Dollaro debole e Fed più accomodante dovrebbero favorire la crescita delle piazze in via di sviluppo. Corea del Sud e Brasile sono i Paesi preferiti dai gestori. Occhio a India e Taiwan. E tra i settori a spiccare sarà il tech
Le tensioni commerciali non hanno fermato i mercati emergenti. Da inizio anno l’indice generale MSCI Emerging Markets mostra un rendimento positivo del 7% circa, ma singoli Paesi si stanno mettendo in evidenza con performance a doppia cifra. In Oriente eccelle la Cina, con lo ShenZhen Composite Index che sale di oltre il 20%, mentre in America Latina sta facendo molto bene il Brasile, con il Bovespa che cresce del 16,78% (dati al 3 settembre). E con il dollaro in fase calante contro le principali valute internazionali, in futuro le piazze in via di sviluppo potrebbero continuare a brillare. Ma tra i driver non ci sarà solo il biglietto verde.
Alessia Berardi, head of Emerging Macro Strategy di Amundi Investment Institute
“Per capire se i mercati emergenti possano proseguire la loro striscia positiva è fondamentale analizzare le condizioni macro-finanziarie globali e locali”, spiega Alessia Berardi, head of Emerging Macro Strategy di Amundi Investment Institute. “Il primo aspetto da considerare è la crescita. Nella prima metà dell’anno, i Paesi emergenti sono cresciuti più rapidamente delle nazioni industrializzate e, anche se per questa seconda parte del 2025 è prevista una decelerazione in economie chiave come Cina e India, si attende una flessione moderata anche per gli Stati Uniti, dove la domanda interna mostra già segni di rallentamento. Questo mantiene il premio di crescita a favore dei mercati emergenti”, continua l’esperta. Un altro elemento chiave, poi, riguarda le tariffe: “Quando superano il livello relativamente ragionevole del 10%, come nei paesi Brics, vengono lanciate iniziative fiscali per compensare lo shock esterno”, argomenta Berardi. “In India, ad esempio, il governo ha annunciato una ristrutturazione della GST (Goods and Services Tax), riducendo il tasso medio e stimolando così i consumi. In Brasile, invece, è stato annunciato un piano di emergenza per supportare i settori più colpiti dai dazi”. Inoltre, va anche considerato che con un dollaro debole e una Fed pronta a iniziare un nuovo ciclo di tagli dei tassi di interesse, le banche centrali emergenti avranno più margini per continuare a essere accomodanti. “Per tutti questi motivi, le piazze in via di sviluppo restano un’opportunità attraente, con valutazioni in alcuni casi molto interessanti”, conclude.
Kunjal Gala, head of Global Emerging Markets di Federated Hermes
Una visione condivisa anche da Kunjal Gala, head of Global Emerging Markets di Federated Hermes, che tra l’altro fa notare come la Cina abbia la capacità fiscale necessaria per stimolare la crescita e assorbire il calo delle esportazioni: “Va anche considerato, poi, che nel corso del tempo, gli emergenti tenderanno probabilmente a ridurre la propria dipendenza dagli USA, concentrandosi sullo sviluppo dell’autosufficienza in termini di tecnologie e risorse critiche, promuovendo così nuovi motori di progresso interno. Restiamo fiduciosi che le società di alta qualità, con fondamentali solidi ed esposizione a temi di crescita a lungo termine, continueranno a generare valore anche in un contesto macroeconomico più complesso”.
La Cina è in cima alla lista dei paesi da monitorare. A dispetto delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti, il Dragone si sta comportando molto bene da inizio anno, “ma noi abbiamo deciso di adottare un approccio neutrale, con un’esposizione ad aziende strategicamente importanti”, precisa Gala. “Siamo invece meno esposti alle imprese statali, alle banche, all’immobiliare e ai settori della vecchia economia. Abbiamo
poi un posizionamento ridotto su Taiwan derivante da un sovrappeso sul tech e da una partecipazione limitata in tutti gli altri settori. La maggior parte dei titoli tecnologici del Paese hanno una valutazione ragionevole e continuano a beneficiare di fattori di crescita strutturali. Sull’India (il Nifty50 sta salendo da inizio anno del 4% circa, ndr) nutriamo qualche timore su traiettoria di crescita, dinamica degli utili e ritmo delle riforme. Per questo, stiamo sottopesando il Paese con un’esposizione selettiva a società con valutazioni ragionevoli e in forte crescita”. Tra i Paesi da sovrappesare Gala consiglia…
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