Gli utili aziendali saranno leader. La domanda di AI porterà vantaggi a diversi settori mentre venti di coda supportano obbligazioni corporate e high yield USA. Ecco l’outlook 2025 della società americana
Matteo Astolfi, head of Capital Group
La crescita globale dipenderà sempre di più dalla resilienza degli Stati Uniti. L’outlook di Capital Group rispetto al nuovo anno non ha dubbi: quest’anno, le principali economie stanno divergendo ma gli USA potrebbero espandere il loro ruolo di principale motore della crescita globale. “I mercati si sono ripresi e l’economia statunitense rimane solida, leader a livello globale. Invece di una recessione, potremmo essere diretti verso un ‘ritorno al futuro’”, dice Matteo Astolfi, head of Client Group Italy, durante la presentazione delle prospettive 2025 della società di gestione. L’incertezza macroeconomica, tuttavia, anche quest’anno porterà volatilità sui mercati: “sarà fondamentale un approccio d’investimento a lungo termine che punti a raggiungere un equilibrio tra crescita e conservazione del capitale”.
Julie Dickson, investment director di Capital Group
Se gli Stati Uniti, nonostante il dibattito a livello politico, rimarranno alla guida di questa crescita, come spiega Julie Dickson, investment director per l’azionario di Capital Group, c’è un altro paese che potrebbe far bene, se non meglio: l’India. “Sarà l’unico mercato che potrebbe superare gli USA, mentre la Cina sarà caratterizzata da una crescita più fragile”. Quest’anno, dunque, gli USA saranno leader per la crescita degli utili aziendali, con la Cina che presenta un forte rallentamento rispetto al 2024, mentre l’Europa è in recupero. “Ci saranno però delle differenze di settore”, continua Dickson. La tecnologia e i servizi di comunicazione presenteranno le crescite maggiori. Un altro settore in crescita sarà, poi, quello della sanità, “dal momento che le aziende sono riuscite a rinnovarsi nella terapia genica, per esempio, o nella diagnostica, tutti campi che hanno fatto crescere i profitti di molte società biotech”, dice l’esperta.
Le opportunità dell’IA (oltre il tech)
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, la domanda di questa tecnologia “ha comportato vantaggi significativi per il settore tech ma ora ci si aspetta un rallentamento nella crescita dei Magnifici 7, mentre le altre aziende potrebbero rivelare opportunità interessanti con ritorni allettanti”, afferma Julie Dickson. Il dominio dei giganti tecnologici statunitensi sui rendimenti di mercato si sta, insomma, allentando. Il resto dello S&P 500, invece, guadagna terreno. “Nella seconda metà del 2024, la partecipazione al mercato si è allargata al di là del settore tecnologico, con i dividend payers, i titoli value e le società a piccola capitalizzazione che hanno registrato forti guadagni. Questa tendenza è sostenuta dalle politiche favorevoli alle imprese del presidente Trump, tra cui l’alleggerimento delle normative su banche, energia e sanità e l’aumento della spesa per la difesa”. Per questo la domanda di AI, secondo l’esperta di Capital Group, porterà dei vantaggi a diversi settori: semiconduttori, infrastrutture, modelli e applicazioni, che sono i più scontati, ma anche appunto edilizia, energia e beni strumentali, che reagiscono bene a questa domanda. In Europa alcune società del settore aerospaziale, della difesa, che si occupano di attrezzatura elettrica o prodotti dell’edilizia, potrebbero dunque avere enormi vantaggi.
Diversificazione e rendimento, il ruolo cruciale dei bond
Flavio Carpenzano, investment director per il reddito fisso di Capital Group
Per gli analisti, le obbligazioni svolgeranno poi un ruolo fondamentale con la normalizzazione dei tassi d’interesse, fornendo reddito, diversificazione e stabilità contro la volatilità dei mercati azionari. “Gli elevati rendimenti iniziali sono un buon indicatore dei rendimenti futuri e il reddito fisso potrebbe fornire solidi rendimenti, principalmente dalla cedola, senza la necessità di un apprezzamento significativo dei prezzi e di tagli dei tassi”, afferma Flavio Carpenzano, investment director per il reddito fisso della società americana. “Con la tendenza dell’inflazione statunitense a raggiungere l’obiettivo del 2% fissato dalla Fed nel 2025, le obbligazioni potrebbero continuare dunque a fungere da diversificatore di portafoglio”, aggiunge.
Venti di coda economici supportano obbligazioni corporate e high yield USA ma la selezione dei titoli rimane cruciale. “In un portafoglio di credito multisettoriale preferiamo il credito investment grade rispetto all’high yield, in quanto gli spread extra che HY offre sono a livelli storicamente bassi. Tuttavia, la presenza dell’high yield statunitense nel portafoglio è importante in quanto offre rendimenti interessanti, una migliore qualità del credito e una duration breve, fornendo un carry diversificato per i portafogli di attività miste”. Tra i settori, per Carpenzano, meglio guardare alle obbligazioni del farmaceutico, tradizionalmente difensivo e di alta qualità.
Analizzando, infine, i mercati emergenti, sebbene possano essere esposti ai rischi geopolitici e alla politica dei dazi di Trump, per l’esperto obbligazionario “sono più resistenti rispetto al 2016, con riserve migliori, tassi reali positivi, meno squilibri e tassi di cambio valutati equamente o sottovalutati”. La volatilità di breve termine resterà molto elevata ma, conclude Carpenzano, “guardando alle valutazioni in termini di valute locali, i rendimenti reali restano molto attraenti”.
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