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Il portfolio manager Ward Brown vede l’asset class favorita da miglioramento dei fondamentali, politiche monetarie più flessibili e crisi del dollaro. Opportunità sia in valuta forte che locale. Ma serve selezione
Il progressivo indebolimento del dollaro, unito al miglioramento dei fondamentali macroeconomici e a livelli di rendimento ancora elevati dei relativi mercati, sta riportando il debito emergente al centro dell’attenzione degli investitori. È questa la lettura del mercato obbligazionario offerta da Ward Brown, Fixed Income portfolio manager di MFS Investment Management, secondo cui il contesto attuale offre opportunità interessanti sia sul debito in valuta forte sia su quello in valuta locale.
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Il cambio di regime del dollaro
Secondo Brown, proprio il cambio di regime che sta interessando il biglietto verde rappresenta uno dei principali fattori di supporto per l’asset class dopo anni di sottoperformance rispetto ai mercati sviluppati. “Consentirà di accumulare maggiori riserve e ridurre il costo del servizio del debito estero”, spiega, “ma tenderà anche a sostenere i prezzi delle materie prime con benefici evidenti per le economie esportatrici. Una tesi, quella del gestore, che trova sostegno in quattro elementi principali. Il primo riguarda le valutazioni, perché il dollaro continua a trattare su livelli elevati rispetto alle medie storiche e lascia spazio a possibili movimenti di normalizzazione. Poi c’è il forte posizionamento degli investitori, che potrebbe favorire una riallocazione dei flussi verso divise considerate sottovalutate. Un ulteriore fattore è rappresentato dai fondamentali dell’economia USA, con il deficit fiscale e delle partite correnti che rischia di ridimensionare la regine della monete sul medio-lungo termine. Infine, viene indicato come ulteriore elemento di pressione potenziale il contesto politico e in particolare le aspettative di una Federal Reserve più accomodante.
Fondamentali in miglioramento
A rendere ancora più interessante il quadro sono i progressi compiuti dalle economie emergenti negli ultimi anni. “Dalla pandemia in avanti,” chiarisce Brown, “molti Paesi del blocco non solo hanno migliorato la qualità dei propri bilanci ma hanno anche avviato percorsi di consolidamento fiscale e riportato l’inflazione entro gli obiettivi delle rispettive banche centrali”. Una traiettoria virtuosa che, dal punto di vista dell’esperto, ha permesso a numerose autorità monetarie di avviare cicli di allentamento anziché stretta e di creare ulteriori condizioni favorevoli per lo sviluppo del mercato obbligazionario locale. Non è un caso se, come spiegato, i rendimenti del comparto restino elevati sia in valuta forte sia in valuta locale. “Gli investitori possono beneficiare di yield interessanti insieme a vantaggi di diversificazione”, afferma a riguardo il portfolio manager.
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Il ruolo delle banche centrali
Un altro elemento che distingue l’attuale fase di mercato riguarda il comportamento delle banche centrali emergenti. A differenza di quanto avvenuto in altri cicli, molti istituti hanno reagito con tempestività alla fiammata inflazionistica successiva alla pandemia e sono riuscite ad avviare rialzi dei tassi prima delle principali economie sviluppate. “Le politiche monetarie prudenti adottate negli ultimi anni hanno consentito di riportare l’inflazione verso gli obiettivi prefissati”, osserva Brown. È anche per questo che in diversi Paesi si è potuto procedere all’avvio di cicli di allentamento monetario.
Diversificazione e reddito tornano al centro
In un contesto caratterizzato da valutazioni elevate in numerosi segmenti dei mercati finanziari, il debito emergente continua, inoltre, a distinguersi per livelli di rendimento considerati interessanti. Brown sottolinea come gli investitori possano oggi accedere a yield ancora elevati sia sul debito in valuta forte sia su quello in valuta locale, beneficiando al contempo di una fonte di diversificazione rispetto alle tradizionali esposizioni obbligazionarie dei mercati sviluppati. “La combinazione tra ritorni elevati e miglioramento dei fondamentali macroeconomici rende l’asset class particolarmente interessante”, osserva, evidenziando come il rapporto rischio-rendimento appaia oggi più favorevole rispetto a diversi momenti del recente passato.
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