimo vertice in questo formato è previsto per il 9-10 marzo. In quell’occasione, ha chiarito Klingbeil, l’attenzione si concentrerà su come rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e rendere più efficienti gli investimenti nella difesa. “Questo è un momento molto europeo e significa che non ci nascondiamo dietro interessi nazionali ma siamo pronti a fare compromessi”, ha concluso.
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