L’asset class manterrà il suo appeal anche nel bel mezzo delle incertezze globali. Secondo Anisha A. Goodly di TCW, meglio però stare lontani dalle valute. Debito sovrano e obbligazionario high yield i segmenti su cui puntare. Con un occhio rivolto a Egitto, Gabon e Turchia per generare alpha
Anisha Goodly, emerging markets portfolio specialist di TCW
Con la crescita USA che ha ridisegnato le aspettative di politica monetaria globale, il 2024 ha rappresentato un anno di sfide per i mercati emergenti. E ora che proprio dagli States arriva una nuova minaccia, con il presidente Donald Trump pronto a rinnovare la sua guerra dei dazi, sono in tanti gli investitori convinti di dover abbandonare questo universo per spostare il loro portafoglio su altri lidi. Secondo Anisha Goodly, che in TCW segue questa asset class in qualità di portfolio specialist, non può esserci scelta più errata. Le prospettive del blocco per il 2025 restano infatti favorevoli, con il differenziale rispetto ai Paesi emergenti che pare destinato a mantenersi elevato.
“L’anno passato ha visto i mercati emergenti subire molto l’influenza della crescita economica sopra le attese registrata dagli USA”, spiega Goodly, “che ha concesso alla Federal Reserve più margine per rallentare il taglio dei tassi di interesse”. Nonostante questo e le incertezze politiche internazionali, fa notare però l’esperta, il debito sovrano denominato in dollari di questi Paesi è comunque riuscito a registrare un rendimento positivo e ora costituisce uno dei punti di partenza per approcciare il segmento. “Fondamentali economici solidi e politiche fiscali responsabili hanno permesso alla categoria di navigare in modo efficiente anche un anno difficile”, chiarisce l’esperta, sottolineando come il 2024 sia passato in archivio nel complesso con un rinnovato interesse anche per le obbligazioni societarie high yield della regione.
2025: crescita solida ma differenziata
Guardando al 2025, le previsioni dell’esperta di TCW paiono dunque positive e imperniate su uno scenario di crescita relativamente stabile. “La differenza di sviluppo rispetto ai mercati sviluppati dovrebbe rimanere tra le più ampie degli ultimi dieci anni”, spiega, precisando che un importante contributo il tal senso arriverà dalle banche centrali. La convinzione dell’esperta è infatti che la politica monetaria possa godere di ampi margini di manovra, anche se resterà essenziale che i policymaker sia prudenti e guardinghi rispetto alle decisioni dei loro colleghi occidentali. Quanto ai singoli Paesi, ci si aspetta che il rallentamento della Cina ridimensioni il ruolo dell’Asia e contribuisca a rendere più performanti aree come l’Europa centro-orientale e l’America Latina. “La prima dovrebbe beneficiare di politiche fiscali stimolanti e di un’inflazione che continuerà a convergere verso l’obiettivo della BCE”, conclude Goodly, “la seconda si avvicinerà ai suoi principali target macro”.
Valutazioni e opportunità di alpha i catalizzatori. Ma occhio alle valute
A generare il maggiore interesse, secondo il gestore della casa, saranno soprattutto le valutazioni attraenti. Senza trascurare che i rendimenti relativi ai titoli sovrani continuano a risultare superiori rispetto a quelli del credito statunitense, rendendoli una scelta interessante per gli investitori in cerca di alpha. Nel contesto dei portafogli di total return, Goodly suggerisce poi di continuare a sovrappesare l’high yield rispetto all’investment grade e di mettere nel mirino Paesi come Egitto, Gabon, Senegal e Turchia: “Il debito ad alto rendimento di queste capitali ha continuato a sovraperformare e il sua appeal è destinato a persistere anche grazie al miglioramento delle condizioni macroeconomiche e fiscali. Attenzione invece alle valute locali, sulle quali “continuerà a pesare la forza del biglietto verde alimentata da tassi d’interesse più elevati negli USA”. “Al momento non prevediamo esposizioni significative in valuta locale ma non smettiamo di monitorare eventuali opportunità idiosincratiche nei singoli Paesi”, è la conclusione dell’esperta.
Rischi Geopolitici: un elemento da monitorare
Infine, i rischi geopolitici continuano a rappresentare una preoccupazione per i mercati emergenti. “Le incertezze derivanti dalle politiche commerciali globali potrebbero avere un impatto significativo sulle prospettive di crescita”, osserva Goodly. Tuttavia, precisa l’esperta, l’evoluzione del quadro internazionale potrebbe anche portare a situazioni favorevoli per alcuni mercati. In primis il rafforzamento delle relazioni tra alcuni Paesi, come la distensione tra Israele e Hezbollah mediata da Stati Uniti e Francia, che “potrebbe anche offrire spunti positivi”.
Secondo il gestore obbligazionario Anthony Kettle, la dispersione delle valutazioni apre spazi nel credito corporate. Mentre sul fronte sovrano il focus si sposta sull’America Latina. Ma per proteggersi dagli shock, meglio guardare all’azionario
Secondo Sumant Wahi di Man Group il valore si sta spostando verso infrastrutture, software e applicazioni. Tra valutazioni elevate e ruolo crescente della Cina, per gli investitori diventa decisivo distinguere i vincitori dai semplici protagonisti del rally
Per il gestore della casa Fabio Viola, rendimenti ancora interessanti e fondamentali solidi sostengono il comparto. Ma con spread già compressi diventa cruciale la selezione degli emittenti. “Preferenza per finanziari e scadenze da tre a sette anni”
Dopo anni trascorsi ai margini delle strategie di investimento, le economie in via di sviluppo stanno riconquistando la scena. Alla base di questo ritorno ci sono fondamentali più solidi, una minore dipendenza dal dollaro e la ricerca di alternative ai mercati occidentali
Secondo Thomas Christiansen, responsabile della casa per il debito emergente, l’asset class promette di spingere la frontiera efficiente dei portafogli obbligazionari grazie a un bassa correlazione con il quadro macro. “Da Fed e BCE nessun impatto”. E sugli spread niente paura: “Riflettono il miglioramento dei fondamentali”.
Con rendimenti vicini al 6% e default attesi in calo, Columbia Threadneedle vede valore nel credito speculativo del Vecchio Continente. Ma in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche e spread compressi, la selettività resta decisiva e le strategie a breve offrono una protezione aggiuntiva contro la volatilità
Per l’ad di Payden&Rygel Italia, Fed e BCE si muoveranno a velocità diverse. Ma rendimenti più alti, dislocazioni sulla curva, cartolarizzati ed emergenti aprono spazi interessanti per chi sa costruire portafogli su misura
Per il gestore della casa, il reddito fisso si prepara a tornare una componente strategica dei portafogli. E i bond a breve termine rappresentano una soluzione efficace per costruire esposizioni poco rischiose. Ma, in tempi di incertezza, servono qualità e pazienza nella selezione delle opportunità
Per il fund manager della casa, geopolitica e megatrend stanno ridefinendo il ruolo dell’asset class nei portafogli. Ma selezione e valutazioni restano centrali. Dalle utility al digitale fino alle small cap e agli EM, il focus resta uno: “Trovare valore dove il mercato non lo ha ancora riconosciuto”
Per Anuj Arora, head of Emerging Market & Asia Pacific Equities di J.P. Morgan Asset Management, il nuovo regime macro impone di ripensare i portafogli: meno duration, più asset reali e catene del valore strategiche
Per il Global head of Investment and Product Strategy di Amundi ETF & Indexing, siamo di fronte a un nuovo equilibrio dei mercati: più selettività sull’azionario americano, crescente interesse per l’Europa e focus sui temi strategici. Intanto l’industria dei passivi continua la corsa grazie a innovazione di prodotto, piattaforme digitali e boom retail
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