Midterm Usa, dallo stallo all’onda blu: le ripercussioni secondo i gestori
Secondo gli asset manager, per i mercati contano più utili e inflazione delle urne. Ma l’impatto si farà comunque sentire, soprattutto su tech, sanità, dollaro e rendimenti
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Il mattone, da sempre grande amore degli italiani, non è mai passato di moda. Proprio le generazioni più giovani sono infatti tornate a puntare con decisione sugli immobili come investimento per il futuro. Il trend emerge dalla ricerca dell’ING People Insights Lab, secondo cui il 28% della Gen Z e il 27% dei Millennials pensa di aumentare la quota di patrimonio impiegata in questa asset class nei prossimi cinque anni, contro il 17% della Gen X e appena l’8% dei Baby Boomer. In generale, comunque, la casa resta un obiettivo primario per l’81% degli nostri connazionali, con sette su dieci che vorrebbero poter richiedere il mutuo attraverso un processo semplice, veloce e interamente online.
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L’indagine, condotta in collaborazione con YouGov, fotografa il rapporto degli italiani con la casa, tra aspirazioni, investimenti e scelte di finanziamento. I dati rivelano un orientamento particolarmente significativo da parte dei giovani, soprattutto se si considera che il 36% della Gen Z dichiara di non avere ancora soldi investiti in immobili. Se la casa resta un punto di riferimento per tutti, il suo valore però assume significati diversi a seconda dell’età. Per il 50% dei ventenni e trentenni rappresenta un simbolo di indipendenza, mentre il 53% dei Millennials la considera un progetto di vita. Tra i Baby Boomer è particolarmente importante invece la dimensione patrimoniale della famiglia.
Anche le motivazioni che spingono a puntare sul mattone fotografano un rapporto con la casa che va oltre il semplice possesso. Tra le ragioni più indicate dagli italiani spiccano infatti la possibilità di ottenere un reddito attraverso gli affitti (19%) e la volontà di favorire l’autonomia abitativa dei figli (19%). Questa prospettiva, sottolinea lo studio, che si inserisce in un quadro di fiducia nel valore degli immobili: il 65% è infatti convinto che tra dieci anni la casa sarà ancora il bene più importante per le famiglie.
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Il desiderio di acquistare casa si scontra tuttavia con la necessità di poterne sostenere l’impegno economico nel tempo. Attualmente quasi sette italiani su dieci (69%) vivono in un’abitazione di proprietà, il 50% senza finanziamenti in corso e il 19% con un mutuo in via di rimborso. Tra gli altri, il 74% sceglierebbe un immobile di proprietà con mutuo economicamente sostenibile, mentre il 12% preferirebbe l’affitto per mantenere una maggiore flessibilità economica. L’indagine evidenzia anche come la centralità del mattone nelle scelte patrimoniali si inserisca in un contesto in cui le famiglie mantengono un livello di indebitamento relativamente contenuto rispetto al resto d’Europa. Secondo il “Rapporto sulla stabilità finanziaria” della Banca d’Italia di aprile 2026, l’indebitamento complessivo dei nuclei del nostro Paese, che comprende mutui, credito al consumo e altri prestiti, è inferiore di oltre il 25% rispetto alla media UE. “Per gli italiani la casa resta prima di tutto un luogo da vivere, ma anche un investimento che guarda al futuro e che può generare reddito”, commenta Domenico Colonna, head of Mortgages and Distribution Channels di ING Italia, secondo cui il basso livello di indebitamento dei nostri connazionali “è un elemento di solidità che lascia spazio a un utilizzo sostenibile del credito anche per chi vuole investire nel mattone”.
La prudenza degli italiani è evidente anche sul fronte mutuo, con il 40% che si sentirebbe poco o per niente sereno nell’accenderne uno. Per sentirsi più sicuro, uno su due indica due condizioni: rate sostenibili e prezzi delle abitazioni più accessibili. Segue poi a brevissima distanza la stabilità lavorativa (47%). Proprio la sicurezza del lavoro assume un peso particolarmente importante tra i giovani: viene infatti indicata dal 62% della Gen Z e dal 52% dei Millennials.
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Non sono però soltanto le condizioni economiche a orientare la scelta del finanziamento. Per il 70% degli italiani è importante anche poter richiedere un mutuo attraverso un processo semplice, veloce e gestibile interamente online. Proprio la rapidità delle risposte rappresenta un fattore rilevante: quasi due su tre vorrebbero ricevere dalla banca un primo riscontro entro dieci giorni dalla richiesta. Infine, nelle valutazioni entra anche l’efficienza energetica dell’abitazione, con il 73% convinto che la possibilità di ottenere un tasso agevolato per acquistare una casa ad alta efficienza energetica influenzerebbe molto o abbastanza la propria scelta del finanziamento. Questa percentuale sale all’80% tra chi sta già rimborsando un mutuo.
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